IOTA e l’Internet of Things

IOTA una criptovaluta da non sottovalutare!

Mentre si continua a discutere sul fenomeno Bitcoin, un’altra criptovaluta sta silenziosamente esplodendo in sottofondo.
Il mese scorso  lo IOTA era, infatti, valutato meno di 50 cent  di dollaro con una quotazione totale di mercato inferiore al miliardo. Meno di due settimane dopo, dopo un aumento di oltre il 900%, uno IOTA vale oltre 4$ e ha una capitalizzazione di mercato totale di 13 miliardi di dollari.

Lo IOTA è davvero eccezionale nella sua nuova concezione,  marchi come Samsung Artik se ne sono già accorti e hanno espresso il loro supporto su questo progetto

Entriamo un po’ più nel dettaglio per capire le peculiarità di questa nuova valuta virtuale.

Cos’è IOTA?

Da subito va chiarito un equivoco comune:  IOTA non è un acronimo.
Come spiegato il co-fondatore Dominik Schiener in un incontro dell’ottobre 2017, lo IOTA prende il nome dall’alfabeto greco (nona lettera) e vuole rappresentare l’unità più piccola possibile.

Lo stesso Domink  ha aggiunto: “La nostra grande visione con IOTA è quella di abilitare i micropagamenti”.

Per capire lo IOTA bisogna prima  di tutto capire l’Internet of Things o IoT.
IoT si riferisce alla rete di oggetti fisici connessi a Internet in grado di raccogliere e scambiare dati utilizzando dei sensori incorporati. Computer, microchip, elettrodomestici da cucina, dispositivi ospedalieri e automobili fanno tutti parte dell’ IoT.
lo IOTA ha come mission quella di diventare “la spina dorsale dell’ IoT“. IOTA vuole diventare il libro mastro standardizzato dell’Internet of Things , divenire come espresso dai propri sostenitori “The Ledger of Everything”.

Per semplificare tale concetto possiamo affermare che “Internet of Things” è ogni oggetto con una connessione internet e lo IOTA ha il potenziale per diventare la valuta standardizzata per le transazioni M2M.

Sì, proprio così, nel prossimo futuro il tuo pannello solare potrebbe essere in contatto con le lampadine del tuo vicino per “vendere” la propria energia senza che tu sia coinvolto. Il pagamento potrebbe avvenire proprio in IOTA.

Sembra fantascienza ma in realtà è proprio il prossimo futuro!

Quale tecnologia c’è alla base?

Nata nel 2014, è l’unica tecnologia del suo genere in grado di funzionare come un “leggero” registro distribuito, scalabile, decentralizzato con possibilità di essere utilizzato per una miriade di casi d’uso nell’Internet of Things, nella machine economy o nelle applicazioni umane.

Ciò che rende speciale IOTA è proprio questo. A differenza di Bitcoin non ha bisogno di essere “estratto” perché è totalmente decentralizzato e senza blocchi. Ciò significa che chiunque può effettuare transazioni sulla rete gratuitamente senza commissioni. Non esiste inoltre un limite fisso sul numero di transazioni che possono essere confermate al secondo.

La rimozione del tradizionale design a Blockchain ha permesso allo IOTA di lavorare su una piattaforma chiamata Tangle, che utilizza un concetto matematico utilizzato nella teoria dei grafi noto come “aciclico diretto”.

Lo IOTA si propone degli obiettivi abbastanza elevati e potrebbe passare un po ‘di tempo prima che le macchine abbiano bisogno di soldi e i sensori possano acquistare autonomamente delle cose. Poiché questa tecnologia è così nuova, sono già stati in passato scoperti bug nel suo protocollo, come quello che coinvolge la vulnerabilità di Tangle trovata dalla Digital Cryptocurrency Initiative presso il Media Lab del MIT.

Un altro ostacolo è quello che i rivenditori online potrebbero essere in procinto di creare le proprie criptovalute o tecnologia per le transazioni M2M. Ciò potrebbe rallentare la crescente popolarità dello IOTA. Proprio poco tempo fa Amazon ha acquistato gli URL crittografici portando molti a ipotizzare che le transazioni nano potrebbero essere nel futuro del marchio.

Cosa ci possiamo aspettare da IOTA?

Come vi abbiamo detto all’inizio dell’articolo, nell’ultimo periodo IOTA è cresciuto notevolmente ed è divenuta la quarta criptovaluta più grande del mondo.
Microsoft e Fujitsu, tra gli altri, si sono iscritti a Data Marketplace, un programma pilota di due mesi creato dalla Fondazione IOTA. Usando la tecnologia IOTA per condividere i dati, queste aziende avranno un assaggio di ciò che l’Internet of Things può fare per loro. Si prevede la collaborazione con queste aziende  aumenti la fiducia nella IOTA e, si spera, incoraggi altri marchi ad aprire le loro menti all’ IoT.

Come si può facilmente intuire i presupposti ci sono quindi tutti per far sì che lo IOTA diventi un papabile sostituto del Bitcoin!

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