I meccanismi base del mercato Forex: spread, pip, ordini & rollover

Nell’articolo precedente ci siamo occupati dei concetti di leva e margine. Approfondiamo ora gli altri concetti fondamentali necessari per comprendere il mercato Forex delle scambio di valute: lo spread, il price interest point (PIP), le varie tipologie di ordini e il rollover.

Lo spread

Il mercato Forex non presenta una quotazione ufficiale di una valuta contro un’altra. I circuiti internazionali informativi come Reuters (l’agenzia di stampa internazionale) o Bloomberg (il network internazionale che trasmette 24 ore al giorno notizie di economia e finanza) forniscono in tempo reale i prezzi indicativi forniti dai market makers.

Il Forex non è un mercato regolamentato in quanto non esiste un’allocazione precisa e le quotazioni delle diverse banche e broker possono differire anche se di pochi Price Interest Points (PIPs). In uno stesso intervallo temporale è possibile che la stessa coppia di valute venga trattata a Londra con un prezzo leggermente diverso da New York o da Milano.

Leggere le quotazioni del mercato Forex potrebbe sembrare confuso ad una prima occhiata. In realtà è semplice se si considerano due elementi chiave:

  • la prima valuta elencata è la valuta ‘di base’;
  • il valore della valuta ‘di base’ è sempre 1.
Lo spread nel mercato Forex delle coppie di valute
Lo spread nel mercato Forex delle coppie di valute

Il dollaro USA è il perno del mercato valutario ed è il riferimento per tutte le altre valute; i cambi USD/JPY, USD/CHF, USD/CAD hanno prezzi espressi come unità di 1$ in relazione alla seconda valuta. Ad esempio: un cambio pari a 100,04 di USD/JPY significa che un dollaro USA equivale a 100,04 Yen giapponesi.

Quando il “currency quote” (valore valuta) sale, significa che il dollaro si è apprezzato e l’altra valuta si è contestualmente indebolita.

Il dollaro USA viene posto al denominatore quando non è considerata la valuta di base e questo accade, per esempio, nei casi di Sterlina Inglese (GBP), Dollaro Australiano (AUD) ed Euro (EUR). Infatti, se il rapporto GBP/USD è pari a 1,7542 significa che 1 sterlina equivale a 1,7542 dollari USA.
Le coppie di valute (pairs) che non coinvolgono il Dollaro USA sono chiamate “cross currencies” e la lettura del valore di cambio è la stessa vista in precedenza. Nel mercato valutario esistono una coppia di numeri molto importante:

  • il bid price (prezzo denaro) o anche sell price al quale è possibile vendere la valuta base comprando, al contempo, la valuta controparte;
  • l’ask price (prezzo lettera) o anche offer price o buy price è quello in corrispondenza del quale un investitore è disposto a vendere;

Quindi Il bid è il prezzo al quale è possibile vendere la valuta base mentre L’ask rappresenta invece il prezzo al quale è possibile acquistare la valuta base (vendendo la valuta controparte). La differenza tra bid e ask è detta spread ovvero la differenza tra il prezzo al quale si può acquistare una coppia di valute e quello al quale la stessa coppia può essere venduta in un qualsiasi momento.

Non è una buona idea acquistare una coppia di valute, cambiare idea subito dopo e venderla a un prezzo più basso. Ci rimetteremmo l’intero spread, il differenziale tra acquisto e vendita.

Di seguito un esempio pratico di cambio.

EUR/USD 1/1.2550

Il trader visualizza il codice di tre lettere; la prima valuta è detta valuta base o anche valuta primaria o guida; mentre la seconda è detta semplicemente seconda valuta. I 2 numeri successivi presenti dopo la coppia di valute sono appunto il Bid e l’Ask. Il numero più piccolo, ovvero il Bid, è il prezzo con il quale si può vendere la valuta principale e acquistare quella secondaria; mentre il secondo numero, ovvero l’Ask, è il prezzo con il quale si può acquistare la valuta principale e vendere quella secondaria.

 

Il Price Interest Point (Pip)

Il Pip, o Price Interest point, esprime l’unità minima di variazione di un tasso di cambio, e rappresenta la nostra unità di riferimento. Il pip è generalmente l’ultima cifra che è indicata nel tasso di cambio, cioè la quarta dopo la virgola: 0,0001.

Il PIP nel mercato Forex delle coppie di valute
Il PIP nel mercato Forex delle coppie di valute

In alcuni casi può essere invece la seconda cifra dopo la virgola: dipende dalla coppia di valuta presa in considerazione; per esempio, per la coppia di valute USD/JPY un pip è 0,01. Lo yen giapponese JPY infatti è una valuta calcolata alla seconda cifra decimale per cui il valore del pip nelle coppie valutarie che includono lo yen si calcola sempre prendendo il secondo punto decimale della valuta, quindi 0.01.

