Che fine ha fatto il Banco Popolare? Una storia di fusione tra banche da non perdere

Che fine ha fatto il Banco Popolare? Una storia di fusione tra banche da non perdere

Che fine ha fatto il Banco Popolare? Nel nostro territorio la ramificazione degli istituti bancari è stata da sempre un punto di forza del risparmio italiano e dei nostri istituti di credito. Gli eventi dell’ultimo decennio hanno però costretto molti istituti bancari a cercare nuove sinergie sia a livello nazionale, con fusioni o protocolli d’intesa stipulati con altri istituti di credito magari affini per quel che riguarda il territorio d’appartenenza o il modo di intendere la “mission d’impresa”, che attraverso l’apertura a nuovi mercati e a nuove tipologie di investimento che ampliassero in maniera più decisa la propria zona d’interesse anche all’estero. Per meglio spiegare questo fenomeno ci sembra opportuno prendere come esempio la storia del Banco Popolare, storica società del credito italiano che ha saputo battere in maniera decisa entrambe le strade che abbiamo descritto.

La storia del Banco Popolare

Iniziamo la storia del Banco Popolare andando a ripercorrere, per sommi capi, le vicende che ne hanno contraddistinto l’operatività sul territorio e le evoluzioni che hanno portato il Banco Popolare stesso a fondersi con la Banca Popolare di Milano per dar vita a Bpm.

La nascita del Banco Popolare

Banco Popolare - Logo BpmAnche lo stesso Banco Popolare nasce da una fusione, quella avvenuta nel 2007 tra la Banca Popolare di Novara e Verona e la Banca Popolare Italiana. Dopo aver superato nel 2010 il cosiddetto “Stress Test”  del CEBS (test che serviva a verificare la solidità economica e finanziaria delle banche), il Banco Popolare nel 2011 diventa la settima banca italiana per capitalizzazione presente sul nostro territorio nazionale e nello stesso anno si fondono nel gruppo anche altre realtà creditizie territoriali molto radicate come la Banca Popolare di Lodi, la Cassa di Risparmio di Livorno Pisa Lucca, la Banca Popolare di Cremona e la Banca Popolare di Crema. Nel 2014 verrà incorporata anche la Banca del Credito Bergamasco, dando vita ad una vera e propria cooperativa di banche con forte radicazione territoriale e con una capitalizzazione davvero invidiabile.

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Il Banco Popolare e la fusione: nasce la BPM

Nel 2016, per far fronte alla crisi del sistema bancario e per provare a costituire una realtà ancora più solida e capace di essere competitiva con i colossi del settore, il Banco Popolare e la Banca Popolare di Milano firmano un protocollo d’intesa per la fusione tra le due banche ed il 15 ottobre dello stesso anno l’assemblea straordinaria approva quasi all’unanimità la fusione, con efficacia dal 01 gennaio del 2017  e con la denominazione di BPM. Il vecchio Banco Popolare passa quindi da essere una società cooperativa ad un società per azioni, con conseguente quotazione nella Borsa di Milano ed inserimento praticamente immediato nell’indice FTSE MIB, indice che raccoglie le quaranta aziende con maggiore capitalizzazione del paese.

La nuova sfida di BPM

Banco Popolare e la nuova sfida YouLoungeMa come ha saputo il nuovo BPM affrontare le nuove sfide che attendono le società di credito a livello internazionale? Tra i tanti cambiamenti che si sono verificati dopo la fusione, è interessante ciò che sta accadendo in quest’ultimo periodo, con la creazione una rete di relazioni a livello europeo. Bpm ha infatti aderito all’iniziativa “YouLounge – The Trade Club”, una piattaforma web che consente alle imprese italiane di interagire con altre imprese estere per trovare nuovi sbocchi nell’import/export. All’interno di questa piattaforma ci sono ben 13 gruppi bancari internazionali che rappresentano una cinquantina circa di realtà nazionali ed al momento sono quasi quindicimila le aziende che aderiscono a questa piattaforma Web. La modalità è tanto semplice quanto geniale: attraverso un algoritmo la società cliente viene messa nelle condizioni di trovare sia una società che possa essere funzionale ad attività di import/export in base al prodotto che si intende vendere o comprare, sia un istituto di credito presente sul territorio nazionale dell’azienda stessa che possa fungere da intermediario finanziario, portando grandi vantaggi in termini di relazioni e di velocizzazione delle transazioni. E’ in pratica, quindi, una sorta di vetrina virtuale che consente alle imprese italiane di poter esporre i propri prodotti in tutti il mondo, con la possibilità di scambiare anche messaggi in tempo reale con chiunque dall’altra parte sia interessato al prodotto messo in rete.

Possiamo quindi senza dubbio affermare che gli ultimi anni del vecchio Banco Popolare, ora BPM, sono una testimonianza di come, grazie ad efficaci politiche aziendali proiettate verso il futuro e all’interazione con diverse realtà economiche, anche i momenti di crisi, più o meno reale, possano essere superati brillantemente creando nuova ricchezza e nuove opportunità.

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