Sale l’inflazione, nuove previsioni su Euribor e mutui?

L’inflazione è in aumento nel mese di maggio, secondo i dati forniti dall’ufficio di statistica dell’Unione Europea, l’ Eurostat. La ripresa dell’inflazione è sicuramente un dato incoraggiante per l’economia in generale, e probabilmente sarà ben visto da Draghi e dalla Banca Centrale Europea. Qualche apprensione può tuttavia suscitare per l’andamento dell’Euribor e dei mutui a tasso variabile. Vediamo perché.

I dati Eurostat sull’inflazione nel mese di maggio

I dati pubblicati da Eurostat evidenziano per il mese di maggio un andamento dell’inflazione in crescita e superiore alle attese.

L’inflazione nell’area Euro, infatti, è passata dall’ 1,2% del mese di aprile all’1,9, un valore superiore alle previsioni, che erano attestate all’1,6%. L’incremento è sensibile anche se facciamo riferimento all’inflazione di fondo, ovvero quella che è considerata al netto delle componenti con variabilità più spinta: in questo caso, il valore è dell’1,1%, 0,4% in più rispetto all’analogo valore di aprile.

L’aumento dell’inflazione e l’economia europea

Questo sensibile aumento dell’inflazione dovrà ovviamente essere confermato nei prossimi mesi, ma potrebbe essere un segnale di un miglior stato di salute dell’economia europea. Non è un caso infatti che uno degli obiettivi principali della politica economica della Banca Centrale Europea sia quello di riportare l’inflazione a valori prossimi al 2%. L’obiettivo della BCE ovviamente non è riferito ad una singola rilevazione mensile, ma ad una ripresa dell’inflazione su una arco di tempo più lungo, senza però superare troppo il valore obiettivo.

La politica economica della Banca Centrale Europea

Come noto la politica economica di Draghi degli ultimi anni è stata caratterizzata dalla necessità di stimolare l’economia e, come si è detto, favorire una ripresa dell’inflazione. In particolare i principali strumenti utilizzati sono stati il Quantitative Easing (ovvero l’acquisto di titoli di stato da parte della BCE) ed una politica di tassi particolarmente bassi. Secondo le intenzioni di Draghi queste misure dovrebbero ridursi nel 2018 e nella prima metà del 2019, sulla scia di una ripresa consolidata e di un tasso di inflazione soddisfacente. Negli ultimi mesi diverse volte quest’ipotesi di riduzione delle misure messe in campo negli ultimi anni è stata messa in dubbio, in particolare da valori ancora bassi dell’inflazione. In generale la Banca Centrale Europea tende a tenere sempre aperta la porta ad ulteriori stimoli all’economia, nel caso in cui questo si renda necessario.

Ecco quindi che Draghi probabilmente può guardare con un certo ottimismo il dato di maggio, in quanto potrebbe andare nella direzione di una “normalizzazione” delle misure si sostegno all’economia, come sarebbe nei programmi. Ma ovviamente, affinché questo accada, è necessario che il dato venga confermato nei prossimi mesi

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L’impatto dell’aumento dell’inflazione su Euribor e mutui a tasso variabile

Per i consumatori tuttavia non tutte queste notizie sono rosa e fiori. Ci si chiede infatti se potrebbero modificarsi le previsioni sull’Euribor e, di conseguenza, sulla rata del mutuo a tasso variabile, almeno per tutti coloro che hanno il tasso di interesse indicizzato all’Euribor.

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Infatti un aumento dei tassi da parte della BCE porterebbe ad un aumento anche dell’Euribor. Secondo le attuali previsioni i tassi dovrebbero restare  invariati per tutto il 2018 e anche ad inizio 2019. Un aumento dell’inflazione potrebbe, se non accelerare queste scadenze, per lo meno confermarle. Potrebbe quindi non durare così a lungo il periodo particolarmente favorevole per coloro che hanno optato per un mutuo a tasso variabile.

L’aumento dell’inflazione in Italia

Anche in Italia è stato registrato un aumento dell’inflazione, con un valore su base annua dell’1,1% (era dello 0,5% ad aprile).

In particolare se andiamo a vedere i settori che maggiormente hanno contribuito a questo aumento dell’inflazione troviamo i beni alimentari non lavorati, l’energia ed i trasporti. Per questi ultimi in particolare si è passati da un dato negativo (-0,7%) ad uno positivo (+1,7%)

L’effetto sul bilancio delle famiglie italiane

L’amento dei prezzi ha però nell’immediato un effetto negativo sul bilancio delle famiglie italiane. Beni alimentari, benzina o gasolio, trasporti, non possono non incidere sulle spese quotidiane. E’ quello che tende ad evidenziare anche il Codacons, che ha stimato in circa 118 euro l’aumento della spesa per generi alimentari di una famiglia tipo in Italia e di 85 euro per gli spostamenti

Insomma, l’aumento dell’inflazione è diventato un obiettivo ed i dati del mese di maggio fanno sorridere molti “addetti ai lavori”, interessati all’andamento dell’economia europea. Ma per i consumatori potrebbero essere in arrivo costi superiori, sia per la spesa quotidiana che per la rata del mutuo, se a tasso variabile ed indicizzato all’Euribor

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