Cari amici di Mr. Banca, dopo aver parlato nella sezione precedente degli indicatori di volume è arrivato il momento di parlare degli indicatori di volatilità.

Il concetto di volatilità non dovrebbe essere completamente nuovo: spesso si sente parlare di “volatilità” dei mercati, magari in seguito ad importanti notizie relative ai mercati finanziari o a rilevanti accadimenti politici. Nel mondo del trading il concetto di volatilità è molto importante, al punto che esistono degli strumenti, in qualche caso anche molto popolari, per misurarla.

A cosa servono gli indicatori di volatilità?

VolatilitàA differenza degli indicatori di volume, che come ricorderete hanno lo scopo di derivare il volume attraverso il numero di tick (variazione dei prezzi) durante il corso della sessione di un particolare giorno, gli indicatori di volatilità hanno lo scopo di misurare la velocità di variazione dei prezzi indipendentemente dalla direzione in cui essi si muovono.

Per volatilità si intende, infatti, una marcata variazione dei prezzi all’interno di un ben definito arco temporale di riferimento.

La volatilità dei mercati, elemento non facile da valutare senza l’aiuto degli indicatori, risulta essere una variabile estremamente importante al fine di capire come un determinato asset si sta muovendo in funzione delle tendenze di mercato.

Ogni buon trader non può prescindere dall’analisi di tale elemento, ricordando che ogni operazione deve essere sempre ben valutata prima di essere portata a compimento.

Ovviamente tali indicatori, facendo proprio riferimento alla volatilità dei mercati, risultano tanto più efficaci laddove i contesti risultano essere molto impulsivi e soggetti a variazioni isteriche.

Esistono peraltro dei settori che, per loro natura, hanno delle caratteristiche di volatilità in grado di attirare i trader maggiormente interessati ad operare in archi di tempo ristretti. Ad esempio il forex si presta molto bene all’utilizzo degli indicatori di volatilità.

Vantaggi e svantaggi della volatilità

Laddove esiste volatilità esiste ovviamente una buona opportunità di guadagno:

  • alcuni trader prediligono infatti le operazioni di breve termine: una elevata volatilità consente di aprire e chiudere celermente le posizioni evitando il più possibile di tenere vincolata una parte cospicua del capitale;
  • viceversa l’investitore tradizionale può cercare di evitare situazioni di elevata volatilità in quanto intrinsecamente più rischiose. Va inoltre considerato che fluttuazioni dei prezzi molto rapide necessitano di una maggiore “presenza” da parte dell’investitore o del trader, cosa che non tutti si possono ovviamente permettere.

Capire il momento esatto di ingresso ed il verso in cui il prezzo si muoverà, sfruttando le rapide fluttuazioni, può permettere di ottenere buoni guadagni in un tempo estremamente ristretto. Di contro va sempre ricordato che, un errore di valutazione, potrebbe portare ad ingenti perdite.

Come già accennato in precedenza, comprendere il momento esatto in cui si verificherà un periodo di volatilità non è cosa banale in quanto tali oscillazioni possono essere influenzate da diversi fattori. Il principio su cui tali oscillazioni si basano è sempre legato al concetto “banale” di domanda e offerta (cliccare qui per approfondimenti).
Banalmente, il rapido ingresso in un mercato di un gran numero di investitori influisce sulla variazione della domanda e dell’offerta creando una situazione di alti volumi scambiati con conseguente variazione rapida dei prezzi.

Abbastanza semplice, no?

Di seguito nella nostra guida troverete informazioni circa gli indicatori di volatilità più utilizzati dai traders.

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