PSD2, gli occhi sui vostri conti correnti (2° parte)

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Riprendiamo le tematiche della PSD2 di cui abbiamo discusso nella prima parte di questo articolo. Proseguiamo con il riassunto dei punti chiave che caratterizzano questa direttiva

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PSD2 at a glance

I nuovi attori:

I TPP Third Party Payment Services Provider

I soggetti che potranno usufruire dei servizi di accesso ai conti (Payment Initiation, Account Information) sono i nuovi prestatori di servizio ai quali ci si riferisce con il nome di Third Party Payment Services Provider (o TPP).

Ciascun attore dovrà chiedere ed ottenere una specifica autorizzazione presso l’Autorità competente (in Italia la Banca d’Italia), dimostrando di possedere i requisiti necessari, seguendo un percorso analogo a quello che oggi deve compiere un Istituto di Pagamento per ottenere la licenza. Nella sostanza, i TPP saranno degli Istituti di pagamento specificamente autorizzati per la prestazione di servizi di accesso ai conti, che però, in forza di tale autorizzazione, non potranno mai, comunque ed in alcun modo, intermediare fondi.

I CB-PSP Card Based Payment Instrument Issuer

Si tratta di Prestatori di Servizi di Pagamento già abilitati ad emettere strumenti di pagamento basati su carta (potrebbero essere delle banche Issuer, oppure degli istituti di pagamento autorizzati all’emissione di carte di pagamento) che possono offrire nuovi prodotti chiamati Decoupled Card.
I CB-PSP possono accedere ai conti sfruttando i servizi di Funds Checking descritti in precedenza, ottenendo dalla banca una sola risposta – positiva o negativa – in merito alla verifica di disponibilità dei fondi che si vuole impiegare in una transazione di pagamento basata su Decoupled Card. La banca acceduta non intacca mai il plafond ed il rischio finanziario è totalmente a carico del CB-PSP.
L’offerta di un prodotto come le Decoupled Card può indirizzare alcuni mercati specifici (ad esempio quelli della Grande Distribuzione Organizzata o GDO) e basa la propria specializzazione sul fatto che il nuovo titolare della carta non debba necessariamente essere il medesimo titolare del conto corrente di addebito.

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La sicurezza:

La PSD2 introduce il concetto di “Autenticazione forte del cliente” (o “customer strong authentication”) disponendo che un prestatore di servizi di pagamento la applichi nei casi di:

  • Accesso al conto di pagamento on-line;
  • Disposizione di un’operazione di pagamento elettronico. Se la disposizione avviene a distanza (come nel caso di un servizio di Payment Initiation) i prestatori di servizi di pagamento devono applicare l’autenticazione forte del cliente, comprendendo elementi che colleghino in maniera dinamica l’operazione a uno specifico importo e a un beneficiario specifico;
  • Attuazione di una qualsiasi azione effettuata attraverso un canale a distanza, che può comportare un rischio di frode nei pagamenti o altri abusi.

La tutela dell’utilizzatore e le Interchange Fee

La PSD2 introduce un rafforzamento delle tutele per gli utilizzatori di uno strumento di pagamento (consumatori ed esercenti). In caso di pagamenti non autorizzati, ai consumatori potrà essere chiesto solo di sostenere perdite più limitate, fino a un massimale pari a 50 euro (franchigia massima salvo i casi di dolo o colpa grave).

Laddove l’esercente orientasse (con ciò escludendo l’imposizione) l’acquirente pagatore verso l’uso di uno specifico strumento di pagamento:

  • non potrà applicare nei confronti del pagatore alcuna sovrattassa (“surcharging”) alle commissioni d’interchange imposte dal regolamento stesso;
  • non potrà applicare una riduzione del prezzo del bene venduto in considerazione dell’uso di un determinato strumento di pagamento;

La PSD2 impone le nuove IFR o Interchange Fee Regulation per i pagamenti con carta fissando i limiti che non potranno essere superati: 0,2% e 0,3% del valore dell’operazione stessa, rispettivamente per carte di debito e di credito consumer.

Nell’ambito delle sole “operazioni nazionali” con carte di debito, invece, fino al dicembre 2020, i prestatori di servizi di pagamento potranno applicare una commissione interbancaria non superiore all’equivalente dello 0,2% calcolato però sul valore medio annuo di tutte le operazioni nazionali attraverso carta di debito all’interno di ciascuno schema di carte di pagamento.

