Sale lo spread, previsioni su mutui e sistema Italia

L’estate sta ormai per esaurirsi, ma tra un pigro ombrellone, un attivo viaggio per città d’arte ed una fresca passeggiata in montagna a molti non è sfuggito il fatto che lo spread tra BTP e Bund tedesco stia tornando di nuovo alla ribalta delle cronache nelle pagine di economia dei quotidiani nazionali.

E, come sempre accade in questi casi, si cerca di capire quali saranno gli impatti sulle tasche dei poveri cittadini italiani, tra mutui, spese varie ed investimenti.

Spesso l’allarmismo, in qualche caso di natura anche strumentale, dilaga. Vediamo quindi quali sono i rischi concreti da tenere in conto nel medio termine.

L’andamento dello spread BTP/Bund

Come noto, lo spread aveva avuto una brusca impennata prima dell’estate, nel periodo di insediamento del nuovo governo, passando da valori stabilmente sotto i 200 punti (fino anche a 120) ad un picco di circa 300 punti.

I valori poi si erano ridimensionati fino a circa metà luglio, quando lo spread era  sceso a circa 220, per poi risalire in queste ultime settimane verso quota 280.

Questa ripresa dello spread desta ovviamente una serie di preoccupazioni. Vediamone alcune.

L’impatto sui mutui: previsioni su Euribor ed Eurirs

Quando aumenta lo spread sono sempre in molti a chiedersi quali potrebbero essere gli impatti sul proprio mutuo 

Ricordiamo innanzitutto che il tasso variabile dei mutui è in genere composto dall’Euribor + lo spread applicato dalla banca (che in questo caso non ha nulla a che vedere con lo spread BTP/Bund, in quanto è una componente fissa applicata dalla banca per tutta la durata del mutuo e definita in fase di sottoscrizione).

Per quanto riguarda i mutui a tasso fisso il meccanismo è simile, con l’Eurirs a posto dell’Euribor. Ovviamente, trattandosi di mutui a tasso fisso, in questo caso l’aumento dei tassi di interesse può avere impatto solo su chi il mutuo deve ancora richiederlo, per gli altri è garantita la rata costante.

La domanda quindi diventa. Quale può essere l’impatto di un aumento dello spread BTP/Bund sulle previsioni per l’Euribor e l’Eurirs (in particolare sul primo, che è quello che può andare a modificare sensibilmente la rata del nostro mutuo)?

In effetti la relazione non è diretta. Bisogna infatti considerare innanzitutto che sono degli indici europei.. L’aumento dello spread è invece un fenomeno in prima battuta negativo solo  per il nostro paese. L’Euribor ad esempio è un indice del costo del denaro negli interscambi tra i principali istituti bancari europei, quindi le previsioni sul suo andamento non sono influenzate direttamente dalle variazioni dello spread.

Se andiamo a vedere infatti l’andamento dell’Euribor nelle ultime settimane, lo troviamo stabile e “sonnecchiante” sui valori minimi, così come l’Eurirs.

Per i mutui in essere quindi l’allarmismo sembrerebbe ingiustificato. La situazione resta comunque da monitorare, ricordando che un impatto maggiore su questa partita possono averle le decisioni della BCE sui tassi ufficiali.

Leggi anche: Le previsioni sull’andamento dell’Euribor

Lo spread e l’aumento delle bollette: tutta colpa del WACC

Un rischio abbastanza concreto è invece quello legato alle previsioni di un ulteriore aumento delle bollette legate all’energia, luce e gas in particolare.

La “colpa” di tutto questo sarebbe del “WACC”, acronimo di Weighted average cost of capital. Si tratta in pratica del meccanismo, regolato dell’Autorità dell’energia, secondo il quale nelle bollette dei consumatori deve ricadere anche una componente legata agli investimenti infrastrutturali degli operatori. Nel caso in cui il costo del denaro sostenuto dagli operatori per questi investimenti dovesse salire a causa dello spread BTP/Bond, ci sarebbe un impatto anche sul consumatore finale. L’Autorità infatti, nei complicati calcoli necessari a definire questa componente nelle nostre bollette, pari ad un valore compreso tra il 15% e il 20% dell’intero importo, deve tener conto anche del rischio di questo aumento del costo del denaro

L’impatto su imprese e banche

Ancora più importante è l’impatto che ci potrebbe essere su imprese e banche, con ripercussioni questa volta anche sui consumatori.

Da una parte infatti l’aumento dello spread già sta avendo un effetto negativo sui bilanci delle banche, con una riduzione del valore del capitale.

In prospettiva inoltre l’aumento degli interessi del BTP determinerà una maggior onerosità per tutte le imprese (e quindi anche per gli istituti bancari) nel finanziarsi, anche attraverso l’emissione di obbligazioni. Il meccanismo è semplice: l’investitore troverà conveniente investire in un’obbligazione solo se anche l’interesse di quest’ultima risulterà  “competitivo” col BTP. Un aumento del tasso del BTP determina quindi necessariamente un aumento del tasso che le imprese dovranno corrispondere per finanziarsi

Questo non potrà che rendere più dura la vita delle aziende italiane, tra cui le stesse banche, che a loro volta potrebbero aumentare il costo del finanziamento erogato a famiglie e imprese. Ciò potrebbe quindi rendere sensibilmente più onerosi i nuovi mutui, con l’aumento dell’altro “spread”, quello applicato dalle banche e che si somma all’Euribor ed all’Eurirs.

 BrokerVotoLeggiVai
Markets.comMarkets.com8.6RecensioneRichiedi
ETX CapitalETX Capital7.8RecensioneRichiedi
24option24option7.7RecensioneRichiedi
24CM24CM7.5RecensioneRichiedi
Grand Fx ProGrand Fx Pro7.4RecensioneRichiedi
Trade.comTrade.com7.4RecensioneRichiedi
LibertexLibertex7.3RecensioneRichiedi
iTrader.comiTrader.com6RecensioneRichiedi