Le elezioni italiane e i possibili impatti sui mercati

Le elezioni italiane ancora devono essere politicamente “digerite” ma già si iniziano a fare le prime ipotesi di quali potrebbero essere gli impatti sui mercati. Cosa ne sarà della borsa italiana? Potrebbero esserci impatti su quelle europee? Ma soprattutto, cosa accadrà ai titoli di Stato? Dobbiamo aspettarci un periodo di tensione, con un ritorno agli spread elevati di qualche anno fa?

Sono solo alcuni dei quesiti che sono stati posti già dalle prime ore dopo il voto del 4 marzo. Ma quali sono le principali paure che possono determinare turbolenze sui mercati? Secondo alcuni osservatori bisognerebbe prestare attenzione in particolare a due aspetti: l’instabilità politica che potrebbe caratterizzare l’immediato futuro dell’Italia e l’affermazione di forze antieuropeiste o, comunque, in grado di determinare una forte discontinuità con la politica accomodante dell’Italia in Europa degli ultimi anni.

L’instabilità politica

Una delle principali preoccupazioni è ovviamente quella di avere di fronte un periodo indeterminato di instabilità politica. Nel breve termine infatti il rischio è di non riuscire a formare un Governo, cosa che negli scenari più estremi potrebbe addirittura portare a nuove elezioni, prolungando così il periodo di incertezza. Come noto, infatti, al momento non emerge chiaramente una possibile coalizione di Governo e le ipotesi che si fanno in queste ore, da un ipotetico accordo tra Movimento 5 Stelle e Lega ad un accordo trasversale molto ampio, non sono prive di insidie e di controindicazioni che, per molti, sono sinonimo di un cammino decisamente in salita.

Nel medio termine, c’è comunque il rischio che, se pur si trovasse un accordo di Governo, questo potrebbe essere a breve termine, per mandato oppure perché esposto ai rischi di una soluzione in qualche modo “forzata” e non naturale.

L’avvento di forze politiche non in linea con le recenti posizioni assunte dall’Italia nell’Unione Europea

Non è un mistero che tra le varie ipotesi di “fantapolitica” di questi giorni ci sia la possibilità di un accordo in chiave di governo tra il Movimento 5 Stelle e la Lega. Anche se lo scenario non è così semplice da realizzarsi (al punto che qualcuno lo definisce improbabile), bisogna tener conto che è abbastanza difficile, se non impossibile, che si concretizzi un accordo in cui non sia presente almeno una di queste due forze politiche, e con un ruolo sicuramente di primo piano. Basta questo per rendere nervosi alcuni osservatori e far alzare l’attenzione su come potrebbero reagire i mercati in queste settimane.

Ma quali sono i possibili impatti che si potrebbero avere? Ovviamente l’attenzione è posta principalmente sui mercati azionari e sui rendimenti dei titoli di Stato

I possibili impatti sui mercati: dall’azionario agli interessi sui titoli di Stato

Il mercato azionario italiano sembra aver reagito in modo equilibrato al risultato delle elezioni. In effetti lo scenario di instabilità che si è venuto a creare per certi versi poteva essere previsto. E’ possibile, quindi che il mercato già scontasse in qualche modo quanto si è verificato nelle urne. L’impatto nell’immediato sembra quindi essere stato contenuto, vedremo cosa accadrà nel medio termine, se l’incertezza dovesse persistere

Per quanto riguarda l’andamento dei titoli di Stato, invece, diversi osservatori concordano sul rischio di un sensibile incremento dello spread rispetto al Bund tedesco. Le cause sono quelle che abbiamo in parte descritto: anche se l’accordo tra il Movimento 5 Stelle e la Lega, per certi versi ipotizzabile, è da molti considerato difficile da realizzare, non si può trascurare il successo di queste due forze politiche, considerate “antisistema”. E quindi lo spread potrebbe tornare a salire sensibilmente, con valori prossimi, si ipotizza, ai 150-160 punti base.

E il rischio di vedere lo spread salire ulteriormente rispetto a questi target? Al momento non ci si sbilancia troppo, almeno fino a quando non dovesse delinearsi un Governo guidato da una forza politica animata da un populismo antieuropeista.

Conclusioni

In sintesi, lo scenario che si sta delineando nell’immediato post-elezioni sembra è quello di un mercato finanziario tutto sommato “preparato” e non troppo scosso da quanto accaduto. Questo però non esclude che in futuro possano presentarsi delle dinamiche più forti e preoccupanti, nel caso in cui non si riesca a dotare il paese di un governo stabile o che si affermino, come leader di coalizione, le forze politiche che sono meno riconosciute come affidabili dall’establishment europeo.