In India è caos. Crollo della Rupia indiana (INR)

In India è caos. Crollo della Rupia indiana (INR)

Le notizie provenienti dalla banca centrale dell’India (RBI o Reserve Bank of India) hanno gettato la rupia indiana (INR) nel mirino dei venditori. Ad influenzare negativamente il mercato sono state le dimissioni di Urjit Patel, Governatore della RBI, il quarto funzionario di alto livello, in ordine temporale, ad abbandonare il settore economico e finanziario del settimo Stato per estensione geografica al mondo (3.287.263 km²) e del secondo per numero di abitanti (1.335.250.000).

Rupia indiana
Banconota da 1000 rupia indiana (INR)

Il crollo della rupia indiana (INR)

Il signor Urjit Patel ha lasciato a metà del suo mandato di tre anni motivando le sue dimissioni con delle non maggiormente specificate “ragioni personali”. Gli investitori internazionali sono rimasti molto scossi dalla notizia e la rupia indiana (INR) è scesa di valore rispetto al dollaro statunitense, arrivando al valore di 72,3 dollari al termine della giornata di negoziazione.

Valore Rupia indiana sul dollaro
Valore rupia indiana (INR) sul dollaro

Ad inizio dicembre la rupia indiana (INR) aveva toccato un minimo di 69,7 dollari scendendo del 5,8% rispetto ai 74,08 dollari del 31 ottobre. Il calo del prezzo del petrolio aveva però concesso una tregua al trend discendente della rupia indiana (INR) permettendo di recuperare terreno. La notizia delle dimissioni del Governatore della banca centrale dell’India, Urjit Patel, hanno portato un drastico cambio di rotta riportando la rupia indiana (INR) a perdere nuovamente terreno sul dollaro americano.

Il 2018 è stato un annus horribilis per rupia indiana (INR) mettendo in evidenza che al suo punto più basso quest’anno, la valuta colpita dalla crisi perdendo circa il 14% del valore rispetto al dollaro USA. Molto del calo è dovuto all’impennata dei prezzi del petrolio e alla considerazione che oggi l’India ha una forte e sempre crescente domanda di greggio. Tale boom è giustificato da diversi fattori contingenti: le raffinerie locali hanno rallentato la produzione a causa delle carenze di acqua e dei maggior costi e l’economia indiana sta vivendo una costante accelerazione dei consumi interni.

Le ingerenze del governo sull’indipendenza della Banca Centrale

Le dimissioni del signor Urjit Patel arrivano dopo mesi di conflitto tra la banca centrale e il governo indiano, con gli analisti che suggeriscono che la sua partenza è stata provocata dalla “ingerenza” da parte del governo. Il contesto per la rupia indiana (INR) si complica ulteriormente se si pensa che le elezioni generali dell’India si avvicinano e che i partiti politici avranno necessità di trovare tutto il sostegno economico necessario a sostenere la campagna elettorale. Per questo motivo influenzare le politiche della Reserve Bank of India (RBI) diventa fondamentale per accaparrarsi il consenso politico e quest’ultima, dopo nove ore di riunione del consiglio di amministrazione, ha deciso che collaborerà con il governo con una serie di nuove strategie fiscali e sostenendo le banche in difficoltà.

Rupia indiana (INR)
Rupia indiana (INR)

Le dimissioni di Urjit Patel sono quindi un chiaro segno di protesta alle interferenze imposte dal governo indiano che minano il concetto fondamentale di indipendenza che dovrebbe muovere ogni decisione presa da una Banca Centrale.

Secondo Piyush Goyal, ministro delle ferrovie in India, l’incontro tra il consiglio di amministrazione della Reserve Bank of India (RBI) è andato senza frizioni tra governo e banca e, alla domanda se si fosse verificato uno scontro sulle responsabilità della Banca Centrale nei confronti dell’India, ha risposto dicendo: “Non vediamo alcuna tensione tra il governo e la RBI. Solo il capo del Congresso Rahul Gandhi e alcuni detrattori stanno mostrando segni di tensione”. Ha poi aggiunto: “Il governo ha già chiarito che non ha chiesto nemmeno una singola rupia indiana (INR) dal fondo di riserva della RBI”.

Un quadro economico e politico complesso per la rupia indiana (INR)

Nel frattempo, il partito attualmente al governo indiano (Bharatiya Janata) è andato alla conta dei voti in tre grandi stati centrali dell’India registrando una brusca battuta d’arresto per il primo ministro Modi. Nello stesso governo va anche evidenziata l’uscita dal consiglio consultivo economico dell’economista di fama mondiale Surjit Bhalla che ha deciso di seguire 24 ore dopo le dimissioni di Urjit Patel.

A complicare la situazione della rupia indiana (INR) ci sono anche i maggiori tassi di interesse e l’aumento dei prezzi delle importazioni di questa fine dell’anno.

Fila per ritirare Rupia indiana (INR)
Fila per ritirare all’ATM la rupia indiana (INR)

Questo quadro economico molto complesso ha indotto l’agenzia Fitch Ratings ha indicare nel breve e medio periodo una rupia indiana (INR) sempre più debole. Fitch ha dichiarato: “L’allargamento del disavanzo delle partite correnti in mezzo a condizioni di finanziamento globali più strette dovrebbe esercitare pressioni al ribasso sulla valuta, e prevediamo che la rupia indiana (INR) si indebolirà raggiungendo stabilmente la barriera dei 70 dollari entro la fine del 2019.”

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