I colossi di Internet su Libertex.com – Google

Google

Nato e cresciuto a pane e byte, una laurea in campo tecnico, una passione sfrenata per i videogame e la programmazione ho assistito alla nascita dell’era digitale negli anni ’90 con i primi collegamenti ad Internet, i primi personal computer con 25 Mhz, il Commodore 64, i giochi a cassette con l’azimut che andava tarato di tanto in tanto, i primi indirizzi di posta elettronica, i cellulari TACS. Una professione che fin dagli inizi del nuovo millennio mi ha visto in prima linea nelle principali tematiche dell’era digitale …  oggi se qualcuno mi dovesse chiedere qual’è il termine che meglio descrive gli stravolgimenti provocati da quest’era digitale io risponderei senza ombra di dubbio: Google!

google logo muro

Google, il colosso di Mountain View che conosce tantissimi aspetti della vita digitale di ogni abitante del pianeta, è l’azienda che vogliamo provare a raccontarvi in questo articolo. Un’azienda che ha mille facce, mille storie differenti … alcune di successi planetari, altre di business laterali e poco noti e altre di insuccessi che però hanno contribuito alla maturazione della stessa.

Google, l’azienda che oggi è sinonimo di ricerca nel web, di internet, di sistemi operativi per smartphone e di tutto ciò che ha a che fare con l’era digitale, è anche un titolo presente all’interno di una delle piattaforme di trading online più potenti al mondo: Libertex.com.

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Google: la ricerca sul web per “definizione”

Oggi Google vale diverse centinaia di miliardi di dollari (814 per l’esattezza), da lavoro ad oltre 60.000 dipendenti in 50 diversi paesi, realizza centinaia di prodotti utilizzati da miliardi di persone nel mondo, è una delle poche aziende che ha trovato il suo posto, in pianta stabile, all’interno di centinaia dei principali dizionari di lingua del mondo. Dal giugno 2006 è menzionato all’interno dell’Oxford English Dictionary con il verbo “to google” per indicare l’azione di cercare qualcosa sul web e con l’aggettivo “ungoogleable” per definire qualcosa che non è stato indicizzato dal motore di ricerca di Mountain View. Dal 2008 anche l’Enciclopedia Treccani, faro guida della lingua e della cultura italiana che ne segue l’evoluzione nel tempo dal 1929, ha fatto spazio a diversi termini che sono collegabili al successo universale di Google:

  • il sostantivo “googlista” per indicare coloro che adoperano abitualmente il motore di ricerca Google per cercare informazioni nella rete;
  • il verbo “googlare” per indicare l’azione di cercare sul web;
  • il sostantivo “googlizzazione” per indicare il fenomeno per cui gli utenti fanno di Google una parte sempre più importante del loro quotidiano utilizzo di pc e Internet.
  • l’aggettivo “googlato” per indicare qualcosa che è stato ricercato sul web

 

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“Quota di mercato dei motori di ricerca dal 2017 ad oggi”

E questo fenomeno è figlio del fatto che da quando internet è presente nella nostra vita quotidiana la maggior parte delle ricerche on line (90,91% delle ricerche web nel mondo, 97,06% di quelle da dispositivi mobili) si fanno utilizzando Google.

Questo utilizzo così globalizzato hanno reso Google sinonimo per antonomasia del cercare informazioni provenienti dal Web.

Tutto nacque da due sognatori all’interno di un garage

Ci sono voluti due uomini con un grande sogno per trasformare una piccola idea in una realtà che ha dato un contributo significativo a come il mondo usa Internet. Larry Page e Sergey Brin erano entrambi candidati al dottorato di ricerca quando si incontrarono nel 1996 a Stanford e inventarono il concetto di motore di ricerca che avrebbero chiamato BackRub. Un anno dopo, nel 1997, lo ribattezzarono e il 14 settembre 1997 Google.com fu ufficialmente registrato come nome di dominio. Il termine Google nacque da un errore di trascrizione, durante la fase di registrazione del dominio, del termine googol che rappresenta un 1 seguito da 100 zero (un numero così grande che il numero di particelle di elio presenti nell’universo è solo un miliardesimo di googol) e che voleva essere il traguarda del numero di pagine che Larry Page e Sergey Brin sognavano di indicizzare.