Se la coppia di valute EUR/USD passasse dalla quota 1,8096 ad una quota più alta di 1,8099 si potrebbe dire che c’è stato un un movimento della coppia EUR/USD di 3 pips.

Ora possiamo calcolare il valore del pip, ovvero calcolare il profitto o la perdita di un trading. Per esempio immaginiamo di avere 96.000 euro sul conto di trading e scegliamo di negoziare la coppia EUR/USD. Essendo il pip pari alla quarta cifra decimale, e cioè 0,0001, in questo trade il valore del pip sarà pari a 96.000 x 0,0001 = 9,6 dollari (in quanto nella coppia EUR/USD il dollaro è la valuta quotata mentre l’euro è la valuta base).

 

Gli Ordini

Poichè il mercato Forex, come il denaro, è sempre vivo diventa indispensabile la gestione dei propri ordini. Le attuali piattaforme di trading permettono di impostare gli ordini in modo da aprire e/o chiudere automaticamente quando si raggiunge il livello che noi abbiamo impostato.

Ci sono 3 tipologie di ordine frequentemente in uso nel mercato Forex delle coppie di valute:

  • l’ordine Market, ossia l’ordine al meglio a seconda del bid price e dell’ask price di quel momento;
  • l’ordine Stop, utilizzato per fissare un prezzo ad un particolare livello di mercato, solitamente per porre un limite ad un eventuale perdita della posizione aperta. Un ordine è definito stop quando si è costretti a raggiungere un prezzo peggiore rispetto alle condizioni correnti di mercato, come vendere a un prezzo più basso oppure comprare a un prezzo più alto
  • l’ordine Limit (o Take Profit), ossia un ordine ad un livello profittevole sulla chiusura della posizione in piedi (acquisto o vendita). L’ordine limite si usa quando si vuole raggiungere un livello migliore del prezzo corrente di mercato. Infatti, un ordine è limite quando si decide di comprare a meno o di vendere a più rispetto al valore spot.
Gli ordini nel mercato Forex delle coppie di valute
Gli ordini nel mercato Forex delle coppie di valute

Questi ordini possono essere di vendita o di acquisto e possono essere legati a una posizione aperta o da aprire. Ogni ordine può essere sempre annullato o modificato, se si crede, ad esempio, che il prezzo al quale lo si è impostato non sarà raggiunto.

Gli Ordini Correlati

Che siano “market”, “limit” o “stop”, gli ordini saranno chiamati correlati se servono per chiudere una posizione già aperta. Distinguiamo, quindi, gli ordini “limite” correlati, che permetteranno di trarre guadagni (take profit), e gli ordini “stop” correlati, che permetteranno di bloccare le perdite se il mercato non si muoverà a favore della posizione aperta (stop loss).

Gli ordini correlati possono essere sia ordini di vendita sia ordini di acquisto.

Gli ordini “limit” correlati hanno come principale funzione quella di permettere di consolidare i guadagni. Se si ha aperto una posizione in acquisto, si può utilizzare l’ordine limite di vendita a un determinato livello di prezzo, X pips sopra di quello attuale; raggiunto quel livello limite si uscirà automaticamente dalla posizione monetizzando quindi un profitto pari a X pips. Viceversa, se si ha aperto una posizione in vendita su un determinato cross, si può utilizzare l’ordine limite di acquisto fissando un livello X pips sotto il prezzo di mercato raggiunto il quale si uscirà dalla posizione acquistando lo stesso cross valutario.

Per esempio, se vendiamo EUR/USD a 1.3036 dobbiamo impostare in piattaforma un ordine “limite” che acquisti automaticamente il cross quando tocca, ad esempio, 1.3021 guadagnando in questo modo 15 pips.

Gli ordini “stop” correlati, hanno la funzione di limitare o bloccare le perdite. Come gli ordini “limite”, si può trattare sia di ordine di acquisto che di vendita.

Per esempio, se acquistiamo EUR/CHF a 1.0090, posizioniamo uno stop a 1.0075: nel caso la coppia scenda in seguito ad un apprezzamento del franco svizzero sull’euro, limiteremo le perdite a 15 pips.

Gli ordini “limite” e “stop” possono essere usati in modo simultaneo al fine di inquadrare la nostra posizione aperta. Parliamo allora di O.C.O. (One Cancel the Other): quando uno dei due ordini viene eseguito, viene automaticamente annullato l’altro. Ogni ordine deve avere un limite e uno stop.

