Evasione fiscale: le regole per i pagamenti, trasferimenti di denaro e le limitazioni all’uso del contante

Agenzia Entrate

Da sempre la limitazione dell’utilizzo del denaro contante e dei titoli al portatore, rappresenta uno dei capisaldi messi in essere da parte dei governi e dal sistema fiscale per prevenire l’evasione fiscale ed il riciclaggio dei proventi derivanti da attività illecite. Proprio per questi motivi, tali limitazioni sono tese a permettere la tracciabilità delle operazioni, convogliando tali flussi finanziari attraverso banche, Poste S.p.A, istituti di pagamento ed istituti di moneta elettronica. Secondo le norme dell’antiriciclaggio tale divieto esiste sia se la natura dell’operazione lecita o illecita.

Ricchezza

Sebbene molti sostengano la necessità di misure, ancora più stringenti, per venire incontro alle necessità di pensionati e persone non abituate ad utilizzare mezzi elettronici per il trasferimento del denaro, a partire dal 1° gennaio 2016, il limite uso denaro contante è stato aumentato fino a 3 mila euro, fatta eccezione per i cosiddetti “money transfer”, per i quali il limite rimane di 999,99 euro. TasseInvece dal 2018 il limite per le attività di “compro oro” il limite viene abbassato a 500 euro, poiché il legislatore vede la possibilità che l’importo complessivo dell’operazione avvenuta con il “compro oro” sia spezzettato in più distinte dazioni di denaro in contante d’importo inferiore» alla soglia creando quindi frazionamento artificioso per evitare la tracciabilità come prevista dalla legge, mascherando inoltre operazioni di natura illecita.

Inoltre le FAQ del Ministero del Tesoro, hanno fornito delucidazioni per i pagamenti superiori a 3000 euro, spiegando che è possibile pagare tale somma sia con mezzi tracciati che con contanti, purché la parte in contanti non ecceda i 3000 euro. Inoltre nel caso di prestazioni professionali di durata annuale, per esempio, è ammesso il pagamento dell’onorario in contanti con cadenza mensile senza incorrere nella violazione delle norme relative all’uso del contante, presupponendo quindi un accordo negoziale tra le parti per il pagamento del corrispettivo.

Inoltre vi sono state importanti novità attinenti, invece, i libretti di deposito bancari o postali al portatore, il cui saldo, fino al 4 luglio 2017, non poteva essere pari o superiore ai mille euro. Però proprio a partite da tale data è stato proibita l’emissione di libretti di deposito, sia bancari che postali al portatore, ammettendo esclusivamente l’emissione di libretti nominativi, mentre per i libretti al portatori già esistenti è stato vietato il trasferimento, ed è fissata il 31 dicembre 2018, come data ultima per l’estinzione di tali libretti.