Il mercato dell’auto sulle montagne russe

Il mercato dell’auto negli anni della crisi ha visto perdere in pochissimo tempo ingenti quantità di capitali e fatto perdere il posto di lavoro a centinaia di migliaia di famiglie, andando a far pesare le proprie performance negative anche nelle economie degli stati di cui fanno parte, visto che il mercato dell’automobile è stato da sempre uno dei settori trainanti di ogni economia mondiale. Ma negli ultimi anni c’è stata un inversione di tendenza che è stata insieme causa ed effetto della ripresa globale dell’economia dopo la crisi di fine anni duemila.

Concentrandoci sugli ultimi dati che sono stati resi noti, possiamo vedere che negli ultimi mesi l’andamento è stato a dir poco altalenante.

Il mercato dell’auto nei mesi di luglio e agosto in Europa

Dopo un luglio che ha fatto registrare un +10%, in agosto il mercato dell’automobile aveva avuto un vero e proprio boom di immatricolazioni, facendo registrare un ottimo +30%. Complice di questo dato decisamente confortante è stata l’introduzione del sistema innovativo per misurare le emissioni nel momento dell’omologazione (conosciuto con l’acronimo WLTP) che ha innescato uno sprint decisivo nella produzione delle case di produzione di autovetture, favorendone di conseguenza le vendite. Allargando l’orizzonte e focalizzandoci sull’intero 2018, possiamo notare come le ottime performance in termini di vendite fatte registrare a luglio ed agosto avevano fatto salire ad un rassicurante +6% il dato sulle immatricolazioni rispetto allo stesso periodo del 2017, per un totale di più di 11 milioni di autovetture vendute.

Il mercato dell’auto nei mesi di luglio e agosto in Italia

Andiamo adesso a vedere in che modo si era comportato il mercato su base nazionale, visto che i dati forniti precedentemente riguardo l’intero Vecchio Continente. Il dato di luglio ed agosto confortava tutti i principali mercati dell’automobile europei, compresi Gran Bretagna ed Italia. Il recupero però fatto registrare da questi due paesi non aveva garantito una decisa inversione di tendenza nel dato che comprende tutto il 2018: infatti se Spagna, Francia e Germania facevano registrare dati nettamente positivi (spagnoli con un incredibile +14,6%, francesi  con un +8,9% e tedeschi con un +6,4%), l’Italia restava praticamente ferma in termini di vendite rispetto all’anno precedente (-0,1%) mentre più deciso risultava il calo delle vendite nel paese di Sua Maestà (-4,2%).

Il mercato dell’auto nei mesi di luglio e agosto: le singole case automobilistiche

Entriamo adesso nello specifico delle varie case automobilistiche e vediamo “casa” per “casa” quali sono i dati che ci vengono messi a disposizione. Il gruppo Volkswagen cresceva nel periodo indicato di oltre il 12%, trainata dalla Seat particolarmente brillante grazie al lancio degli ultimi modelli, mentre il brand Volkswagen superava la soglia del 14%. Significativo anche il consolidamento sul mercato europeo grazie all’acquisizione di Opel da parte di Psa, con una quota del 15,7% del periodo che la confermava come secondo gruppo dell’automobile presente in Europa. Crescita di oltre il 10% per la francese Renault che ha conquistato nuove fette di mercato grazie al lancio dei suoi nuovi modelli SUV. Ford e Bmw restavano sulla scia di quanto fatto registrare nel 2017 nonostante il recupero dei mesi estivi mentre il gruppo tedesco Daimler perdeva il 3,7% con Mercedes e Smart, anche se quest’ultima nello specifico faceva registrare un aumento di vendite del 2,9%. In aumento anche le vendite delle case asiatiche sul mercato europeo, soprattutto del marchio Toyota con un confortante 6,4% di immatricolazioni in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

In tutto questo quali erano i dati fatti registrare da Fca che ha dovuto reagire alla perdita di Sergio Marchionne, considerato colui il quale ha permesso alla Fiat di rimanere a galla durante il periodo di crisi? Il gruppo italo-americano si accontentava di un modesto 3%, con il marchio Jeep che aveva praticamente raddoppiato il dato sulle vendite rispetto allo stesso periodo del 2017 mentre i modelli con marchio Alfa Romeo facevano registrare un ottimo +16,8% di incremento sulle vendite. Senza dubbio una bella reazione sul mercato da parte di Fca che deve continuare a spingere sull’acceleratore e ad investire per restare al passo con i tempi di un mercato come quello dell’automobile in continua fase di evoluzione.

La brusca inversione di rotta a settembre

Gli ultimi dati relativi al mese di settembre sono invece una vera e propria doccia fredda per il mercato dell’auto in Italia. Rispetto all’anno precedente  le immatricolazioni sono scese del 25,3% e particolarmente negativa è stata la performance di FCA, -40,3%.

Ma a cosa è dovuto questo rallentamento così deciso del mercato? Secondo molti analisti una possibile causa sarebbe l’introduzione della nuova normativa per le emissioni, con l’obbligo di immatricolare solo vetture dotate di propulsore Euro 6C ed Euro 6D temp. Questo avrebbe portato da una parte la case automobilistiche a smaltire le scorte dei vecchi modelli nei mesi di luglio ed agosto (“drogando” il mercato), mentre dall’altra avrebbe frenato il dato di settembre a compensazione. Alcuni fanno anche notare che la produzione dei nuovi modelli che ottemperano la normativa da poco entrata in vigore sia in ritardo per diverse case automobilistiche, contribuendo a rallentare ulteriormente il mercato

Se analizziamo quindi il dato trimestrale vediamo che la discesa è più contenuta, nell’ordine del 7%, un dato forse più attendibile per valutare il mercato dell’auto al netto delle oscillazioni di questi ultimi mesi. In ogni caso, anche se un lieve recupero non è da escludersi per fine anno, diversi analisti stanno rivedendo al ribasso le stime di chiusura del 2018.

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