CFD: quali sono i rischi associati?

Come già accennato nell’introduzione, i CFD (Contract For Difference) non sono certo esenti da rischi.

In questa specifica sezione Mr Banca ti illustrerà nel dettaglio i rischi associati a tali strumenti finanziari.

Rischio di Mercato

CFDIniziamo subito con il dire che il rischio principale è quello di mercato dovuto proprio al metodo con il quale tale tipo di contratto è stato progettato. Il guadagno dipende, infatti, dalla differenza tra il prezzo di apertura e quello di chiusura dell’attività sottostante. Come è facile immaginare il mercato è molto volatile, i fattori che possono farlo oscillare sono molteplici.

C’è da considerare inoltre che i CFD (Contract For Difference) sono negoziati a margine e che l’effetto leva del quale i CFD beneficiano (così come tutti i derivati) non è trascurabile e ne aumenta significativamente il rischio.

L’effetto leva ha di contro anche il vantaggio di poter investire su una quantità maggiore di risorse finanziare rispetto al capitale a disposizione.

Come mitigare il rischio di mercato nell’utilizzo dei CFD?

Il consiglio di Mr Banca in questo caso è quello di utilizzare ordini di stop-loss.

Vediamo nel dettaglio cosa sono…

Come implicitamente già indicato nel nome stesso, gli ordini di tipo stop-loss, vengono preventivamente contrattati con i Broker al fine vendere automaticamente un “titolo” quando raggiunge un determinato prezzo.

Gli ordini stop-loss sono progettati proprio con lo scopo di limitare le perdite di un investitore. La maggior parte degli investitori associa gli ordini stop-loss generalmente quando apre una posizione di tipo long.

Con un ordine di stop-loss per una posizione lunga (long), il trigger per la vendita scatta quando il prezzo delle azioni scende al di sotto di una soglia prestabilita, il sottostante sarà così venduto al prossimo prezzo di mercato disponibile. Questo tipo di ordine funziona bene se il titolo o il mercato subiscono una flessione (declino) ordinato ma non se tale flessione è isterica e/o disordinata.

Tale ordine può essere chiaramente usato anche nel caso di apertura di una posizione di tipo short, in questo ultimo caso si evita che il sottostante negozi sopra un prezzo predefinito.

Un ordine stop-loss permette, quindi, di tenere lontane le emozioni dalle decisioni dell’investitore, emozioni che potrebbero influenzare fortemente il comportamento dell’investitore stesso. Tale metodo risulta, inoltre, particolarmente utile quando non è possibile, per differenti motivi, tenere d’occhio lo stato della posizione aperta.

Anche l’ordine stop-loss ha però la sua pecca…

Facciamo un semplice esempio:

Si acquistano in posizione long dei titoli della Mr Banca Corporation scambiati sul mercato a 60€. Essendo entrati con una posizione di tipo long dobbiamo proteggere il nostro investimento da un possibile forte declino del mercato. A tal proposito ipotizziamo di immettere un ordine stop-loss in modo da vendere automaticamente i titoli della Mr Banca Corporation a 58€.

Se i titoli della  Mr Banca Corporation scendono, quindi, al di sotto di 58€, l’ordine stop-loss viene attivato e si trasforma in un ordine di mercato per vendere al prossimo prezzo disponibile. Se il prezzo successivo è di 57,8€ i titoli della Mr Banca Corporation saranno venduti a tale prezzo.

Può però capitare che il titolo chiuda a 58,1€, non essendo stata superata la soglia non si attiva l’ordine di stop-loss. Notizie finanziarie potrebbero però influenzare i mercati e il nostro titolo potrebbe riaprire il giorno successivo ad un valore inferiore di quanto settato per l’ordine di stop-loss. Alla riapertura questo si trasformerebbe immediatamente in un ordine di mercato per la vendita al prossimo prezzo disponibile. Tale prezzo potrebbe però essere molto inferiore alla soglia (es. 56€). La perdita sarebbe in questo caso molto maggiore di quanto preventivato…

Purtroppo non sempre tutti i meccanismi di protezione funzionano in tutte le casistiche

Alcuni investitori preferiscono, a tal proposito, utilizzare degli ordini di stop-limit dove è prevista una vendita del titolo al valore limite stabilito e non a quello di mercato. Anche gli ordini di stop-limit non sono perfetti, in talune casistiche le perdite risultano essere comunque sempre inferiori rispetto a quanto accadrebbe nel caso in cui fosse settato un ordine di tipo stop-loss.

Rischio di controparte

CFDUn altro rischio associato alla contrattazione dei CFD è quello legato alla stabilità finanziaria o di solvibilità della controparte del contratto.

Nel caso dei CFD, se la controparte di un contratto non riesce a soddisfare i propri obblighi finanziari il CFD può arrivare ad avere un valore nullo a prescindere dal valore dello strumento sottostante.

Questo banalmente significa che le perdite potrebbero essere elevate anche se il sottostante si sta muovendo nella direzione desiderata.

I contratti negoziati in borsa e scambiati attraverso una camera di compensazione (organismo che accentra la fase di regolamento delle transazioni) si crede siano generalmente meno affetti da rischio di controparte. Ci sono casi però che dimostrano che anche in questo ultimo caso il rischio non si azzera. In ultima analisi, il grado di rischio di controparte è definito dal rischio di credito della controparte, compresa la stanza di compensazione se applicabile.

Ipse dixit: “Ciò che troviamo nelle fluttuazioni dei mercati finanziari non sono gli eventi stessi, ma le reazioni di milioni di individui, uomini e donne, a quegli eventi, il loro modo di sentire che certi fatti potranno influire sul loro futuro. In altre parole, il mercato azionario è fatto soprattutto di persone.” – (Bernard Baruch)