Page Brin Google

L’idea alla base di tutto era quella di organizzare tutte le informazioni che potevano essere raccolte in tutto il mondo e presentarle sotto forma di un indice, e questo è esattamente ciò che hanno fatto. Nel 1998, quando i due ricercatori ricevettero l’assegno da 100.000 dollari per iniziare a sviluppare questo motore di ricerca, la loro sede operativa si sposto da un garage nella periferia di Menlo Park, in California, di proprietà di Susan Wojcicki (dipendente n. 16 e ora CEO di YouTube) a degli uffici nel centro città.

Un’azienda anticonformista

Lo stile anticonformista è sempre stato il carattere che ha distinto l’azienda Google: un primo server realizzato con i mattoncini Lego, il primo doodle del 1998 (un omino stilizzato del festival del Burning Man, l’uomo che brucia, all’interno del logo per indicare che l’intero staff non era a lavoro perché si era spostato al festival di otto giorni che si svolge ogni anno dal 1986 a Black Rock City), gli slogan e il modus operandi che Google ha sempre utilizzato per i suoi dipendenti e che nel 2007 le è stato riconosciuto dalla nota rivista americana “Fortune” proclamandola l’azienda numero uno al mondo dove lavorare.

Il page rank, l’incubo notturno dei webmaster di tutto il mondo

Nel corso degli ultimi 15 anni milioni di webmaster hanno fatto di tutto per ottenere per i loro siti un Page Rank elevato. Il risultato di questo valore calcolato dagli algoritmi di Google può fare la differenza tra un sito dimenticato nel web e un sito di successo e questo lo sanno bene tutti gli sviluppatori e gli specialisti di SEO, acronimo di Search Engine Optimization, che si possono raffigurare come i consulenti dell’era moderna per la presenza digitale di una azienda, di una organizzazione, di un partito politico, di un personaggio famoso o di chiunque abbia la necessità di essere sul web.

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Il Page Rank, un termine brevettato da Google nel 2001, è uno degli indicatori di “autorità” e “peso link” di qualsiasi sito Web ed è parte integrante dell’algoritmo di base su cui operail motore di ricerca di Google. Con questo indicatore BigG, altro nomignolo con cui si ritrova spesso chiamata Google, “classifica” i siti in base all’autorità e da forza alle referenze tra siti stessi (l’importanza dei siti di essere richiamati da altri siti in tema e con Page Rank equivalenti o più elevati.

Dal motore di ricerca a tanti altri servizi di successo (mondiale)

Nel 2004 nasce Gmail, il servizio di posta elettronica basato sul web che in pochissimo tempo ha rapidamente iniziato a superare i servizi offerti da aziende come Microsoft e Yahoo nonostante il vantaggio competitivo dato da un’esperienza decennale sul servizio. Una capacità di archiviazione mai vista prima portata subito ad 1 GB, una semplicità di utilizzo come nessun altro oggi è stato ancora in grado di emulare, la possibilità di utilizzare il servizio su qualsiasi dispositivo, l’unificazione della Gmail con tutti i servizi offerti e la ricerca tra i messaggi potenziata con l’algoritmo targato Google hanno di fatto scritto una ulteriore pagina di successo mondiale!

Il 2004 è stato anche l’anno in cui è stato lanciato Google Earth che ha permesso di mappare la Terra sul desktop usando immagini satellitari. Nel 2005 Google si è unita alla NASA per produrre Google Moon e Google Mars per dare agli utenti la possibilità di girare su questi pianeti seduti comodamente sulla propria scrivania o sul divano di casa.

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“Google Moon, come fare una passeggiata sul nostro satellite seduti sul divano”

Il 2005 è anche l’anno di Google Maps e la nascita dell’ennesimo ramo di business inesplorato per la società di mountain views. Lo stradario del mondo consultabile online, con la possibilità di andare a visualizzare il civico dell’indirizzo, la strada da percorrere e tutte le informazioni di cui tutti noi oggi non possiamo fare a meno quando ci rechiamo da qualche parte che non conosciamo … l’inizio dell’era delle strategie di marketing basate sulla geo-localizzazione, ovvero, sulla capacità di offrire un prodotto o un servizio ad un detrminato gruppo ristretto di persone basato sulla loro localizzazione.

