E sotto le feste Putin si inventa il “criptorublo”

Pensavate che dopo un mese di dicembre 2017 particolarmente “movimentato” ci sarebbe stato un rallentamento nel susseguirsi di notizie e congetture più o meno probabili su Bitcoin e monete virtuali? Tutto sembra andare nella direzione opposta, ed ecco che il 2018 si apre con una notizia appartenente al filone “scenari internazionali”. Ma che potremmo anche attribuire ad un altro gruppo di news sempre in auge, quello del “dobbiamo crederci o qualcuno vuole farsi un po’ di pubblicità a basso costo?”

Bitcoin & EthereumQuel “qualcuno”, in questo caso, è nientepopodimeno che il presidente russo Vladimir Putin, che avrebbe tutte le intenzioni di vietare tutte le criptovalute e di crearne una “ufficiale” per la Russia, una moneta virtuale che è stata immediatamente battezzata “criptorublo”. Questo almeno è quanto sostiene il ministro delle Comunicazioni russo Nikolay Nikiforov secondo la fonte Russia Today.

I vantaggi (teorici) di questa operazione

Ma quali dovrebbero essere i vantaggi per la Russia connessi ad una “regolamentazione di stato” delle criptovalute?

  • Innanzitutto quello che preme a tutti i governi di tutti gli Stati sovrani, ovvero il pagamento delle tasse. Poco si sa infatti di questo progetto, ma una cosa sembra chiara: tutte le transazioni verrebbero tassate, e non solo…. anche l’apprezzamento della valuta, ovvero la plusvalenza  (eventuale) ottenuta dal nuovo “Bitcoin russo” sarebbe soggetta a tassazione.
  • Ma la motivazione più intrigante è quella che ci viene fornita da un consulente economico di Putin, Sergei Glazev, che lascia intendere come questa mossa possa essere utilizzata per saldare i cospicui debiti accumulati nel tempo dalla Russia evitando in questo modo le sanzioni. Sarebbe bastato questo per indurre Putin ad approfondire il tema e a rendere concreta la possibilità di introduzione del “criptorublo”
  • E infine, lo stesso Nikolay Nikiforov fornisce un’ulteriore chiave di lettura, affermando che se non lo facessero loro, analoga mossa verrebbe presa in considerazione da altri in un prossimo futuro. Basta tutto questo per convincere l’opinione pubblica che le scelte di Putin e dei sui fidi siano azzeccate?

Il rilancio di imprenditori russi e governo

Nel frattempo la notizia è stata subito rilanciata sia dal governo russo che dagli imprenditori, che hanno preso la palla al balzo per dire la loro sul tema, evidentemente di notevole interesse.

Bitcoin: il nuovo oro?Il premier Dmitri Medvedev è arrivato addirittura a parlare di “sovranità digitale”, usando una terminologia che non sembra essere del tutto coerente con i principi che regolano il funizionamento delle blockchain. Mentre un’associazione di imprenditori russi, caso mai ce ne fosse la necessità, ha ribadito l’importanza di limitare la diffusione di criptovalute che non fossero “nazionali”. Il limite tra un’effettiva volontà di sviluppare una nuova criptovaluta o semplicemente fermare la diffusione del Bitcoin è insomma abbastanza sottile.

E se fosse solo l’ennesimo caso di pubblicità a basso costo?

In questi casi, come è accaduto anche in passato, è lecito chiedersi se queste notizie in realtà vengano divulgate con l’obiettivo di sfruttare la grande popolarità del Bitcoin per avere dei ritorni significativi in termini di comunicazione. In questo caso la finalità di Putin potrebbe essere aumentare il consenso da parte del proprio elettorato.

In effetti le criptovalute sono molto popolari in Russia. Tra l’altro il basso costo dell’energia favorisce i “minatori” russi. Come ormai noto a molti, infatti, la grande quantità di energia necessaria per l’attività di mining del Bitcoin favorisce quelle realtà in cui il costo dell’energia elettrica è sensibilmente inferiore alla media. Ed ecco quindi che regioni come la Siberia stanno cercando di sfruttare al massimo questa opportunità.

Notizie di questo genere potrebbero avere un notevole impatto sull’opinione pubblica russa e ai leader politici sicuramente la cosa non è sfuggita.

La tecnologia della blockchain e l’evoluzione delle criptovalute

E così, mentre soggetti autorevoli, ma interessati, come la BCE ricordano spesso che la tecnologia che è alla base del funzionamento del Bitcoin e di molte altre criptovalute non è ancora matura per rendere queste monete digitali affidabili nelle transazioni ordinarie, Putin fa capire di voler rendere il “criptorublo” di fatto una valuta regolata dallo Stato. Ed ovviamente questo potrebbe essere un valido presupposto per rendere la vita difficile a tutte le altre criptovalute, che non sarebbero coerenti con quella “sovranità digitale” sbandierata da Medvedev.

In sintesi, quindi, abbiamo a che fare con un’altra notizia interessante per la quale però sarà necessario aspettare le evoluzioni (se ci saranno), per comprendere se sono ipotizzabili impatti concreti sul settore delle criptovalute.