Cosa serve sapere per valutare un’impresa

Cosa serve sapere per valutare un'impresa

Caro lettore, questa breve guida è volta ad aiutarti alla comprensione dei termini e degli acronimi principali che si utilizzano quando si parla della valutazione della “salute” di un’azienda.

Analisi di bilancioPartiamo subito dicendo che per valutare le prestazioni di un’azienda l’analisi di bilancio risulta uno strumento fondamentale in quanto consente di monitorare l’andamento dell’impresa e valutare le scelte manageriali. Esso rappresenta infatti il momento conclusivo della gestione e riepiloga quanto accaduto durante l’esercizio amministrativo.

Le funzioni che svolge il bilancio sono, quindi, principalmente due:

  • Conoscitiva – Serve per informare gli Stakeholder della gestione e delle scelte del management;
  • Di Controllo – È uno strumento che consente a tutti i soggetti interessati alla gestione aziendale di monitorare l’operato del management.

Valutare le prestazioni di un’azienda

I primi indicatori della bontà della gestione aziendale e della sua profittabilità, sui cui ogni investitore deve fare attenzione, sono il Margine Operativo Lordo (in inglese EBITDA) ed il reddito operativo aziendale o risultato ante oneri finanziari e tasse (in inglese EBIT).

L’EBITDA (Earnings Before Interests, Taxes, Depreciation and Amortization) esprime sostanzialmente la capacità dell’azienda di generare reddito dalla gestione operativa, quindi dal “core business” senza tenere conto della gestione degli investimenti (ammortamenti) e della gestione finanziaria dell’azienda. Schematicamente si può definire l’EBITDA come la diffenza tra il fatturato (comprensivo della variazione delle rimanenze) ed i costi direttamente sostenuti per la produzione più i costi del personale.

L’EBIT (Earnings Before Interest and Taxes) è il reddito operativo aziendale ed esprime il risultato dell’azienda prima del pagamento delle imposte e degli oneri finanziari. Tale parametro fornisce delle indicazioni molto importanti circa la capacità dell’azienda di generare reddito, dalla gestione caratteristica, nonché la capacità di ripagare gli investimenti fatti. E’ utilizzato anche nella formulazione degli indici di bilancio, in particolare il ROI (Return of Investment) di cui parleremo più avanti.

 

Indici di redditività

Per valutare la capacità di un’impresa di produrre reddito e di generare risorse, nell’analisi di bilanci si utilizzano degli indici, chiamati di redditività, sia per gli investitori che per gli stakeholder, per analizzare l’affidabilità di un’impresa attribuendogli dei rating specifici. I principali indici di bilancio sono: ROI, ROS, ROA, ROE, ROD.

ROI (Return Of Investment): esprime la misura del tasso di remunerazione del capitale totale investito nella gestione operativa o tipica (acquisto-trasformazione-vendita). Tale indice viene calcolato come il rapporto tra (EBIT)/(Capitale investito netto operativo). Tra i vari indicatori di redditività risulta essere il più importante esprimendo i risultati legati al core business dell’azienda. Oltre a misurare la redditività il ROI è estremamente utile anche per rilevare la variabilità dei risultati operativi attraverso la leva operativa. Per leva operativa si intende la sensibilità del ROI al variare del fatturato, in altre parole, la misura in cui i costi fissi incidono sul risultato operativo.

ROS (Return Of Sales): esprime il ritorno sulle vendite. Misura quindi il tasso di remunerazione operativa del fatturato, ossia i ricavi derivanti proprio dalle vendita di bene e/o servizi. Viene calcolato come rapporto tra (EBIT)/(Fatturato).

ROA (Return of Asset): esprime la misura del tasso di redditività del capitale totale investito, a differenza del ROI, sia nella gestione tipica che in quella atipica (accessoria e finanziaria). Viene calcolato come rapporto tra (EBIT)/(totale dell’attivo).

La figura ROA dà agli investitori un’idea di come un’azienda può agire in base a ciò che possiede, di come effettivamente la società sta convertendo denaro. Il ROA ci indica sostanzialmente quali sono i guadagni che sono stati generati dal capitale investito (asset).