Nel 2006 è l’era del video per cui nasce Google Video, una nuova caratteristica del potente motore di ricerca focalizzato alle ricerche di video legate a determinati contenuti e l’era dell’acquisizione di YouTube con i suoi 65 dipendenti.

Oggi, YouTube è la più grande destinazione di video online al mondo e il terzo sito Web più visitato in assoluto. Il sito supera i due miliardi di visualizzazioni al giorno – quasi il doppio del pubblico in prima serata di tutte e tre le principali reti statunitensi messe insieme. La piattaforma comprende la più grande comunità di video sharing al mondo e include utenti, inserzionisti e oltre 10.000 partner. Ogni minuto 24 ore di video caricati sul sito. Centinaia di milioni di utenti in tutto il mondo vengono su YouTube per scoprire e modellare il mondo attraverso i video.

Sempre nel 2006 inizia la guerra ai software di office automation e nasce Google Docs che, alla stregua del più famoso Microsoft Office, permette di creare e gestire online documenti, fogli di calcolo e presentazioni. L’unica differenza con Office? Google Docs è offerto gratuitamente. L’organizzazione della sempre crescente mole di dai presenti online diventa una nuova missione di Google che lancia servizi quali Google Calendar e Google Finance. Sempre nel 2006 viene lanciato Google Trends per andare a studiare i termini di ricerca sul web.

Il 2007 è anche l’anno di Streetview che mappa inizialmente le principali città degli Stati Uniti per arrivare a mappare le vie delle principali città di più di 50 paesi nel mondo.

Il 2007 è anche l’anno della nascita di un’ennesima storia di successo per l’azienda di Mountain View: Android. La strategia di Google, provata anche sui personal computer ma con minor successo grazie alla strenua difesa dei player rivali quali Microsoft e Apple, è quella di dedicarsi alla creazione di un sistema operativo per smartphone completamente collegata al mondo dei servizi online offerti da bigG (e all’enorme base clienti ormai arruolata in più di dieci anni di successi digitali!). Con Android i clienti per Google diventano i produttori di smartphone più che i consumatori stessi ed oggi questa soluzione è adottata dall’88% degli smartphone mondiali contro l’11,9% di Apple iOS.

quota mercato android
“La quota di mercato dei sistemi operativi mobili degli ultimi 10 anni”

Nel 2008 nasce Google Chrome che, immaginate un po’ … , si trasforma nell’ennesimo successo globale. Oggi il browser di Google ha stravolto gli equilibri di un mercato che ha visto per anni il monopolio incontrastato di Microsoft Explorer (che montava il browser direttamente sul sistema operativo) raggiungendo una quota di mercato globale del 62%.

Ad oggi è impensabile pronosticare quanto ancora Google possa crescere grazie ai suoi servizi o quali siano i nuovi business che si trasformeranno in nuovi successi in giro per il mondo.

Tutti i numeri di Google

Nel secondo trimestre 2018, Google ha realizzato utili per 7,87 miliardi di dollari. Togliendo il valore della multa staccata da Bruxelles per l’abuso di posizione dominante sul sistema operativo Android, gli utili netti ad azione si sono fermati a 4,54 dollari.

Leggi anche: Una nuova maximulta europea per Google

I ricavi di Google sono arrivati a 32,66 miliardi di dollari, in aumento del 26% dai 26,010 miliardi del secondo trimestre del 2017. Al momento della scrittura dell’articolo l’azione Google vale 1177,93 dollari contro i 943,75 di un anno fa per un crescita del 24,8%. Per gli investitori che scelgono Google più che un titolo azionario sembra una rendita a crescita fissa anno dopo anno!

azioni Google
“Il titolo Google su Libertex.com

Google ha registrato il nome a dominio di tantissimi errori di ortografia comuni con il proprio nome come ad esempio: www.gooogle.com, www.gogle.com e www.googlr.com. Quando l’artista conosce in pieno la propria arte!

