Gli uomini a 9 zeri… 2° puntata

Ricchezza

Come vi abbiamo raccontato nel primo articolo il 2017 è stato un anno memorabile per i super ricchi della terra. Il club ha superato la soglia dei 2.000 iscritti (2.043 per l’esattezza) con un patrimonio record netto complessivo di 7,67 trilioni di dollari.

ricchezza

Proseguiamo con i paperoni posizionati dalla 4° alla 6° posizione della lista di Forbes del 2017.

#4: Amancio Ortega (Zara) | 71,3 miliardi di dollari

Amancio OrtegaAmancio Ortega è l’uomo più ricco d’Europa e il più ricco rivenditore del mondo. Un pioniere nella moda low cost (o fast fashion come viene anche chiamato nel settore), ha fondato Zara Inditex con la sua ex moglie Rosalia Mera nel 1975. Amancio Ortega guadagna più di 400 milioni di dollari in dividendi all’anno.
Ha investito in un portafoglio immobiliare in continua espansione, che comprende edifici a Madrid, Barcellona, Londra, Chicago, Miami e New York. La sua Zara, catena di abbigliamento leader europeo nel settore della moda low cost, è seconda a livello mndiale solo agli americani di Gap nel mondo. Una fortuna costruita partendo da zero viste le umili origini nella sua città natale di La Coruna, il posto che continua a frequentare quando non è assorbito dagli impegni di lavoro.

Amancio Ortega è nato nel marzo del 1936 e la sua scalata è iniziata a 14 anni come fattorino per una sartoria di camicie dove ha osservato attentamente il mondo del commercio scoprendo le tecniche più adatte per vendere prodotti sul mercato. Studiando i gusti della clientela e le motivazioni che spingono ad acquistare, ha appreso i segreti che avrebbe poi messo in opera nella sua prima azienda, a conduzione familiare, la GOA. Il suo grande merito è stato quello di mettere da subito al centro del processo di vendita il cliente, con le sue esigenze. Ha da subito capito che malgrado il basso potere di acquisto della maggior parte dei clienti era elevata l’esigenza di avere un prodotto di qualità. Sembra un controsenso… lui l’ha reso possibile!

Il mix tra buona qualità del prodotto offerto e prezzi di vendita molto contenuti ha permesso alla sua prima azienda di crescere in maniera imperiosa in un paese, la Spagna di Franco, affossato da una grande crisi economica. Amancio Ortega è riuscito nell’intento di proporre modelli in linea con le ultime tendenze della fashion internazionale, di qualità ma a prezzi molto più bassi.

Nel 1975 è poi arrivata la nascita di Zara a consolidare il successo di Amancio Ortega. Alle tariffe contenute e alla buona qualità di fondo ha aggiunto la capacità di saper rispondere a tempo di record agli input provenienti dalle grandi piazze della moda internazionale. I trendsetter del gruppo sono costantemente all’opera a New York, Londra, Parigi, Milano, Roma e Madrid per cercare di intercettare ogni mutamento dei gusti. Le indicazioni provenienti dalla strada sono quindi inoltrate ai designers di Zara, i quali provvedono in tempi strettissimi a dare vita a nuove collezioni che sono poi smistate ai magazzini posti in ogni angolo del mondo. In soli quindici giorni, viene effettuata la progettazione, la produzione e l’avvio alla vendita al dettaglio. Una industria di moda classica può impiegare in media sino a sei mesi per un processo analogo. La rapidità di azione ha permesso di rispondere nel modo migliore ai nuovi ritmi imposti dalla globalizzazione dei mercati; il controllo di tutta la filiera produttiva ha portato efficienza; la vendita di lotti abbastanza limitati, che vengono smerciati rapidamente e sostituiti ha creato il business che tutti conosciamo. Il continuo cambio di campionario spinge i clienti a recarsi con maggiore frequenza nei negozi Zara, creando la fidelizzazione. All’aumentare della domanda Amancio Ortega ha risposto con un aumento costante dell’offerta incrementando il numero di punti vendita e diffondendoli in tutto il mondo.

Leggi anche: Gli uomini a 9 zeri… 1° puntata

#5: Mark Zuckerberg (Facebook) | 56 miliardi di dollari

Mark ZuckerbergL’uomo riconosciuto universalmente per la creazione del social network per eccellenza: Facebook. Per tutto il 2017 il titolo Facebook è volato in borsa e Mark Zuckerberg è sempre più ricco: dall’inizio dell’anno ha portato a casa la cifra record di 23,1 miliardi di dollari diventando l’uomo che ha guadagnato di più al mondo finora nel 2017. Un balzo con il quale si può realisticamente prevedere che la sua fortuna arriverà a toccare i 73 miliardi di dollari, insidiando Warren Buffett alla seconda posizione.

Il suo nome completo è Mark Elliot Zuckerberg ed è nato a White Plains, New York, il 14 maggio 1984. La famiglia materna è bulgara, il nonno lasciò il Vecchio Continente negli anni Quaranta e “Mark” è appunto un omaggio al vecchio Marco.
Mark Zuckerberg ha frequentato Harvard, a Boston, studiando psicologia e informatica ma non ha mai concluso il percorso universitario. Già dall’età del college si era comunque guadagnato l’aurea di piccolo prodigio dei computer, ideando sistemi di messaggistica per la famiglia. Ad oggi oltre 50 brevetti fanno riferimento direttamente al suo nome. La moglie, Priscilla Chan di Boston, è figlia di rifugiati cinesi/vietnamiti e Mark ha deciso di studiare il mandarino (per comunicare con i suoceri) impressionando i politici di Pechino negli incontri che ha avuto per diffondere Facebook nello sterminato mercato della Repubblica Popolare.

