Le sette regole d’oro per vivere bene con un mutuo sulle spalle

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Negli ultimi anni, al tasso medio dei mutui è successo di tutto, in alcuni momenti ci si è trovati a vedersi salire la rata mensile a livelli pericolosi con la prospettiva di pagare, alla fine, il 50% in più della cifra finanziata. Mr Banca ha sempre messo in guardia i suoi lettori contro il tasso variabile, non è un caso che il tasso fisso, in mercati finanziariamente maturi e competitivi come l’Inghilterra, sia semplicemente non disponibile sul mercato: in UK o si compra casa con tasso variabile o… niente.

Vivere bene con un mutuo sulle spalle

Rata del mutuoNon è un mistero: è proprio difficile, per la comune famiglia media italiana, vivere con un mutuo sulle spalle.
Ecco le sette regole d’oro di Mr Banca per vivere bene con un mutuo sulle spalle: se proprio occorre accollarsi un mutuo, meglio farlo seguendo assolutamente queste sette regole.

Le sette regole d’oro

1) – Non accendere un mutuo se si può farne a meno. Certo è saggio non farlo per una seconda casa, o un investimento immobiliare speculativo. Agire a leva sul debito è costoso e pericoloso per un furbetto del quartierino, e tanto più per persone normali che campano di stipendio da lavoro dipendente. Non accendere un mutuo se non si ha necessità di investire subito, se esistono fonti di finanziamento proprie, se – per esempio – si possono chiedere prestiti a zero interessi in famiglia.

2) – Cercare di ridurre quanto più possible la durata del prestito, perché essa agisce da moltiplicatore del costo; nei primi anni, infatti, si paga una quota maggiore di interessi. Ripianare il capitale ricevuto in prestito appena possibile!

3) – Accendendo un mutuo, sono da evitare come la peste la formula a rata fissa e a durata variabile, che sembra dare maggiore controllo sul futuro, ma non protegge affatto dalla variabilità dei tassi: se questi crescono, aumenta la durata dell’impegno e la somma complessiva degli oneri. Ancora peggiori certe formule di preammortamento dove nel primo periodo si pagano solo interessi! E’ sempre meglio preferire le formule semplici: spesso le opzioni offrono importanti margini di scelta alla banca, ma non al debitore. Ci sono alcune ragioni che possono portare a preferire il tasso fisso, al di là di un esercizio di previsione sui tassi e di calcolo dell’ammortamento. Da una parte una logica precauzionale: “è più sicuro un debito a tasso fisso e un credito a tasso variabile, piuttosto che il contrario”. Dall’altra, una strategia di qualità della vita: è bello vedere che l’impegno continua a decrescere, in termini reali.

4) – Se proprio si opta per un mutuo a tasso variabile, scegliere un mutuo che offre la garanzia di un tetto massimo al tasso variabile.

5) – Scegliere il mutuo su Internet, per avere tutte le informazioni e poter confrontare con calma. Una volta scelto il sistema soggettivamente più adatto (minimizzando ammontare e durata, mentre la massima rata sostenibile è il vincolo), occorre concentrarsi sullo spread, che è ciò che più conta nella negoziazione con la banca. Lo spread è la differenza rispetto ai tassi di riferimento del mercato (Euribor, IRS, ecc). Ogni 0,10% in meno fa risparmiare una quota anche 5-10 volte maggiore sul valore attuale del debito.

6) – Non sovrastimare i miglioramenti normativi sui vecchi mutui: la portabilità ad altra banca è complessa e osteggiata, la penale di estinzione anticipata è stata ridotta solo parzialmente, la concessione concordata con il governo allunga la dipendenza. La rinegoziazione dipende in sostanza dai rapporti di forza, come prima. Meglio liberarsi del debito che essere attanagliati da dubbi e alternative.

7) – Infine, pensare in positivo: quando si chiude un mutuo, allora si può veramente pensare sul serio a ritirarsi a vivere di rendita 🙂