Gli ordini Non Correlati o Aperti

Gli ordini che non servono a chiudere una posizione, ma al contrario, aprirne una sul mercato, sono semplicemente chiamati ordini non correlati o aperti.

Gli ordini “limite” vengono, in genere, utilizzati quando si prevede una inversione di tendenza del mercato. Un ordine limite infatti può essere impostato quando si desidera entrare sul mercato ad un livello di prezzo specifico o ad un livello di prezzo migliore. Ad esempio, un ordine limite di acquisto è un’istruzione ad acquistare solo se una determinata coppia di valute raggiunge il livello specificato o un livello più basso. Simmetricamente, un ordine limite di vendita invece è un’istruzione a vendere quella coppia di valute solo se il prezzo di mercato raggiunge il livello specificato o un valore più alto.

Gli ordini “stop” sono utilizzati quando si stima che un trend proseguirà ulteriormente, ad esempio quando valuta che un supporto, se violato, potrà dare origine a una forte tendenza ribassista.

Un ordine stop infatti entra a mercato solo quando un certo livello di prezzo che si è impostato in piattaforma viene raggiunto dalla coppia di valute che si stanno monitorando.

Questo tipo di ordine può essere utilizzato per entrare in una nuova posizione oltre che, come si è visto per gli ordini correlati, per uscire da una posizione esistente. Un ordine stop di acquisto è un’istruzione ad acquistare una determinata coppia di valute ad un certo valore, solamente una volta che il valore di mercato di quella coppia raggiunge il valore predefinito (il valore predefinito deve essere maggiore dell’attuale valore di mercato). Lo stesso, in maniera speculare, avviene per un ordine stop di vendita.

L’ordine Trailing Stop

Quest’ordine ha la particolarità di spostarsi quando il cambio si muove a favore e di bloccarsi quando si muove contro. Il trailing stop protegge il tuo ordine con una metodologia diversa dallo stop loss. Infatti, a differenza di questo che è, solitamente, calcolato come livello di prezzo fisso o come valore percentuale, il trailing stop prende in considerazione l’ultimo massimo (minimo) relativo raggiunto dalla coppia e si sposta per mantenere un range di scostamento massimo detto distanza. Il trailing stop è di fatto un ordine dinamico che segue il trend.

L’ordine “if done”

Un ordine “if done” è definito come ordine principale poiché uno o più ordini correlati sono subordinati all’esecuzione dello stesso ordine principale. Un ordine if done è un ordine pendente costituito da un ordine principale in acquisto o in vendita, da cui dipendono un ordine stop e un ordine limite, o anche solo uno di questi due. Sia lo stop sia il limite diventano operativi solo in seguito all’esecuzione dell’ordine principale da cui dipendono.

 

Il Rollover delle posizioni spot

Le transazioni spot hanno data valuta due giorni, ovvero ogni operazione viene regolata 2 giorni lavorativi successivi il giorno in cui la transazione è stata effettuata. Il giorno di Regolamentazione, detto “data valuta”, o “data consegna” (delivery date), è la data in cui entrambe le parti interessate dovrebbero consegnare la valuta che hanno comperato.

Qualora la posizione non sia conclusa durante la giornata ovvero entro le 23.59, al fine di evitare di andare in consegna, la stessa viene automaticamente rimandata alla data valuta successiva, fino a quando il trader non decide di chiudere la posizione sul mercato. Questa procedura, definita “Rollover”, è molto utilizzata e comporta l’accredito, o l’addebito, del differenziale tra i tassi di interesse delle valute negoziate. Sui contratti che hanno durata superiore ai 2 giorni valuta si incassano interessi sulla valuta acquistata e si pagano su quella venduta a seconda dei diversi strumenti finanziari.

Questa operazione è automatica e accredita i vari punti di swap (che misurano il differenziale tra i tassi d’interesse delle due valute) alle posizioni nel caso in cui il tasso d’interesse della valuta acquistata sia più alto del tasso d’interesse della valuta venduta, mentre addebita la differenza qualora il tasso d’interesse della valuta acquistata sia più basso del tasso d’interesse della valuta venduta.

In questa maniera il trader non subisce il rischio di sostenere nuovamente il costo dello spread, poiché l’operazione è chiusa e riaperta in automatico e non si tratta di una nuova apertura di posizione. Di fatto quindi il rollover consiste nell’aggiungere o sottrarre dei pip al prezzo di apertura della posizione per tener conto dei tassi di interesse che si pagano/ricevono avendo una posizione aperta a fine giornata.

Ipse dixit: “Un investitore che ha tutte le risposte, non ha capito la domanda.” – (John Templeton)

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