Gli e-wallet vanno inseriti nella dichiarazione dei redditi?

Nella prossima dichiarazione dei redditi fate attenzione...

Gli e-wallet vanno inseriti nella dichiarazione dei redditi?

Tutti siamo venuti a contatto con gli e-wallet che si usano su internet e tutti li abbiamo utilizzati per comprare su Ebay o altri siti di E-commerce, per inviare soldi ad amici, per ricaricare i conti del broker di scommesse o per depositare conti di trading online.

Neteller, Skrill, PaypalMr Banca ti ha già descritto nelle apposite sezioni dedicate molti aspetti dei principali e-wallet disponibili online con particolare attenzione al loro utilizzo per fare depositi e prelievi sui siti che permettono di fare trading online.

È vero che l’Agenzia delle Entrate vuole estendere i suoi controlli al mondo degli e-wallet?

Come dicevamo, tutti i frequentatori più assidui di siti di gambling e di trading online hanno familiarizzato con l’utilizzo degli e-wallet più diffusi quali Paypal , Neteller e Skrill.

Pochi, però, sanno che alla luce delle ultime riforme del sistema fiscale italiano vi è l’obbligo di dichiarare i rapporti finanziari detenuti all’estero.

A tutti gli effetti anche Paypal, Neteller e Skrill sono considerati dal fisco italiano come dei conti correnti esteri e proprio per questo vanno indicati all’interno della dichiarazione dei redditi.

Gli e-wallet vanno inseriti nella dichiarazione dei redditi?

Gli e-wallet vanno inseriti nella dichiarazione dei redditi?Come Mr Banca ti ha già descritto nelle apposite sezioni dedicate agli e-wallet, Paypal ha sede in Lussemburgo, Skrill in Inghilterra, mentre Neteller ha sede nell’isola di Man.

Questi e-wallet nascono per effettuare i pagamenti elettronici e per evitare che vengano condivisi i dati della carta di credito o del conto con il destinatario finale del denaro.

Il saldo di questi portafogli elettronici (e-wallet) può essere quindi positivo in caso si ricevano soldi, e proprio per questa loro peculiarità, il legislatore italiano li ha considerati alla stessa stregua di conti correnti.

Pro e contro PayPal Neteller SkrillQuindi essendo considerati tali, essi vanno dichiarati nel quadro RW del modello REDDITI (nel caso compiliate semplicemente il modello 730 si dovrà integrare tale modello con l’invio solamente del quadro RW del modello REDDITI (ex UNICO).

La tassazione sugli e-wallet

Per quanto riguarda la tassazione, la tassa viene chiamata I.VA.F.E., imposta valori finanziari detenuti all’estero. L’aliquota è stabilita a decorrere dall’anno fiscale 2014 nel 2 per mille sulla base imponibile dell’investimento dovuta proporzionalmente alla quota di possesso e al periodo di detenzione, per tutti gli strumenti finanziari ad eccezione dei conti correnti e dei libretti di risparmio.

Per quanto riguarda quindi i libretti di risparmio ed i conti correnti, a cui Paypal , Neteller e Skrill sono assimilati, l’imposta è stabilita in maniera fissa in euro 34,20, solamente se la giacenza media annua supera euro 5.000, senza rilevare il periodo di detenzione degli stessi. In caso di cointestazione per stabilire il limite di 5.000 euro si tiene conto dell’importo a lui riferibile pro quota.

Nel caso in cui, l’e-wallet abbia una giacenza media inferiore, sussiste comunque l’obbligo per il contribuente di compilare il quadro RW, sebbene in assenza di un’imposizione fiscale. Il soggetto che omette di presentare il quadro RW, rischia sanzioni amministrative per la mancata compilazione del Quadro “RW”, per euro 258, che si possono ridurre ad 1/10 (€ 25,00) in caso di presentazione tardiva ma entro 90 giorni dalla data di scadenza originaria, ovvero il 30 settembre.

Lista broker trading online che accettano PayPal, Neteller o Skrill

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eToroeToro8.7/10RecensioneRichiedi
ETX CapitalETX Capital8.5/10RecensioneRichiedi
AvtradeAvatrade7.5/10RecensioneRichiedi
Trade.comTrade.com7/10RecensioneRichiedi
UFXUFX6.5/10RecensioneRichiedi