ROE (Return Of Equity): esprime il tasso di rendimento del patrimonio netto escludendo da quest’ultimo gli utili da distribuire sotto forma di dividendi. Tale indice può essere calcolato come rapporto tra (l’utile netto)/(patrimonio netto). Essendo un valore percentuale può essere confrontato facilmente con il rendimento di altri investimenti (es. BOT o CCT).

ROD (Return Of Debt): esprime il costo medio del debito dell’impresa derivante da fonti di finanziamento (prestiti, mutui, obbligazioni, debiti vs fornitori). Tale indice può essere calcolato come rapporto tra (Oneri finanziari)/(mezzi terzi onerosi).

 

Indici Patrimoniali e Finanziari

Valore Intrenseco ed Estrinseco delle OpzioniGli indici patrimoniali e finanziari danno indicazioni sulla struttura degli investimenti e dei finanziamenti ed esprimono la capacità dell’azienda di mantenere nel tempo una situazione di equilibrio strutturale.

Gli indici patrimoniali vengono formati: mettendo in rapporto una parte di un insieme con il valore complessivo dell’insieme (es. attivo circolante/totale attivo oppure capitale proprio/totale fonti).

Tra i più importanti indici troviamo il LEVERAGE (o indice di indebitamento): tale indice indica la struttura finanziaria della società mettendo il rapporto l’attivo patrimoniale con il capitale proprio investito. Quindi maggiore sarà il capitale proprio investito (denominatore della formula) rispetto al totale degli impieghi (o attivo patrimoniale), più basso sarà l’indebitamento.

Il Leverage, anche se non rappresenta un indice di redditività, influenza direttamente il ROE. Il Leverage ci fornisce una chiara visione del modo in cui l’impresa finanzia i propri investimenti se con maggiore di capitale di rischio o se con maggiore di capitale di debito.

Quindi un:

  • LEVERAGE = 1 significa che tutti gli investimenti sono finanziati con capitale proprio,

situazione più teorica che non effettiva (assenza di capitale di terzi);

  • LEVERAGE compreso tra 1 e 2 indica il verificarsi di una situazione in cui l’azienda ha un buon rapporto tra capitale proprio e di terzi (quest’ultimo si mantiene al di sotto del 50%);
  • LEVERAGE > 2 segnala una situazione di forte indebitamento aziendale, che diventa più onerosa per l’azienda al crescere di tale indice.

Un altro indice importante per comprendere la struttura e la bontà dell’azienda è l’indice di liquidità (o Quick Ratio) dato dal rapporto tra le disponibilità liquide ed i debiti a breve termine: tale indice mostra la capacità dell’azienda ad affrontare gli impegni a breve dell’azienda e quindi la capacità anche nel breve periodo di affrontare difficoltà aziendali.

“Il management pensa che le spese per il capitale le paghino le fatine dei denti?”

A proposito di EBITDA, frase polemica attribuita a Warren Buffett

4 Commenti

  1. Cara Carla, grazie per l’interessamento al nostro blog.
    L’EBITDA non è un indice di bilancio vero e proprio ma un indicatore (infatti si esprime in valori assoluti e non come percentuale o rapporto). E’ comunque fondamentale per analizzare una società. Se l’EBITDA è negativo significa che la società non è ancora riuscita a coprire i costi di produzione per la sua attività caratteristica (se in fase di start up) o che è incapace di essere profittevole nella sua gestione caratteristica (se non si tratta di start up).
    Se di contro l’EBITDA è positivo vuol dire che il fatturato (e le variazioni delle scorte di magazzino) riescono a coprire i costi diretti per la produzione ed il personale.

    Un caro saluto da team di Mr. Banca

  2. Michele, siamo veramente felici che l’articolo sia risultato utile. Lo scopo del nostro blog è proprio quello di spiegare in modo semplice concetti apparentemente complessi.

    Un caro saluto dal team di Mr. Banca e…. continua a seguirci!

  3. Grazie, era quello che stavo cercando. Volevo capire qual’è la differenza tra MOL e Ebitda. Saluti.

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