Le migliori storie del Bitcoin (BTC) e delle criptovalute nel 2018 – 2° parte

Le migliori storie del Bitcoin (BTC) e delle criptovalute nel 2018

Nel precedente articolo ci siamo molto soffermati sulle “fotografie” tra la fine del 2017 e quella di quest’anno (il 2018) dei valori e delle capitalizzazioni del Bitcoin (BTC) e delle principali criptovalute. Abbiamo visto che al 31 dicembre 2017 si contavano 1.374 valute digitali per una capitalizzazione complessiva di 725 miliardi di dollari contro le attuali 2.534 criptovalute (+ 84%) per una capitalizzazione di “soli” 132,7 miliardi di dollari (- 81,7%). Il 2018 è descrivibile come la “tempesta perfetta” del Bitcoin (BTC) e delle principali criptovalute.

Le migliori storie del Bitcoin (BTC) e delle criptovalute nel 2018 – 2° parte

Vediamo ora anche alcune storie significative accadute nel comparto delle criptovalute in questo 2018 che hanno contribuito a questa “tempesta perfetta”.

La regolamentazione della Corea del Sud per il Bitcoin (BTC)

Durante i mesi (quasi per intero) di gennaio e febbraio sono aumentati i colloqui e gli incontri tra gli addetti del settore con oggetto la regolamentazione delle valute digitali in tutto il mondo. Questi due mesi, in particolare, hanno visto molte discussioni normative provenienti dalla Corea del Sud.

Bitcoin (BTC) e la Corea del Sud
Bitcoin (BTC) e la Corea del Sud

I funzionari del governo coreano, impauriti dall’elevato livello di esposizione dei risparmi nazionali in Bitcoin (BTC) in particolare e in tutto il settore delle criptovalute in generale, hanno aumentato la frequenza degli annunci più o meno ufficiali emanando una serie di “divieti” molto simili a quelli emessi in precedenza dalla Banca Popolare Cinese (PBOC).

Alla fine del mese di gennaio 2018, per la prima volta un tribunale della Corea del Sud stabilì che il Bitcoin (BTC) possiede un determinato valore economico riconoscendogli uno status di strumento finanziario (seppur altamente volatile e con i rischi ben noti a tutti gli investitori del settore). La Corea del Sud è stato uno dei primi paesi al mondo ad introdurre un sistema di account di criptovalute a livello nazionale che ha tolto l’anonimato nella negoziazione di asset digitali.

Gli Exchange violati

Oltre a tutte le notizie sulla Corea del Sud, il 26 gennaio 2018 l’exchange di criptovalute giapponese Coincheck è stato violato per un valore totale tra i 400 e i 534 milioni di dollari della criptovaluta NEM, la sedicesima valuta digitale per capitalizzazione di mercato.

Questo evento causò il primo grande crollo di febbraio del Bitcoin (BTC) e di tutto il comparto con le relative perdite di inizio anno per tutti gli investitori in asset digitali.

Violazione Exchange di Bitcoin (BTC)
Violazione Exchange di Bitcoin (BTC)

Una successiva violazione ebbe luogo lo scorso aprile, quando toccò all’Exchange di criptovalute indiano del portafoglio di Coinsecure per un valore totale di 2,7 milioni di dollari di Bitcoin (BTC). All’epoca la società diede la colpa al suo Chief Security Officer, Amitabh Saxena, per aver svolto un ruolo attivo nell’incidente. Lo scorso settembre, la polizia indiana nel progredire con le indagini ha sporto denuncia contro alcuni sospettati e ha spiegato che un addetto ai lavori (un interno) aveva contribuito attivamente alla violazione del sistema.

Il fallimento di diverse ICO

Nel primo quarter del 2018, per la prima volta, alcune delle più importanti offerte di monete iniziali (ICO) hanno avuto molti problemi con le agenzie di controllo come la Securities Exchange Commission (SEC) degli Stati Uniti e la Commodity Futures Trading Commission (CFTC).

Uno dei primi eventi “emblematici” di questa nuova deriva è stato quando il Dipartimento del Banking Commissioner del Texas ha emesso un ordine di cessazione e sospensione di una presunta “banca di criptovaluta decentralizzata”: la Arise Bank. Questa società, che è stata una delle prime organizzazioni internazionali del comparto che ha avuto problemi con la legge, si occupò della ICO iniziale per quella che oggi è la 47° criptovaluta: Bitshares (BTS).

ICO criptovalute
ICO criptovalute

A febbraio la comunità delle criptovalute aveva appreso che circa il 46% delle ICO del 2017 erano fallite! Gli organi di controllo di tutto il mondo presero di mira specificatamente tutte le nuove operazioni di ICO per le nuove criptovalute attuando una serie di azioni atte a reprimere duramente sia le società poco “pulite” sia quella serie di investimenti nascosti che hanno visto come protagonisti molte persone di fama mondiale (desiderose di nascondere parte dei loro proventi all’opinione pubblica).

