Che succede al titolo Juventus in Borsa?

I soldi nel calcio
I soldi nel calcio

CR7 e il paradiso fiscale italiano0-0 faticosamente conservato fino al 78′, quasi in chiusura. Quasi. Giménez la infila proprio al 78′, ma le disgrazie non vengono mai da sole e all’83’ il capitano, proprio quel Godin promesso sposo dell’Inter, proprio quel futuro acerrimo nemico, segna il gol del 2-0. Simeone si lancia in danze tribali e Allegri rimane di ghiaccio.

Mentre per la Juve il cammino in Champions si mette male, qualcuno in quel momento è con occhi febbrili sullo schermo ma non sta guardando la partita.

Chi fa trading online, proprio in quel momento, non ha visto un gol ma ha “visto” appunto il momento giusto per “shortare” sul titolo della Juventus e fare un immediato profitto. In questo articolo vi spiegheremo com’è andata la settimana più lunga della storia della Juventus in Borsa, e quali sono le opportunità ancora da cogliere. Al volo…

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Che succede al titolo Juventus in Borsa?

CR7Il rally sui mercati della Juve è cominciato a fine dicembre, con l’ingresso del titolo nell’indice FTSE MIB che aveva portato il titolo dei bianconeri a sfiorare i massimi storici. Le azioni della Juve in quel periodo sono salite a 1,5860 (il 28 gennaio) e poi, dopo un periodo di ribassi, tornate a 1,4490 lo scorso mercoledì 20 febbraio. Che cosa è successo il 20 febbraio? Molto semplice: un risultato negativo, sul campo: al Wanda Metropolitano della capitale spagnola, l’Atletico Madrid di Simeone ha battuto la Juventus per 2-0 nella partita di andata della doppia sfida degli ottavi di finale con in gioco il cammino in Champions League 2018/19. Dopo la sconfitta in campo, un picco sui mercati da cui il titolo bianconero è sceso per tutta la settimana successiva, toccando il 28 febbraio quota 1,2060 euro. In una sola settimana il titolo della Juventus ha perso il 16,8% del suo valore.

Pensate, cari amici di Mr Banca: ancor prima del verdetto definitivo, ancor prima del triplice fischio dell’arbitro nella sfida di ritorno a Torino, già il mercato aveva sentenziato la disfatta bianconera: un disastro anche sul fronte della capitalizzazione, passata da 1,46 miliardi di euro del 20 febbraio agli 1,21 miliardi di appena 8 giorni dopo.

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Simeone ha seminato vento e burrasca sulle vele bianconere: raccoglierà tempesta?

Juventus: trading online di azioni in borsaCome se non bastasse, oltre al danno sul campo e la beffa sui mercati, è arrivata la tempesta: il titolo ha accelerato le perdite sulla spinta negativa data dalla diffusione di una semestrale non proprio “di ferro”: sì, i bianconeri hanno chiuso con un utile netto di 7,5 milioni (-82,7%), ma con l’esercizio 2018/2019, previsto comunque in perdita, che sarà pesantemente indirizzato dall’andamento della Champions League. La notizia è stata diffusa di venerdì alle 16:00, ma già dalle 15:45 (chissà come mai, qualcuno forse dovrebbe chiederselo) alla chiusura delle contrattazioni il titolo ha perso l’1,6%, nel giro di poco più di un’ora e mezza.

Certo, va detto e chiarito bene che le squadre di calcio non sono le uniche società al mondo a subire e soffrire di fattori esterni che potrebbero guidarne la performance, altri fattori sufficientemente solidi possono senz’altro cementare le fondamenta di un business così volatile quanto affascinante.

Cristiano Ronaldo “CR7”, la persona più seguita su Instagram, potrebbe aiutare la Juve a triplicare le vendite di magliette e merchandising del club in tutto il mondo entro il 2022, stimolando al contempo un aumento degli introiti delle sponsorizzazioni con accordi come con Adidas e i “cugini” di Jeep Fiat Chrysler Automobiles.

Un esempio concreto? Il Manchester United, quotato in USA con una capitalizzazione di circa 3 mld, la cui potente macchina commerciale è sempre stata, è e molto probabilmente sarà a lungo un fattore di successo e generatrice di reddito. Si può vincere (sul mercato e sui mercati) anche senza trofei… e questo a Torino, dove i trofei in bacheca comunque non mancano, lo sanno bene.

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Mercati, Borsa e risultati sul campo vanno o no a braccetto?

CalcioAlcuni analisti e investitori hanno a lungo sostenuto che i club di calcio in realtà non dovrebbero essere società quotate in borsa, dal momento che le loro entrate sono troppo imprevedibili e la loro base di clienti è guidata dalle emozioni. L’Inghilterra ad un certo punto aveva circa 20 club quotati e ora la maggior parte sono tornati privati. Noi più umilmente crediamo che dovrebbero essere proprio analisti e investitori a “crescere”, comprendendo meglio le peculiarità di questo settore.

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Nel calcio moderno i risultati sul campo contano poco, quasi nulla

Squadre di calcio e fan token un binomio perfettoNon si può negare che per una squadra di calcio come la Juventus, la maggioranza dei ricavi e dei costi, in percentuale piuttosto alta attorno all’80 per cento, arrivi da vendite provienienti da flussi ricorrenti come i biglietti, i diritti TV, gli sponsor e il merchandising. È arrivato il momento che si cominci a considerare queste squadre di calcio quotate in borsa come fornitrici di contenuti, aziende di intrattenimento: i risultati sul campo hanno un impatto, certamente, ma non così cruciale per le prestazioni finanziarie.

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Facciamo i conti in tasca alle squadre di calcio quotate in Borsa

C’è sì il problema dei salari dei giocatori, che tendono a superare il 50 per cento del reddito di un club, è vero anche che in definitiva il successo di un club di calcio è determinato dal successo sul campo solo agli occhi dei propri tifosi, ma questi due paramentri non appaiono abbastanza “centrali” da scoraggiare la maggior parte degli investitori “saggi”.

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Trading online: occhio di falco e sangue freddo

Chi ha occhio di falco nell’interpretare i grafici di borsa, non fatica a notare l’ampio scostamento dei prezzi di Juventus dalla media dei valori nell’ultimo periodo, della volatilità giornaliera dovuta ai risultati sul campo abbiamo parlato ampiamente in questo stesso articolo: tutto questo ci dice che Juventus è un investimento caratterizzato da un elevato rischio. Investire in Cfd di Juventus facendo trading online è quindi un’operazione ideale solo per chi desidera ottenere elevati guadagni a fronte della possibilità di registrare pesanti perdite. L’operazione migliore da fare è senz’altro sul brevissimo periodo, magari operando in Cfd con la possibilità di “shortare”, ovvero scommettendo sull’andamento negativo del titolo.

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