Relativamente alle commissioni interbancarie per le sole “operazioni nazionali” tramite carte di pagamento, i prestatori di servizi di pagamento saranno tenuti ad applicare, per tutti i tipi di carte, commissioni di importo ridotto per i pagamenti fino a 5 euro rispetto a quelle applicate alle operazioni di importo pari o superiore, così da promuovere l’utilizzo delle carte anche per cifre molto basse.

Non si applicano i limiti alle commissioni previste dall’IFR ai seguenti casi:

  • operazioni tramite carte aziendali (p.e. quelle carte che vengono adottate da un’azienda per consentire ai propri dipendenti in trasferta di pagare i servizi necessari al compimento della missione stessa);
  • prelievi di contante presso gli sportelli automatici (ATM);
  • operazioni di pagamento con carte appartenenti a schemi “a tre parti”;
  • operazioni interregionali, ossia a tutte quelle transazioni per cui le commissioni pagate dall’acquirer (le MIF interregionali) si riferiscono ad operazioni effettuate nell’Unione Europea con carte di pagamento emesse in altre parti del mondo (extra-UE);
  • Alle MSC Merchant Services Charge, ossia alle commissioni che paga l’esercente (Le Interchange Fee tuttavia sono una quota parte significativa delle MSC).

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La guerra asimmetrica tra Banche e OTT

Una recente indagine campionaria della Banca d’Italia, che ha censito circa trecento progetti di investimento Fintech, ha delineato un comportamento delle principali banche italiane del tipo wait and see: si guardano intorno in attesa di capire quale strada percorrere in questo contesto cosi complesso.

Le banche italiane, pur disponendo di un vantaggio competitivo in termini di approfondita conoscenza della clientela, dovranno adeguarsi al cambiamento per intercettare la domanda di servizi finanziari innovativi e reggere la concorrenza dei nuovi soggetti innovatori, tra cui probabilmente i giganti della tecnologia informatica e dei social media.

Ricorrendo alle API (Application Program Interface) che le Banche dovranno mettere a disposizione, i TPP (Third Party Payment Services Provider) saranno in grado di offrire servizi informativi sui conti e nuovi servizi di pagamento slegati dalle carte; connettendo i merchant con i conti correnti dei clienti e offrendo servizi più efficienti e a costi più bassi rispetto alle tradizionali modalità di pagamento (carte, bonifici, ecc.).

Le banche potrebbero ritenere più conveniente monetizzare il patrimonio informativo della propria clientela, limitandosi a garantire l’accesso ai conti della clientela fornendo le proprie API. In alternativa a questa scelta difensivista potrebbero decidere di trasformarsi in piattaforme di commercializzazione di servizi finanziari propri e di altri intermediari, occupando uno specifico settore che oggi non esiste.

Ma reggeranno alle capacità “infinite” dimostrate dai colossi del web nel creare servizi digitali di ogni tipo? Vi ricordate i servizi di posta elettronica della prima decade degli anni 2000 prima di GMail? Vi ricordate i servizi di istant messaging prima di Facebook? Riuscite a pensare che dieci anni fa si riusciva comunque a comprare un libro senza prima cercarlo su Amazon? Vi ricordate cosa rappresentasse la Nokia per i cellulari prima dell’avvento di Apple, Samsung e Google con il suo Android?

Il paradosso della PSD2 è proprio questo. , Le terze parti non Europee, una volta autorizzate, avranno l’accesso ai dati dei conti correnti al fine di rendere possibile un pagamento. Questo permetterà di profilare lo stile dei pagamenti di ognuno di noi arricchendo i loro data base con preziose informazioni. Tutto questo senza che ci sia uno scambio equo perché le banche non avranno accesso alle informazioni delle terze parti.

Siamo sicuri che volendo raggiungere i nobili intenti di scardinare il mondo chiuso delle banche, ridurre la loro alta marginalità di intermediazione e diffondere i pagamenti digitali non stiamo comunque servendo su un vassaio d’oro agli OTT (o, se preferite, ai GAFA) le informazioni sui saldi e sui movimenti dei clienti?

Benvenuti nel futuro, Ciak si gira!

 

>>> Leggi la prima parte dell’articolo “PSD2, gli occhi sui vostri conti correnti (1° parte)”

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La PSD2 avrà sicuramente un effetto dirompente sui titoli delle principali aziende che operano su internet (Google, Amazon, Facebook, Apple, Ebay, Paypal) e sugli istituti finanziari (Banco BPM, Intesa Sanpaolo, Bper Banca, Unicredit, Ubi Banca, Mediobanca, Banca Intesa …).

Chi di questi ne saprà approfittare? Investi in sicurezza e semplicemente affidandoti ad uno dei broker consigliati da MrBanca.

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