Leggi anche: Le migliori storie del Bitcoin (BTC) e delle criptovalute nel 2018 – 1° parte

Maduro introduce il Petro in Venezuela

Un’altra storia interessante di quest’anno è stata l’introduzione della prima criptovaluta di Stato al mondo in Venezuela per far fronte alle pesante crisi economica che si è abbattuta sul paese. Il Presidente del Venezuela, Nicolas Maduro, ha cercato di promuovere l’utilizzo del Petro come moneta alternativa al Bolivar, ma ancora con scarsi risultati. In patria sono stati pubblicizzati i benefici del token ‘oil backed‘ (sostenuta dal petrolio) e all’estero, in particolare in Russia e in Bolivia, sono stati fatti dei tentativi per allargare il consenso a questa specifica operazione.

Il Petro di Maduro
Il Petro di Maduro

Lo scorso novembre, il Ministero per la Comunicazione e l’Informazione ha emanato una nuova legge che ha abilitato il Petro per le transazioni commerciali all’interno del paese. Inoltre, proprio di recente, Maduro ha aumentato il prezzo del Petro da 3.600 a 9.000 bolivar.

Il ritardo dei prodotti istituzionali ETF legati al Bitcoin (BTC)

Di questi eventi ne abbiamo parlato in molti dei nostri articoli ed è inutile ricordare come siano stati influenti nei cali di quest’anno del valore del Bitcoin (BTC) e delle altre criptovalute. Stiamo parlando di tutte le lunghe attese e dei continui rimandi per il rilascio dei diversi ETF (Exchange-Traded Fund) legati al Bitcoin (BTC). Prodotti che avrebbero fatto accedere al comparto delle criptovalute i grandi flussi di investimento tradizionali.

Crypto-advocates ricorderà l’attesa di fine anno per l’approvazione di un ETF negli Stati Uniti. A luglio, il Chicago Board Options Exchange (Cboe) ha presentato una domanda per un ETF basato su Bitcoin (BTC) che sarà legato al Vaneck Solidx Bitcoin Trust. Lo stesso mese, la SEC ha rinviato la sua decisione relativa a cinque ETF correlati a Bitcoin (BTC) depositati dal NYSE.

Gli ETF correlati a Bitcoin (BTC) sono stati rimandati per tutto l’anno in corso. I regolatori degli Stati Uniti hanno anche interrogato l’opinione pubblica riguardo all’emissione dell’ETF di Cboe ricevendo una risposta positiva “schiacciante”. Nonostante ciò, il 6 dicembre la SEC ha nuovamente rimandato la decisione e ha spiegato che deciderà sul destino dell’ETF legati al Bitcoin (BTC) di Vaneck Solidx solo nel mese di febbraio 2019.

Gli ETF di Bitcoin (BTC)
Gli ETF di Bitcoin (BTC)

Non ultima l’attesa per i contratti giornalieri di Bitcoin (BTC) della piattaforma Bakkt durata per gran parte del 2018 e rimandata al 24 gennaio 2019. “Save the date” perchè l’eventuale ok a procedere significherebbe un boost incredibile per il Bitcoin (BTC) e per tutto il settore delle criptovalute.

Bitcoin Cash (BCH) ed il racconto di un hard fork molto sentito dalla comunità

La rete Bitcoin Cash (BCH) ha vissuto un anno “molto” interessante, per non dire altro, subendo ben due hard fork nel 2018. Ricordando che con “hard fork” si intende un processo, classico per le monete digitali basate su blockchain, che consiste nella divisione del proprio protocollo in due versioni differenti, creando quindi dal quel momento in poi due monete alternative separate che vengono entrambe acquisite automaticamente da chi possedeva il token originale al momento della hard fork.

Il primo hard fork è avvenuto in primavera riscuotendo un discreto successo grazie ad una serie di nuove funzionalità come gli opcode ri-abilitati e un aumento della dimensione del blocco a 32 MB. Dopo l’aggiornamento, Bitcoin Cash (BCH) ha visto un enorme seguito nello sviluppo di nuove applicazioni come Memo.cash, Blockpress, Joystream, Marco Coino, Coinfundr, Akari, Telescopio, Simple Ledger Protocol, Wormhole e altro. Nella prima settimana di settembre, la rete di Bitcoin Cash (BCH) elaborò un milioni di transazioni su base giornaliera durante uno “stress test” di una settimana.

Il 15 novembre ha avuto luogo un secondo hard fork del Bitcoin Cash (BCH) dando alla luce a due nuovi token digitali con codici e logiche completamente differenti: Bitcoin Satoshi Vision (SV) e Bitcoin ABC. Questo a creato una spaccatura incolmabile nella comunità di sviluppatori che di fatto si sono schierati dall’una o dall’altra parte dando vita ad una vera e propria guerra civile digitale e portando instabilità (ed un ulteriore diminuzione del valore del Bitcoin (BTC) nel mese di novembre) in tutto il settore delle monete digitali.

Leggi anche: Hard Fork e cali del Bitcoin Cash (BCH) e Bitcoin (BTC)

Il 2019, un anno molto interessante per il Bitcoin (BTC) e le criptovalute

Nel 2019 il contesto che si sta delineando per il Bitcoin (BTC) e le principali criptovalute è sicuramente interessante. La maggior parte degli esperti di criptovalute credono che il lungo viaggio del 2018 verrà ripagato con una rinascita nel 2019 anche se non sono da escludere nuovi ostacoli da superare lungo il tragitto.

Siamo certi è che come è accaduto nel 2018 anche nel 2019 non esisterà mai un periodo di noia nel mondo delle criptovalute e del Bitcoin (BTC) in particolare!

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