In Italia la Banca è “poco” online

Online Banking

Leggendo le statistiche sui servizi “Home Banking” una domanda sorge spontanea:

Gli italiani ricercano il rapporto personale (fiduciario) anche per quanto riguarda l’ambito bancario o hanno semplicemente problemi dal punto di vista dell’utilizzo delle nuove tecnologie?

Nonostante siano il modo più sicuro ed economico di gestire il proprio conto corrente, evitando di tirare fuori decine di euro all’anno di commissioni, l’Italia si piazza ultima nella speciale classifica che riguarda l’utilizzo dei servizi di e-banking a livello europeo. Il dato ovviamente ha del clamoroso e mette in risalto come gli italiani abbiano ancora una concezione alquanto retrograda della gestione dei servizi bancari e di e-banking in generale. Volevo stilare un identikit dell’utente standard che utilizza i servizi di e-banking le caratteristiche peculiari e comuni alla maggior parte di essi sono: laureato, residente in una grande città del Nord Italia e di sesso maschile.

Banca online

A queste caratteristiche va aggiunta una quarta e cioè che essi sono una parte davvero molto ridotta del paese. Il nostro paese infatti, nonostante il deciso aumento di strumenti personali per la connessione in rete e quindi la possibilità di fruire dei servizi di e-banking messi a disposizione degli istituti bancari (smartphone, tablet,pc e quant’altro) sono ancora refrattari all’utilizzo di essi.

Nel 2017 infatti solo il 31% degli italiani ha utilizzato il canale web della propria banca per effettuare pagamenti on line, controllare bonifici in entrata o anche semplicemente per controllare il proprio conto corrente, nel 2016 invece il dato era addirittura più basso, fermo ad un risicato 29%. Un incremento decisamente poco soddisfacente, soprattutto se si considera che nel resto d’Europa l’utilizzo dell’e-banking è al 52%, con un incremento del 3% avuto rispetto al 2016 quando il dato era fermo al 49%. L’Italia perde quindi ulteriore terrero rispetto agli altri paesi europei e peggio di noi fanno solo Cipro, Romania, Bulgaria e Grecia, tre realtà economiche che hanno un sistema bancario decisamente più antiquato rispetto al nostro.

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Bank Online

Questi dati emergono dall’ultimo rapporto emesso sull’E-Banking curato da Bem Research, una start-up che si occupa di big data, ricerche economico-finanziarie e web marketing, i cui responsabili hanno rielaborato dai Eurostat. Questa ricerca rivela anche come la ristrutturazione del settore bancario, con oltre 30 posti di lavoro persi a causa di pre-pensionamenti e ridimensionamenti vari, non sia solo causata dall’introduzione di nuovi sistemi economici e finanziari che hanno fatto perdere centralità allo sportello fisico. Tornando invece all’utilizzo dei servizi di e-banking la ricerca fa notare come non solo l’Italia sia lontana anni luce dai paesi guida a livello europeo come Danimarca (90% della popolazione che utilizzo i servizi bancari on line), Olanda (89%), Finlandia (87%) e Svezia (86%) ma è indietro anche a paesi di grandi dimensioni come Spagna (46%),  Germania (56%) e Francia (62%). Considerando la statistica a lungo termine si può notare come l’Italia dieci anni fa, all’inizio della diffusione su grande scala dei servizi di e-banking, era distante 10 punti dalla media europea per l’utilizzo di questi servizi mentre adesso ne conta addirittura 19.

Perchè in Italia si è accumulato questo ritardo?

Da cosa può derivare questo netto distacco in termini e da cosa può scaturire questa scarsa propensione all’utilizzo dei servizi di e-banking messi a disposizione dagli istituti bancari di questo paese? I limiti sono di vario genere e sono abbastanza eterogenei: livello di istruzione, densità della popolazione, occupazione, uso dei dispositivi tecnologici, barriere tecnologiche, età e sesso. Andiamo a sviscerare tutte queste concause. Partiamo dal livello di istruzione: in Italia solo il 12% di soggetti che hanno una scarsa scolarizzazione utilizzano i servizi di e-banking (nel 2016 era l’11%) mentre la media a livello europeo tocca il 25%. Per quanto riguarda invece i soggetti che hanno un elevato livello di scolarizzazione la percentuale che utilizza i servizi di e-banking in Italia è del 61% mentre nel resto d’Europa arriva al 77%. Per quanto riguarda il genere in Europa gli uomini utilizzano più i servizi di e-banking rispetto alle donne, con una percentuale maschile che tocca il 54% mentre quella femminile ferma al 50%. In Italia invece il dato è decisamente più drastico: le donne che utilizzano i servizi on line sono solo il 26% contro il 36% degli uomini.

Banking Online

Carlo Milani, direttore di Bem Research, nel commentare il rapporto mette in evidenza come emerge una relazione inversa tra i numeri di sportelli bancari e diffusione dell’e-banking nei diversi paesi europei a una maggiore penetrazione dei servizi di internet banking corrisponde una più ampia contrazione nel numero di sportelli bancari. Con l’intensificarsi dell’utilizzo dell’e-banking in paesi in cui attualmente ha una scarsa penetrazione, come è appunto il caso dell’Italia, avremo come effetti a cascata che dovremo attenderci un’accelerazione del processo di chiusura degli sportelli bancari.

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