Ricomincia la scuola. Ecco le spese detraibili!

Mr Banca

Arriva settembre e come ormai succede da decenni le famiglie italiane affrontano quella che è una spesa non da sottovalutare in quello che è il menage familiare: quelle attinenti alle spese per l’istruzione dei propri figli. Libri, quaderni, cartelle, vocabolari e tanto e tanto altro per una famiglia che deve barcamenarsi tra mille difficoltà per garantire ai propri figli tutti gli strumenti ormai diventati necessari in ogni istituto scolastico. Sono tante però le voci di spesa che possono essere detraibili nella dichiarazione dei redditi, molto spesso sconosciute e trascurate, per un 19% di detrazione non certo da sottovalutare.

Non esistono disposizioni specifiche di legge in cui vengono elencate quali sono le spese detraibili ma una serie di indicazioni via via elencate dall’Agenzia dell’Entrate in varie comunicazioni. Si è scoperto che quasi un italiano su due non è minimamente a conoscenza di quali sono le spese scolastiche detraibili e quindi questo nostro articolo può essere un sorta di mappa per meglio sfruttare questa opportunità che lo Stato Italiano ci da per meglio ammortizzare una spesa che per la maggior parte delle famiglie è davvero importante. Specifichiamo punto per punto che possibilità di vengono date dall’Agenzia delle Entrate.

Frequentando quali scuole si può usufruire delle detrazioni? La detrazione dell’Irpef quantificabile nel 19% si può avere frequentando gli istituti di istruzione specificati dal Ministero dell’Istruzione, di ogni ordine e grado, quindi scuole materne, elementari, medie e superiori. Rientrano ovviamente in queste detrazioni tutti gli istituti statali, privati e di enti locali ed ovviamente tutti gli istituti paritari. Per l’anno 2018 l’Agenzia delle Entrate ha previsto un tetto massimo di spesa di 786 euro per ogni alunno o studente iscritto e, considerando il 19% di detrazione, possiamo quantificare una detrazione massima per ogni figlio di circa 150€ all’anno. Nel 2019 le direttive diramate hanno alzato questo tetto a 800 euro di spesa massima a cui è possibile calcolare la detrazione, lasciando praticamente invariato quello previsto dalla normativa vigente per il 2018.

Specifichiamo adesso quali sono le voci che danno diritto ad avere la detrazione fiscale per le nostre famiglie. Tra le spese che possono essere detratte vengono considerate ovviamente quelle dell’iscrizione alla scuola privata. Per tutte le scuole, comprese le private, l’Agenzia delle Entrate ha stilato una sorta di elenco che riassume in breve quali sono le spese sulle quali è possibile applicare lo sconto fiscale. Eccole di seguito riportate:

  • La mensa e gli eventuali servizi integrativi legati al servizio di mensa offerta dagli istituti scolastici;
  • I servizi offerti per i pre e post orari scolastici;
  • Le spese inerenti alle gite scolastiche;
  • Le spese inerenti all’assicurazione scolastica;
  • I vari corsi previsti e avallati dagli istituti scolastici, anche se svolti fuori dall’orario scolastico e senza avere obbligo di frequenza; consideriamo ad esempio corsi di teatro, di lingue straniere, avviamento allo sport, etc;

Non rientrano invece mai nelle spese detraibili quelle che vengono effettuate per l’acquisto di libri e per tutto il materiale di cartoleria.

Andiamo adesso a specificare quali sono i documenti da conservare per far si che le famiglie possano usufruire delle detrazioni fiscali previste per il prossimo anno scolastico. Per quanto riguarda il servizio di mensa, occorre conservare la ricevuta del bollettino postale o del bonifico bancario intestata al destinatario del pagamento  (scuola, comune o qualsiasi altro istituto o associazione che fornisce il servizio) che riporti come causale la dicitura “Servizio Mensa”. Quando invece è previsto il pagamento in contanti o con il bancomat, o l’opzione con l’acquisto di buoni mensa in formato cartaceo o elettronico, occorre invece presentare un certificato con il relativo importo versato. Per tutte le altre spese per cui è prevista la detrazione, basterà presentare la ricevuta di versamento rilasciata dalla scuola ad avvenuto pagamento. Per quanto riguarda invece pagamenti effettuati ad istituti diversi dalla scuola (come ad esempio l’agenzia viaggi per le gite o l’associazione culturale che gestisce il corso teatrale), oltre alla ricevuta di pagamento, occorre presentare anche la delibera della scuola che ha previsto l’attività come integrativa al percorso scolastico.

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Sono previsti ulteriori sgravi fiscali dal 2018 per tutte le spese sostenute per agevolare l’apprendimento di tutti gli studenti che soffrono di DSA, cioè disturbo nell’apprendimento. La detrazione del 19% è prevista infatti anche per l’acquisto di sussidi tecnici e strumenti compensativi, senza nessun tetto di spesa imposto, fino al raggiungimento delle scuole di istruzione superiore. Per la detrazione però occorre presentare, oltre che la ricevuta dell’acquisto, anche il certificato medico che attesti il collegamento funzionale tra gli strumenti e i sussidi acquistati e il disturbo diagnosticato nello studente.

Come visto sono tante le spese detraibili e siamo certi che questo articolo possa servire a voi nostri affezionati lettori per riuscire a recuperare una parte di soldi sborsati per l’istruzione dei vostri figli.

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