Insider trading

In questi ultimi giorni si sta parlando molto di insider trading, termine molto noto nel mondo della finanza ma un po’ meno tra le persone che non gravitano intorno a questo ambiente.

Molti avranno letto circa la stangata della Consob alla “banda” dei 21 amici che si scambiavano informazioni sensibili sfruttando le loro posizioni di privilegio all’interno di importanti studi legali e istituti bancari.

La storia di questi “furbetti” ricorda molto quella raccontata nel fil “Wall Street”  dove un cinico ed irredento speculatore di borsa (Gordon Gekko), del tutto privo di scrupoli, fornisce informazioni riservate al fine di ottenere un vantaggio del tutto personale.

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Tale pratica, come detto in apertura, prende il nome di insider trading.

Di cosa si tratta?

Il mondo della finanza, come ben sappiamo, è formato da un sistema molto complesso ed imperfetto.

Imperfetto perché le informazioni relative al mercato non sono simmetriche, i soggetti che operano in tale contesto non dispongono, infatti, di un’omogeneità informativa. Gli investitori, a seconda del loro grado di coinvolgimento, esperienza o posizione occupata, non posseggono le medesime informazioni sugli strumenti finanziari e non sono in grado di influenzare in egual misura l’andamento del mercato o di un titolo.

L’impegno dei legislatori nei vari paesi è molto attivo ed è volto a tutelare l’integrità dei mercati e di conseguenza gli investitori, da possibili abusi di mercato derivanti da accesso e conseguente abuso di informazioni privilegiate e manipolazione di mercato (diffusione di informazioni false).

La prima fattispecie (abuso di informazioni privilegiate) prende proprio il nome di insider trading e si configura attraverso la presenza di soggetti interni (Insiders) che, attraverso l’accesso ad informazioni riservate, riescono a trarre un illecito vantaggio riuscendo ad anticipare gli effetti di una variazione di uno specifico titolo.

Uno degli eventi più noti di Insider Trading risale al settembre 2001. Nei giorni precedenti a all’attentato alle Torri gemelle è stata riscontrata un’intesa attività di scambi azionari legati alle compagnie aree che furono coinvolte in tale tragico episodio. Questa attività ha portato a non noti soggetti degli ingenti guadagni!

Questo episodio, oltre ad essere chiaramente un esempio di Insider Trading, getta ancora più ombra su quanto accaduto in America quel maledetto 11 Settembre 2001!

Tornando all’argomento principale del nostro articolo, è importante notare che circa l’insider trading esistono anche correnti di pensiero che considerano le conseguenze derivanti da tale pratica estremamente  benefiche per il sistema economico.

Cerchiamo di spiegare meglio il pensiero dietro quanto affermato.

I sostenitori di tale teoria dichiarano che la variazione dei prezzi derivanti dall’attività degli insiders determina la creazione di un nuovo valore e che il profitto che ne deriva non è realizzato a spese di alcun soggetto.

In parole semplici, essendoci una creazione di valore (spesso l’effetto sul titolo può essere positivo), i seguaci di tale teoria sottolineano, oltre l’assenza di danni, un vantaggio per gli azionisti che vedono aumentare il valore del proprio investimento. Il profitto dell’insider viene così visto come la remunerazione per il l’aiuto fornito per il raggiungimento della puntuale efficienza di mercato.

Altro effetto positivo, secondo tale teoria, è quello di permettere ai manager di difendersi dalle perdite derivante da un possibile deprezzamento delle azioni in loro possesso. In questo modo si offrirebbe oro la possibilità di tutelarsi dalla perdita vista l’impossibilità di poter diversificare il portafoglio azionario, tecnica tipica utilizzata dagli investitori che operano in un mercato efficiente.

Come si può bene immaginare quanto descritto dai sostenitori di tale teoria non è stato ben apprezzato, come detto all’inizio dell’articolo i legislatori dei vari paesi che operano nei mercati azionari, hanno ben chiaro quanto l’uso di informazioni sia deleterio ed è per questo che l’uso illecito di informazioni è punito.