Mark Zuckerberg non ha fondato il social network da solo ma insieme ai compagni di allora: Eduardo Saverin, Andrew McCollum, Dustin Moskovitz e Chris Hughes. Accusato di aver copiato l’idea a un gruppo di altri compagni e imprenditori con cui ha raggiunto un accordo stragiudiziale, Facebook non era la sua prima creatura: prima c’erano stati per esempio Facemash, un sito attraverso il quale si chiedeva agli utenti di giudicare l’avvenenza dei compagni, e Course Match, un programma che consentiva agli studenti di orientarsi sui corsi in base a ciò che avevano scelto gli ex compagni di college. Ebbe offerte di lavoro da Aol e Microsoft quando era ancora al liceo che rimasero stupiti da Synapse, un programma che il giovane Mark Zuckerberg aveva creato da solo per imparare e memorizzare i gusti musicali degli utenti attraverso l’intelligenza artificiale.

Mark Zuckerberg è daltonico, per questo ha scelto il blu come colore dominante per Facebook. Rivelò in una intervista TV che non distingue rosso e verde ma il blu è la tinta più ricca e più facilmente distinguibile per i suoi occhi. Gira costantemente con guardie del corpo che si occupano della sicurezza sua e della sua famiglia. Sono 16 in tutto che seguono una turnazione continua… perché? A causa dei tanti divorzi provocati dal suo social network di cui molti ex mariti ed ex mogli lo riterrebbero in parte responsabile tanto da averlo ripetutamente minacciato. Indossa sempre una t-shirt grigia perché più rapida da indossare e gli consente di non sprecare tempo in attività non ritenute utili. Mark Zuckerberg ha 2,3 milioni di fan su Facebook.

Last but not least… si fanno insistenti le speculazioni di un suo progetto politico, motivo questo del rafforzamento della squadra di consulenti della sua fondazione. Ha assunto persone di rilievo come Joel Benenson, lo stratega della campagna di Hillary Clinton, e David Plouffe, l’ex consigliere di Barack Obama. Nonostante ciò il numero uno di Facebook ha più volte smentito di essere interessato a Washington.

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#6: Carlos Slim Helu (America Movil) | 54,5 miliardi di dollari

Carlos Slim Helu

Carlos Slim Helu è l’uomo più ricco del Messico e controlla con la sua famiglia America Movil, la più grande società di telecomunicazioni mobile in America Latina. Oggi detiene quote in tanti business tra cui società minerarie e immobiliari e il 17% della famosa rivista americana The New York Times. Carlos Slim Helu è nato a Città del Messico nel 1940, in una famiglia di chiare origini libanesi. Ha sviluppato molto presto il suo fiuto per gli affari acquistando il suo primo Buono del Tesoro messicano a soli dodici anni. Dal 1982 fece fruttare al meglio la fortuna lasciatagli dal padre, un piccolo commerciante. Infatti, proprio mentre molti connazionali, in un periodo di crisi economica, pensavano a cedere al miglior offerente le proprie aziende e a portare all’estero i propri averi, Carlos Slim Helu iniziò ad acquistare a prezzi bassissimi queste aziende strategiche.

Nel 1990 riuscì ad acquisire Telmex, la compagnia telefonica di stato, per una cifra corrispondente circa ad un cinquantesimo di quanto vale attualmente. A Telmex si aggiunse poi America Movil, una compagnia telefonica che vanta circa centoventi milioni di clienti e una quota rilevante del mercato domestico. Carlos Slim Helu riuscì in queste acquisizioni grazie alle sue conoscenze politiche ed, in particolare, grazie all’amicizia con Carlos Salinas De Gortari, presidente dal 1988 e fautore di una linea favorevole al capitalismo messicano. Carlos Slim Helu, a differenza di altri magnati meno ricchi, non ama apparire con la sola eccezione per la sua passione delle opere d’arte.

Va infine ricordato che nei suoi ripetuti tentativi di internazionalizzare il suo gruppo di telecomunicazioni, il magnate messicano ha anche cercato sbocchi nel nostro paese, in particolare nel corso del 2007, quando provò ad acquistare la quota di controllo in Telecom. Una delle poche sconfitte nella vita piena di trionfi di Carlos Slim Helu.

#x: Tu

Tu, il futuro super-ricco!

Il team di Mr Banca ha come scopo principale quello di condividere con i nostri (crescenti) amici-lettori tutte le informazioni e le dritte che pensiamo siano utili a favorire i giusti investimenti e produrre guadagni. Come descritto anche nella nostra biografia, noi non vi lasceremo credere che siamo diventati ricchi, che abbiamo smesso di lavorare e che tutto è andato sempre bene… vi racconteremo la nostra storia che ci ha permesso di levarci qualche soddisfazione in più.

La conoscenza e l’attenta osservazione del complesso mondo della finanza ci ha permesso di vivere meglio… ma in fondo in fondo nutriamo anche il sogno romantico che un giorno…

uno di voi lettori possa entrare nella lista di questi super-ricchi…

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Ipse dixit: “Grazie per essere stato un mentore e un amico. Grazie per aver dimostrato che quello che costruisci può cambiare le cose.” (Mark Zuckerberg in merito alla scomparsa di Steve Jobs)