Coca Cola acquista Costa e sfida Starbucks-Nestlè

Continua imperterrita la guerra di acquisizioni tra le grandi multinazionali operanti nel “Food & Beverage”. Infatti, dopo la notizia di poche settimane fa dell’accordo tra due colossi come Starbucks e Nestlè ed oltre a quella più recente tra Pepsi e Soda Steam (società che si occupa della distribuzione di dispenser di acqua gasata), l’ultima bomba per il mercato arriva da Coca Cola che comunica di aver chiuso le trattativa per l’acquisto della società britannica Costa Coffee, grazie ad un investimento di circa 5 miliardi di euro.

coca cola costa caffe

Da qualche anno, con la tendenza degli essere umani di condurre un’alimentazione sempre più salutista e priva di bevande gasate e zuccherate, le società del settore sono state costrette ad espandere il proprio raggio d’azione; è proprio in quest’ottica che si inquadra l’operazione di Coca Cola che mirava ad espandere la propria sfera di influenza anche nel segmento del caffè e delle bevande calde.

Costa Caffè, un inglese dalle origini italiane

Andiamo a ripercorrere un po’ di storia della Costa Caffè anche per meglio inquadrare la portata dell’acquisizione da parte di Coca Cola. Costa Caffè è un’azienda britannica fondata nel 1971 a Dunstable dai fratelli Sergio e Bruno Costa, emigrati italiani partiti qualche anno prima dall’Emilia e più precisamente da Parma. L’azienda nasce come torrefazione di caffè per rifornire i bar e i ristoranti italiani presenti nella zona. La svolta, dopo che nel 1985 Sergio rileva le quote di Bruno e diventa azionista di maggioranza della società, arriva nel 1995 quando Whitebread, società quotata nel mercato azionario del Regno Unito e maggior azienda nel settore della torrefazione e nella distribuzione alberghiera dello stesso, acquisisce la società per 23 milioni di sterline.

coca cola

Da quel momento in poi Costa Coffee, che subisce un restyling anche dal punto di vista del logo, si espande fino a raggiungere anche l’apertura di punti vendita in Asia, Australia e Sud America.

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Dopo aver ripercorso le tappe della storia di Costa Caffè, vogliamo farvi riflettere e puntare l’attenzione su un dato economico: la società è stata venduta dal gruppo Whitebread agli statunitensi di Coca Cola per un valore pari a 16 volte i guadagni lordi (al netto di interessi, svalutazioni, tasse e ammortamenti) realizzati nel 2017. Mentre scriviamo Costa Coffee può vantare oltre 4000 punti vendita dislocati in tutto il mondo oltre alla gestione del business dei distributori automatici con all’incirca 8000 macchinette self-service.

costa

Con questa operazione l’holding Whitebread conta di poter ridimensionare in maniera sensibile la propria esposizione passiva nel mondo finanziario, concentrandosi decisamente all’espansione del settore alberghiero con la società Premier Inn, diffusa nel Regno Unito e in Germania.

Coca Cola contro Starbucks

Per quanto riguarda invece Coca Cola, l’acquisizione di Costa Coffee le permetterà di avere un importante vantaggio nel mondo del caffè, settore in cui Starbucks è leader mondiale. Proprio Starbucks sta per aprire in Italia, e nello specifico a Milano, il suo primo punto vendita sul nostro territorio. Il punto vendita aprirà a piazza Cordusio, a poche decine di metri da Piazza Duomo, e sarà il punto vendita più grande in Europa della multinazionale. Qualche notizia è filtrata e già sappiamo che sarà una torrefazione, inquadrata nella classe Reserve Roastery, i negozi di “lusso” di Starbucks; basti pensare che ce ne sono solo altri due al mondo a Shanghai e Seattle. Questo punto vendita si inquadra in una rete di punti vendita che può vantare ad oggi circa 29.000 negozi sparsi in 77 paesi del mondo.

starbucks

Di certo una bella sfida quella di Starbucks che realizza il sogno del suo fondatore Howard Schultz di creare un punto vendita nel paese che tradizionalmente offre al mondo il miglior caffè. Una bella sfida perché si inquadra in un contesto storico e culturale di tradizione del caffè; basti pensare che secondo gli ultimi dati forniti dalla Federazione Italiana dei Pubblici Esercizi al momento in Italia sono operativi 149.154 bar. Circa il 17% di questi bar operano in Lombardia ed è proprio qui che Starbucks inaugura una sorta di boutique del caffè, pronta ad intercettare anche e soprattutto i visitatori e turisti che arrivano nella città della Madonnina ogni giorno da tutto il mondo. “Deus ex machina” dell’operazione è stato il Presidente dell’Atalanta e socio di riferimento dell’omonima azienda immobiliare Antonio Percassi che ha avuto il compito di trovare gli spazi commerciali a Milano per questo primo lancio e ha ottenuto l’esclusiva per l’Italia per l’apertura dei punti vendita Starbucks che secondo i suoi piani dovrebbero arrivare a circa 300 in 6 anni.

Insomma la sfida del caffè è partita e noi staremo qui a vedere quali opportunità potrà offrire ai nostri investimenti.

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