La protesta dei gilet gialli in Francia

La protesta dei gilet gialli in Francia

Sono stati riaperti da poco tutti i siti turistici di Parigi. I lavoratori hanno ripulito le strade parigine dai vetri rotti e i proprietari dei negozi hanno cercato di riavviare le attività commerciali rimettendo in piedi una città messa pesantemente in ginocchio, un giorno dopo la protesta dei cosiddetti gilet gialli. Questo movimento di protesta francese prende il suo nome dai giubbotti gialli fluorescenti che indossano i manifestanti e che gli automobilisti francesi tengono nelle loro auto in caso di emergenza.

Gilet gialli protestano a Parigi
Gilet gialli protestano a Parigi

La protesta dei gilet gialli

Sabato 8 dicembre sono scese in piazza 10.000 persone a Parigi e 125.000 in tutto il paese. Il bilancio recita di 1.723 persone fermate in tutta la Francia di cui 1.220 trattenute in custodia. I feriti sarebbero 264, compresi 39 agenti. Migliaia di francesi, controllati dalle forze dell’ordine, hanno manifestato sugli Champs-Elysees lasciando un contesto di guerriglia molto marcato con diverse auto in fiamme. Nella zona di place de l’Étoile gli agenti hanno fatto ricorso al lancio di lacrimogeni.

Da settimane il movimento dei gilet gialli scende in piazza per protestare contro le politiche del governo Francese e non solo per dimostrare la totale contrarietà alla tassa sui carburanti imposta da quest’ultimo. Un movimento, quello dei gilet gialli, nato in contrapposizione alle politiche del presidente Macron e al crescente stato di precarietà attraversato dalla Francia che si batte per temi come il lavoro e la revisione delle politiche interne e che chiede meno attenzione all’Europa e più allo sviluppo del paese.

Bruno Le Maire, il ministro delle finanze francese, ha parlato di “un disastro economico” commentando i danni provocati dalle proteste di sabato. “È una catastrofe per il commercio. È una catastrofe per la nostra economia “, ha continuato il ministro, riferendosi al fatto che lo stato e le compagnie di assicurazione dovranno risarcire i proprietari dei negozi messi a ferro e fuoco dalle frange più violente dei gilet gialli, una settimana prima delle festività natalizie. I pagamenti delle tasse per questi negozianti dovranno essere posticipati e anche il turismo sarà costretto a registrare un calo del 20% per le le prenotazioni alberghiere a Parigi per Natale e Capodanno, di solito un periodo di tutto esaurito.

Gilet gialli a Parigi
Gilet gialli a Parigi

Gli scontri sono scoppiati anche a Marsiglia, Bordeaux, Lione e Tolosa durante il quarto fine settimana consecutivo di proteste dei gilet gialli. E la protesta non sembra assolutamente placarsi nonostante il caro carburanti sia stato sospeso.

Le richieste dei gilet gialli

L’aumento dei prezzi del gasolio è stato solo l’innesco della manifestazione e dei disordini successivi. La protesta dei gilet gialli ormai si è diffusa in tutta la Francia e, come dichiarato sul web, si fonda su un manifesto in 25 punti tra i quali la richiesta di dimissioni del presidente Macron e la volontà di uscire dall’Unione Europea per tornare a riconquistare la sovranità politica ma anche e soprattutto monetaria ed economica. Altri temi dibattuti sono i flussi migratori, le grandi banche, la sovranità del popolo, l’aumento dei salari orari del 40% e la drastica riduzione delle tasse.

Favorire i piccoli commercianti contro i grandi centri commerciali, fermare le privatizzazioni per parcheggi, autostrade, ferrovie ed aeroporti, eliminare gli autovelox, eliminare i finanziamenti pubblici ai giornali.

La richiesta sicuramente più emblematica del movimenti dei gilet gialli riguarda l’introduzione di una legge ad hoc che impedisca allo stato di prelevare un quantitativo superiore al 25% della ricchezza di ogni singolo cittadino.

I gilet gialli in Francia sono un fenomeno che ha unito genti di ideologie politiche anche molto diverse e che si è auto-alimentato con la problematica legata alla tassazione eccessiva presente oggi nel paese d’oltralpe che ha di fatto incrementato le diseguaglianze tra le diverse classi sociali.

La protesta dei gilet gialli contro Macron
La protesta dei gilet gialli contro Macron

La prossima mossa sarà del governo Macron o ancora dei gilet gialli?

L’uomo al centro della rabbia dei manifestanti, il presidente Emmanuel Macron, ha rotto il suo silenzio per twittare il suo apprezzamento per l’operato della polizia. La pressione creata dai gilet gialli ha spinto il presidente a proporre nuove soluzioni per calmare la rabbia che divide la Francia e un suo portavoce ha detto che si rivolgerà alla nazione nei prossimi giorni.

Le riprese televisive, trasmesse nei telegiornali di tutto il pianeta. della violenza scatenata dalla protesta dei gilet gialli nei quartieri popolari di Parigi hanno offuscato l’immagine di questa città unica al mondo. La Francia pur schierando circa 89.000 poliziotti non è riuscita a dissuadere i manifestanti determinati. La polizia francese ha perquisito i manifestanti nelle stazioni ferroviarie di tutto il paese, confiscando qualsiasi oggetto potesse essere usato come arma. La Torre Eiffel e il Museo del Louvre hanno riaperto domenica dopo la chiusura a causa dei disordini di sabato. I negozi hanno dovuto fare la conta dei danni provocati dai saccheggi dei gilet gialli più violenti e il vento e la pioggia della notte di sabato ha complicato tutti gli sforzi per riportare un po’ di normalità tra le vie di Parigi.

La maggior parte dei manifestanti che indossavano i gilet gialli e che si sono ritrovati a Parigi sembravano operai provenienti dalle regioni più disparate della Francia, arrabbiati con le crescenti disuguaglianze economiche e la stagnazione. La polizia e i gilet gialli si sono scontrati anche in altre città francesi, in particolare Marsiglia, Tolosa e Bordeaux, e nel vicino Belgio.

Alcuni gilet gialli hanno preso di mira il confine francese con l’Italia a Ventimiglia, bloccando il traffico di auto e camion e creando enormi ingorghi e disagi alla viabilità.

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Queste proteste dei gilet gialli rivelano le difficoltà macro-economiche francesi che stanno acuendo le disparità sociali e si ripercuotono completamente in uno dei principali indicatori economici dello stato di salute della Francia: il CAC-40.

Questo indice azionario prende il suo nome dal primo sistema di automazione della Borsa di Parigi (Euronext Paris), la Cotation Assistée en Continu (Quotazione continuamente assistita), è rappresenta il principale indice di borsa francese ed uno dei più importanti del sistema Euronext. Il CAC-40 è passato dai 5045,6 euro del 3 dicembre ai 4784,3 della mezzanotte di domenica 10 dicembre, registrando un calo di quasi il 6%.

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