Quando si acquistano delle azioni, come è noto, è possibile trarre beneficio dalla distribuzione del dividendo, in genere una volta l’anno in Italia (ma in altri paesi anche con periodicità differenti). Ma cosa succede quando si è in possesso di un CFD con sottostante un titolo che distribuisce un dividendo? Cercheremo di rispondere a questa domanda e non solo, cercheremo anche di capire se è possibile trarne vantaggio con operazioni oculate.

I Contratti Per Differenza (CFD)

Mercati in crescita, rialzoInnanzitutto ricordiamo che i Contratti Per Differenza (CFD) sono uno strumento derivato, ovvero sono dei contratti che agiscono su uno strumento sottostante, che può essere ad esempio un titolo azionario, quello che più ci interessa in questa sede. In questo caso quindi non si detiene fisicamente il titolo, ma si guadagna sulle differenze, in positivo oppure in negativo. Infatti quando si ha a che fare con i Contratti Per Differenza si possono aprire posizioni sia volte al guadagno in caso di aumento del prezzo (le cosiddette posizioni “long”) che, al contrario, che a quello sul ribasso del sottostante (posizioni “short”).

I dividendi per i titoli azionari

Dividendi e CFDVale la pena anche ricordare un paio di principi basilari sulla distribuzione dei dividendi agli azionisti. Annualmente (ma non sempre) le società decidono di remunerare gli investitori con un dividendo, misurato come percentuale del valore dell’azione al momento della distribuzione. Hanno diritto a percepire il dividendo coloro che sono in possesso delle azioni al momento della distribuzione. Come noto, l’informazione è disponibile con largo anticipo, quindi il mercato conosce perfettamente la data in cui verrà distribuito il dividendo, e la sua entità. Nella pratica succede quindi che il prezzo del titolo “sconti” la distribuzione del dividendo: supponiamo ad esempio che una società distribuisca il 3% del valore dell’azione ad una certa data. Nel periodo precedente il valore del titolo crescerà, in quanto gli investitori  vorranno approfittare di questa opportunità, o, più propriamente, ne terranno conto nelle loro valutazioni di acquisto. Immediatamente dopo il titolo invece potrebbe scendere di una percentuale vicina al dividendo stesso, per motivazioni analoghe. Se pensavate quindi di acquistare le azioni il giorno prima della distribuzione del dividendo per speculare in modo sicuro… sappiate che qualcun altro ci ha pensato prima di voi, e il mercato “sconta” già tutto questo!

I dividendi per i CFD con sottostante azionario

Vi chiederete: quello che non si riesce a fare con le azioni potrebbe essere realizzato con i CFD? Ad esempio, sapendo che il titolo dopo la distribuzione del dividendo (soprattutto se cospicuo) subisce in genere un brusco ribasso del prezzo, perché non aprire una posizione short (scommettendo cioè proprio sul ribasso del prezzo) per monetizzare immediatamente sfruttando questa situazione? Non sono pochi i trader inesperti che hanno provato questa “strategia”, ma anche in questo caso i risultati non sono quelli che ci si potrebbe aspettare…

Cosa succede infatti ai CFD con sottostante azionario all’atto della distribuzione del dividendo? Il meccanismo in questo caso è più complesso, ma non troppo. Dobbiamo ricordare infatti che in questo caso si possono avere due diverse tipologie di posizioni, short e long.

Nel caso di posizione long (guadagno sulla crescita del prezzo) ci sarà un riconoscimento positivo del dividendo al momento della distribuzione. Viceversa, nel caso di una posizione short (guadagno sulla discesa del prezzo) l’importo del dividendo verrà detratto dalla posizione stessa.

L’effetto quindi sarà sempre quello di compensazione, analogamente a quanto accade per i titoli azionari: da una parte la posizione godrà (o verrà inficiata) dalla distribuzione del dividendo, dall’altra questo effetto dovrebbe essere compensato dal repentino deprezzamento del titolo, che tenderà a riequilibrare il tutto facendo perdere (nel caso di posizione long) o acquistare (posizione short) valore al CFD.

Bisogna comunque sempre ricordare che su questi temi non ci si deve aspettare una precisione matematica. Il mercato sconta gli effetti della distribuzione dei dividendi, ma ci sono anche molte altre variabili in gioco e quindi, soprattutto nel caso di bassi valori percentuali dei dividendi, si potrebbe avere anche una variazione del titolo nel senso opposto a quello atteso, o comunque di entità diversa dal previsto.