Cos’è il signoraggio bancario?

Cos'è il signoraggio bancario?

Signoraggio bancario: di cosa si tratta?

I governi nel corso dei secoli si sono appropriati delle risorse reali attraverso la “generazione di moneta“. Nelle moderne economie, qualcosa è cambiato rispetto al passato, l’ emissione di nuova moneta è in carico ad un’agenzia dello stato, la Banca centrale, che può avere vari gradi di operatività ed indipendenza dal governo stesso.

Ricordiamo che per moneta si intende tutto ciò che viene universalmente riconosciuto come mezzo di pagamento e/o intermediario degli scambi:

La moneta svolge tre funzioni principali:

  • Unità di conto (misura ciò il valore di un determinato oggetto e/o servizio)
  • Mezzo di scambio per la compra-vendita di servizi e/o prodotti
  • Riserva di valore (la moneta può essere accumulata nel tempo)

In questo articolo analizzeremo il concetto di signoraggio bancario con lo scopo di evidenziare gli aspetti relativi al modo in cui lo stato acquisisce il comando sulle risorse reali attraverso la sua capacità di emettere moneta legale.

Signoraggio bancario: definizione

signoraggio bancarioIl signoraggio bancario è definito come il ricavo governativo ottenuto dall’emissione di valuta, in particolare calcolato come differenza tra il valore nominale delle monete e il loro costo di produzione.

In altre parole, il signoraggio bancario è il costo economico di produzione di una valuta all’interno di una determinata economia o paese. Se il signoraggio è positivo, allora il governo realizzerà un profitto economico, mentre un signoraggio negativo comporterà una perdita economica.

Il signoraggio può essere considerato come un ricavo per un governo quando il denaro che viene creato vale più del costo necessario per produrlo. Questo reddito viene spesso utilizzato dai governi per finanziare porzioni delle loro spese senza dover riscuotere imposte. Se, ad esempio, il governo italiano sostiene un costo di 0,10 euro per produrre una banconota da 1 euro, il signoraggio corrisponde a 0,90 euro cioè la differenza tra i due importi (come da definizione).

Il signoraggio offre quindi la possibilità ad un paese di generare un profitto quando si produce denaro. Mentre il signoraggio è spesso definito dalla differenza tra il costo di stampare nuova valuta e il valore nominale di quella stessa valuta, può anche essere espresso come la quantità di beni o servizi che un governo può acquisire attraverso la stampa di nuove banconote.

 

Signoraggio bancario: relazione con l’ instabilità politica

La quantità di denaro derivante dal signoraggio rispetto ad altre fonti di entrate governative differisce notevolmente da paese a paese. Dal punto di vista teorico i paesi con sistemi politici più instabili e/o polarizzati sono quelli che fanno più affidamento sulle entrate derivanti dal signoraggio.
Quanto detto è il risultato che si ottiene nel contesto di un modello politico che fa affidamento ad un politica di riforma fiscale.
Il modello implica che quanto più instabile e polarizzato è il sistema politico, tanto più inefficiente è la struttura delle imposte di equilibrio considerando che la riscossione delle imposte è più costosa da amministrare  con un ricorso  maggiore al signoraggio.

Analisi effettuate su 79 paesi hanno evidenziato che, dopo il controllo di ulteriori variabili, l’instabilità politica contribuisce in modo significativo a spiegare la frazione delle entrate del governo derivate dal signoraggio. Il signoraggio è inoltre, secondo ulteriori valutazioni, correlato positivamente anche alla polarizzazione politica, anche se in questo caso è molto più difficile riuscire ad elaborare un dato concreto proprio per le difficoltà derivanti dalla misurazione della polarizzazione.

 

Signoraggio bancario: le perdite

signoraggio bancarioIn alcune situazioni, la produzione di valuta può comportare una perdita anziché un guadagno per il governo che emette la valuta. Questo è più comunemente sperimentato nella produzione di monete perché il metallo usato per la produzione ha un suo valore intrinseco. Questo valore, spesso chiamato valore di fusione, può essere superiore alla denominazione originariamente rappresentata e se combinato con i costi di produzione, può comportare una perdita. Ad esempio, il centesimo degli Stati Uniti si è stimato che abbia un conto di 1,5 cent nel 2016 con un valore nominale di 1 centesimo.

Nel corso del tempo, il valore di fusione può anche subire delle variazioni quando le richieste del mercato si spostano e può potenzialmente portare ad un valore del metallo superiore al valore nominale della valuta stessa. Questo fenomeno è più evidente nelle monete d’argento, come ad esempio  il quarto d’argento degli Stati Uniti e il dime d’argento.

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