Immigrazione e percezione

Il tema immigrazione non accenna a ridurre le tensioni. Italia ed Europa non riescono a trovare un accordo che possa affrontare un cambiamento geopolitico di portata internazionale e spesso si soffermano a guardare il proprio giardino piuttosto che il quadro nel suo insieme.

AfricaPaid well, and paying a price”. Questo è il titolo di un articolo pubblicato sul New York Times il 29 Agosto scorso. L’articolo di Niger Dirkou si sofferma sugli effetti dei soldi Europei sulla Nigeria. In effetti, viene affermato che la Nigeria viene pagata dall’Unione Europea per i suoi sforzi volti a ridurre il flusso dei migranti verso il vecchio continente. Alla fine dello scorso anno, l’UE ha dichiarato che avrebbe fornito alla Nigeria un miliardo di euro in aiuto allo sviluppo fino al 2020, con centinaia di milioni di quelli stanziati per progetti anti-migrazione. Anche se gli aiuti allo sviluppo potrebbero essere letti come politiche anti immigrazione, queste non sono le uniche risorse che la Nigeria riceve. Anche Germania, Francia e Italia forniscono assistenza al Paese.

Politiche attive anti immigrazione

Il flusso di denaro a livello globale non ha limiti né barriere. L’Europa promuove la libera circolazione dei capitali e ad oggi è possibile investire su commodity Nigeriane tramite app di trading come Vestle.
Vestle è soltanto un esempio della miriade di app che permettono investimenti senza alcuna barriera. Come si è visto anche l’UE investe localmente per rallentare il flusso migratorio verso il nostro Paese e in generale verso l’Unione Europea stessa. Nonostante questo, la percezione nel nostro Paese risulta deviata rispetto ad altri Paesi nell’UE.

Vestle è soltanto un esempio della miriade di app che permettono investimenti senza alcuna barriera. Come si è visto anche l’UE investe localmente per rallentare il flusso migratorio verso il nostro Paese e in generale verso l’Unione Europea stessa. Nonostante questo, la percezione nel nostro Paese risulta deviata rispetto ad altri Paesi nell’UE.

Qual è la percezione italiana?

Secondo l’Istituto Cattaneo, l’immigrazione è un fattore che può facilmente influenzare la scelta degli elettori. Lo si è visto con gli USA, con il Regno Unito e con altri Paesi tra cui il nostro. La ricerca portata avanti dall’Istituto mostra dei risultanti sconcertanti. Alla domanda di quanti immigrati vivono nel proprio Paese molti non sanno nemmeno rispondere. Nonostante la situazione in alcuni Paese come Portogallo, Malta e Spagna sia decisamente più drastica che in nel nostro Paese, in Italia più di una persona ogni quattro non ha idea del numero di immigrati in Italia.

Come potete immaginare, la prossima volta che parlerete di immigrati e immigrazione con i vostri amici, c’è una buona possibilità che almeno un paio di loro non abbiano idea di questo numero.

Qual è la vostra migliore scommessa sul numero di immigrati in Italia?

Quanti immigrati in Italia? Il 27% non sa o non risponde.

Nonostante il 27% degli Italiani non sappia rispondere, i dati sulla percezione del numero di immigrati sono ancora più sconcertanti.

Il grafico successivo mostra la percentuale di immigrati nel nostro Paese (attorno al 7%) e la percezione di immigrati nel nostro Paese (quasi 25%). La percezione di molti Italiani è che una persona ogni quattro sia immigrata da un altro Paese. Questo potrebbe essere sicuramente positivo per le casse pubbliche ma non potrebbe essere più distante dalla realtà.

Immigrati in Italia: la percentuale reale e quella dei percepiti.

Conclusioni

Siamo convinti che la regolamentazione sia utile in ogni campo. Quando il campo finanziario è senza regole si assistono a truffe e crisi economiche. Si pensi che Google e Facebook limitano le pubblicità sulle cripto valute per dei motivi di tutela del consumatore. Quando le regole vengono applicate si assiste ad uno sviluppo economico che espande le possibilità in maniera legale come per Vestle e gli altri investimenti online.
Nel caso dell’immigrazione dovrebbero essere adottate misure di aiuto nel Paese d’origine al fine di sviluppare condizioni che permettano a tutti i cittadini di vivere in quel Paese.

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