La scelta del proprio conto corrente va ponderata molto attentamente, perché anche se tutti dicono sia facile aprirne uno nuovo, soprattutto online, sappiamo che la scelta è una questione prima di tutto molto difficile e poco istintiva per le conseguenze che potrebbe avere.

Immaginiamo di sbagliare ad aprire il conto corrente e di accorgercene solo dopo qualche mese che abbiamo iniziato ad effettuare operazioni sia attive, ad esempio con l’accredito di uno stipendio, o passive, magari addebitando le bollette delle utenze domestiche.

Controllare i costi di un conto corrente

Il punto è semplice: i nostri risparmi devono essere gestiti da una banca in grado di rispondere alle nostre esigenze, sempre! Ma è difficlle oggi capire realmente quali siano i costi, anche se ovviamente sono giustificati dai servizi che la banca ci offre.

Le spese che un conto corrente hanno sono una variabile fondamentale nella scelta e devono essere valutate sempre con molta attenzione.

Il costo di un conto corrente è formato da due componenti una fissa ed una variabile

I costi dei conti correntiIn particolare sui Costi fissi e quelli variabili di un conto corrente, possiamo dire che ogni conto ha delle spese che sono fisse a prescindere da quanto lo usiamo o meno, e delle altre spese o costi che sono variabili e non determinati quando apriamo il conto.

Ad esempio: i costi fissi, tipicamente sono quelli che bisogna sostenere per aprire il conto stesso o per mantenerlo in vita, i secondi (variabili) sono quelli il cui ammontare dipende dal numero o dal tipo di operazioni che effettuiamo. Ci sono poi ulteriori costi per l’affidamento ricevuto, un vero e proprio prestito che la banca ci eroga, il c.d. fido bancario che genera interessi debitori che ci vengono addebitati sul conto corrente. Ovviamente il fido non è obbligatorio ma un eventuale scoperto di conto corrente è molto più costoso anche se più flessibile.

Per chiarire meglio quali sono le voci principali di costo che possiamo trovare nel nostro estratto conto di fine anno elenchiamo alcune di queste:

  • Canone fisso o forfettario per la tenuta del conto corrente: se il conto prevede un canone a forfait fisso questo viene addebitato con cadenza mensile, trimestrale o semestrale (conti “con franchigia”), poco frequentemente anche in una unica soluzione annuale; con una soluzione a canone la banca offre un determinato costo, oppure in alcuni casi un illimitato numero di operazioni incluse in un unico prezzo stabilito quando viene aperto il conto corrente (conti “senza franchigia”). Questa è una operazione che troviamo molto utile se pensiamo di utilizzare molto il conto corrente bancario effettuando un numero elevato di operazioni: in questo modo verrà già stabilito quanto costerà la gestione del conto, senza alcuna sorpresa a fine mese.

In alternativa, per chi ha esigenze finanziarie limitate vogliamo consigliare i CONTI DI BASE, che sono conti correnti che hanno canoni molto bassi se non addirittura completamente gratuiti, offrendo un numero limitato di operazioni incluse e di servizi prestabiliti, ad esempio l’accredito dello stipendio o della pensione e la carta bancomat di solito sono sempre inclusi, una carta di credito invece viene pagata separatamente

I conti correnti che hanno un canone fisso sono anche detti CONTI A PACCHETTO

  • Imposta di bollo: una tassa che è dovuta per il solo fatto di aver aperto un conto corrente con una banca in vigore, tassa in vigore dal 2012 in italia.

Am momento in cui stiamo scrivendo, la misura dell’imposta di bollo è sinteticamente:

  • Euro 34,20 per le persone fisiche che non hanno una giacenza superiore ad Euro 5.000 in un anno;
  • Euro 100,00 euro per i soggetti diversi dalle persone fisiche.

L’imposta viene applicata al momento dell’emissione dell’estratto conto o del rendiconto ed è relativa al periodo rendicontato anche in caso di apertura e chiusura in corso d’anno.

  • Commissioni o Spese per i servizi: tipicamente quelli calcolati per l’effettuazione delle operazioni bancarie. In sostanza sono le spese per effettuare un bonifico bancario, un prelievo con carta di credito o bancomat, una domiciliazione di una bolletta, l’emissione di un assegno, il prelievo da un bancomat non della propria rete bancaria, solo per fare qualche esempio. Ovviamente questo tipo di spese variano molto a seconda della banca scelta e addirittura in alcuni casi possono essere gratuite o comprese nel canone che richiede la banca. Su questa voce suggeriamo di porre particolare attenzione.
  • Carta bancomat o carte di debito: in alcuni casi le banche chiedono di essere retribuite per la fornitura di questo strumento, anche se in molti casi è concesso gratuitamente.
  • Spese produzione dell’estratto conto bancario: mentre la sua versione digitale può essere consultata sempre gratuitamente attraverso gli strumenti di home banking, la sua versione cartacea ha un costo che varia da banca a banca; può essere recapitato mensilmente, oppure ogni tre o sei mesi, o anche solo una volta all’anno.
  • Spese per l’invio in forma cartacea delle comunicazioni da parte della banca: come per le spese di estratto conto, tutte le comunicazioni che la banca invia per posta possono avere un costo che viene addebitato sempre al cliente.
  • Spese per il massimo scoperto o comunque oneri in caso di scoperto di conto corrente: l’interesse che la banca applica se si ricorre al fido (ad esempio in caso di scoperto di conto). Spesso può essere alquanto elevato: solitamente, il pagamento avviene nel trimestre successivo a quello in cui si è andati in rosso.
  • Spese di liquidazione periodica degli interessi: alla fine dell’anno solare o di un determinato periodo intermedio, di solito ogni trimestre, vengono calcolati interessi e spese; queste verranno poi attribuite al cliente.
  • Spese o commissioni per la messa a disposizione di fondi: una commissione onnicomprensiva applicata per la messa a disposizione dei fondi da parte della banca. Viene applicata ai rapporti affidati a prescindere dall’effettivo utilizzo del fido e non può eccedere lo 0,50% di quanto accordato dalla banca come fido di conto corrente nel trimestre.

Costi conti correnti, il consiglio di Mr Banca

Prima di scegliere un conto corrente bancario ed aprirlo è importante informarsi su tutti i costi connessi, come gli eventuali canoni delle carte di debito e di credito, le commissioni per eseguire le operazioni sul conto, gli interessi, le spese di liquidazione periodica e ogni altro tipo di onere, per poterli valutare in base alle proprie esigenze (anche con l’ausilio dei molteplici strumenti messi a disposizione su internet) oltre che nei fogli informativi che obbligatoriamente le banche devono fornire al momento di una apertura del conto corrente.

Per ultimo, ricordiamo che in Italia chi ha un ISEE (indicatore della situazione economica equivalente) inferiore ad 8.000 euro non deve avere alcuna spesa ed è esente anche dalle imposte di bollo.

L’importante è non smettere di fare domande.

(A. Einstein)