Meno tasse per le famiglie? Solo col contagocce

Meno tasse per le famiglie? Solo col contagocce

In questi giorni si parla molto del decreto fiscale che dovrebbe essere definitivamente approvato e che dovrebbe portare alcune novità, già a partire dal prossimo 730, quello che molti di noi si troveranno a compilare nel 2018 con riferimento ai redditi percepiti quest’anno. E già su questo punto non possiamo che essere amareggiati: ormai siamo talmente abituati ad una gestione del fisco da Stato del terzo mondo che non ci meravigliamo neanche del fatto che le regole arrivino quando ormai i giochi sono fatti. E’ come se all’ottantacinquesimo minuto di una partita di calcio l’arbitro ci informasse che le regole sono cambiate e ci desse un rigore contro non previsto dal vecchio regolamento…

Ma a parte questa considerazione, che potremmo ripetere tutti gli anni, l’altro aspetto che emerge chiaramente, ma anche questa non è una novità, è l’assenza di una vera e propria visione sistemica del fisco da parte del legislatore. Vediamo perché.

Le ultime novità in merito alle detrazioni fiscale

Modello 730Le ultime novità che dovrebbero essere introdotte sono le seguenti:

  • affitti per gli studenti;
  • alimenti speciali;
  • donazioni.

Lasciando da parte questi ultimi, i “titoli” lascerebbero sperare un minimo di sollievo per le famiglie, almeno in alcuni casi. Ma se andiamo a vedere di cosa si tratta, ci rendiamo conto che non stiamo parlando di novità “dirompenti”.

  • Nel primo caso, gli affitti per gli studenti, la legislazione fiscale già ne prevede la detraibilità al 19%. Questa viene estesa anche per i trasferimenti all’interno della provincia ad una distanza di almeno 100 km (50 per i residenti in zone montane o disagiate). Siamo di fronte, quindi, ad un ennesimo caso di contentino a costo pressoché nullo per le casse dello Stato. Come c’era da aspettarsi, non viene affrontato il tema del sostegno a tutto tondo alle famiglie che decidono di investire sul futuro dei propri figli, puntando a quelle eccellenze che dovrebbero essere il fiore all’occhiello della società;
  • Ma è nel secondo caso, gli alimenti speciali, che si resta veramente perplessi sulle scelte del legislatore. Innanzitutto la scelta degli alimenti: sono ovviamente esclusi i prodotti per i neonati e per i celiaci. Della serie: cerchiamo subito di restringere la cerchia di chi dovrà beneficiarne, a scanso di equivoci… dovesse costarci troppo!

E poi ci chiediamo: visto che la decisione viene presa a dicembre, le persone avranno conservato gli scontrini per poterli portare in detrazione nel prossimo 730? Mah!

Leggi anche: Gli e-wallet vanno inseriti nella dichiarazione dei redditi?

Meno tasse per le famiglie? Solo col contagocceI prodotti interessati dovrebbero essere quelli destinati a che ha una “vulnerabilità alimentare” che non può essere gestita con gli alimenti normali. Sicuramente quindi una buona notizia per una fascia di soggetti per i quali il provvedimento è doveroso (ci meraviglia anzi che non sia stato fatto prima). Ma un’altra occasione persa per iniziare ad affrontare in modo più organico l’aiuto alle famiglie con bimbi piccoli, in un paese dove ormai l’età media cresce in modo preoccupante. Ed anche, la totale mancanza di una politica volta a favorire la prevenzione di alcune malattie con rilevanza sociale, che avviene anche con la scelta di cibi oculati ed attività sportiva.

La mancanza di una visione organica del sistema fiscale da parte del legislatore

Più in generale, viene confermata la mancanza di una visione organica del sistema fiscale, con scelte coerenti effettuate sulla base di obiettivi programmatici di lungo termine.

Come al solito proliferano i micro interventi, spesso cercando di limitare al massimo la necessità di trovare delle coperture finanziarie, a volte per potersi ingraziare una parte dell’elettorato con alcuni “specchietti per allodole”.

Un tema fondamentale da questo punto di vista è la totale assenza di attenzione alle famiglie. Come è noto, in Italia la crescita demografica particolarmente bassa è una delle principali preoccupazioni… ma non per i politici, che spesso sono attenti alle vicende legate alle probabilità di successo delle prossime elezioni, e disinteressati quindi a fenomeni che coprono un arco temporale dell’ordine del decennio. Temi come questo dovrebbero essere affrontati con un approccio organico di incentivo e sostegno alle famiglie.

Ad esempio introducendo il famoso “quoziente familiare”: oggi tutti pagano più o meno le stesse tasse, in percentuale. Così due impiegati, uno single e l‘altro con moglie e figli, se percepiscono lo stesso stipendio hanno anche le stesse trattenute fiscali, a meno di una detrazione risibile. Per non parlare delle rette degli asili nido (quelli pubblici sono disponibili per una minoranza) o addirittura dell’immondizia… in molte realtà la componente variabile è calcolata in base al numero dei residenti: chi ha più figli paga quindi di più!

Si potrebbe andare avanti a lungo su questi temi, è giusto ricordarli… per evitare il rischio di abituarsi e ritenere normale e corretto ciò che invece è a dir poco iniquo ed inadeguato per una società civile evoluta!

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1 commento

  1. Alla fine siamo sempre noi dipendenti e padri di famiglia a tirare la carretta, si tirano fuori tutti e ad ogni manovra, ad ogni operazione, si finisce sempre per mettere le mani nelle nostre già povere tasche. Niente di nuovo…

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