Investire nei titoli Google su Libertex.com

Scopri la semplicità, la trasparenza e l’affidabilità di investire sui titoli Google utilizzando una delle piattaforme di trading online più potenti e complete sul mercato: Libertex.com:

  • Semplicità in quanto la piattaforma di Libertex.com vanta una esperienza utente unica e capace di coinvolgere sin da subito qualsiasi profilo di investitore dal principiante al più esperto. Un portale web in 11 lingue, incluso l’italiano, completo di guide, di notizie economiche e di una sezione di formazione. Un software disponibile nella versione classica da computer e in quella mobile pensata per gli utilizzatori di smartphone (Android e Apple) e tablet;
  • Trasparenza come un elemento distintivo di Libertex.com. Infatti, tutte le commissioni e gli spread applicati sono indicati nella piattaforma accanto ad ogni specifico asset su cui è possibile investire.
  • Affidabilità di un broker che opera dal 1997 e di un marchio internazionale con oltre 20 anni di esperienza. I 2,2 milioni di clienti di Libertex.com provengono da 110 paesi in tutto il mondo. Nel corso della sua storia, Libertex.com ha vinto 30 premi internazionali da riviste e istituzioni finanziarie per la qualità del suo supporto clienti e le sue soluzioni tecnologiche innovative;

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Libertex.com si contraddistingue per:

  • Deposito minimo di 100€ ed accesso a tutte le funzionalità offerte;
  • Spread e commissioni di trading chiaramente espressi sulla piattaforma;
  • 170 asset negoziabili tra cui le principali criptovalute;
  • Conto demo gratuito di 5 mila euro virtuali per esercitarsi;
  • Supporto clienti tramite telefono, livechat ed email (9-18 dal lunedì al venerdì);
  • Diverse modalità di pagamento per i depositi e prelievi (carte di credito, bonifico bancario e wallet come Skrill) senza commissioni di trasferimento;
  • App per investire anche in mobilità su smartphone;
  • Leva finanziaria disponibile fino a 600:1 variabile a seconda del singolo asset;
  • Regolamentato Cysec e dalla italiana Consob. Segue le direttive comunitarie MiFID.

MrBanca, seguendo la sua politica di massima trasparenza, ci tiene a ricordare che la leva finanziaria è una arma a doppio taglio: ti consente di incrementare i tuoi guadagni ma, parallelamente, rischia di far lievitare anche le perdite.

Ecco i semplici passi da seguire per aprire il tuo conto con Libertex.com.

Passo 1 di 4: Registra il tuo conto

Crea rapidamente il tuo conto con Libertex.com inserendo email e password che diventeranno le tue credenziali di accesso alla piattaforma di trading online.

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“Registra il tuo account libertex.com

Passo 2 di 4: Completa la registrazione del tuo conto

Ti verrà richiesto di completare la tua registrazione Libertex.com facendo alcune semplici operazioni:

  • Inserimento dei propri dati anagrafici e di residenza;
  • Inserimento di altre informazioni (es: esperienze pregresse di trading e conoscenze finanziarie) richieste in ambito regolamentazione per la tua tutela;
  • Verifica dell’indirizzo mail (ed eventuale modifica in caso di non indirizzo non corretto);
completa dati libertex
“Completa i dati del tuo account libertex.com

Passo 3 di 4: Deposita sul tuo Conto

Potrai ora effettuare il deposito sul tuo conto Libertex.com utilizzando una delle modalità di pagamento proposte: Carta di Credito (Visa o Mastercard), Bonifico Bancario o i wallet Neteller e Skrill.

deposita libertex
“Deposita sul tuo conto libertex.com

Passo 4 di 4: Inizia ad investire

Scegli il prodotto (o asset) su cui vuoi investire utilizzando, in caso, la funzionalità di ricerca posta in alto. Decide se vuoi acquistare o vendere e imposta i consueti parametri (ammontare dell’investimento, il take profit e lo stop loss).

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Libertex

20 ANNI DI ESPERIENZA
2,2 MILIONI DI CLIENTI

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