Spread in aumento, rischio per Euribor e tassi dei mutui?

In questi giorni le tensioni politiche legate alla formazione del nuovo governo stanno creando una certa instabilità sui mercati, con la borsa italiana spesso in calo anche rispetto alle principali piazze europee e soprattutto con lo spread BTP-Bund in sensibile aumento. E’ una situazione di potenziale pericolo per le famiglie che hanno un mutuo in essere, magari a tasso variabile? Le previsioni sull’andamento dell’Euribor possono risentirne? Che impatto potrebbe esserci su Eurirs e mutui a tasso fisso?

E’ quello che cercheremo di analizzare senza cadere in un eccessivo pessimismo legato alle turbolenze di questi giorni

La formazione del nuovo Governo e l’aumento dello Spread

Come noto nel nostro paese è in corso la complicata definizione del nuovo Governo, molto complessa alla luce dei risultati delle ultime elezioni e con il rischio, nel caso in cui non si riesca a pervenire ad un accordo, di tornare alle urne. Ma in questi giorni la turbolenza dei mercati (in particolare italiani) sembra essere più legata al programma ed ai “protagonisti” del governo in via di definizione, piuttosto che al rischio di rimanerne senza.

Il programma oggetto del cosiddetto “contratto di Governo” tra Lega e Movimento 5 Stelle, infatti, sembra avere parecchi elementi tali da far drizzare i capelli in testa a molti sostenitori di uno stretto rispetto delle politiche dell’Unione Europea . Per dirla in altro modo, è indubbio che l’inedita coalizione che dovrebbe sostenere il nuovo Governo, come lo stesso “contratto” sembra confermare, ha elevate possibilità di alzare i toni dello scontro tra l’Italia e l’Unione Europea. Questo non può passare inosservato sui mercati, come dimostra l’andamento dello spread tra BTP e Bund tedesco. Lo spread infatti dovrebbe in qualche modo riflettere la fiducia dei mercati nella solvibilità italiana in merito al debito contratto attraverso l’emissione dei titoli di stato, ed evidentemente una politica anti- europeista non aiuta in tal senso.

Potrebbero esserci degli impatti sull’andamento di Euribor ed Eurirs e, di conseguenza, sui tassi dei mutui in Italia?

Una domanda che molti si pongono, soprattutto coloro che hanno i carico un mutuo, è se possano cambiare le previsioni sull’andamento di Euribor ed Eurirs e se, di conseguenza, possano esserci ripercussioni sulla rata dei mutui, nel breve o nel medio termine

Per i mutui a tasso fisso il problema non dovrebbe porsi. Per definizione il tasso di interesse, e quindi la rata, è costante nel tempo.

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Per i mutui a tasso variabile sono invece fondamentali le previsioni sull’andamento dell’Euribor. E’ questo infatti l’indicatore in grado di influenzare il tasso di interesse di molti mutui a tasso variabile in Italia, essendo a questo indicizzati, nella maggior parte dei casi. L’Euribor tuttavia è definito sulla media dei tassi interbancari delle principali banche europee, non è legato solo ai destini dell’Italia (oseremmo dire per nostra fortuna, in questo caso). L’impatto sull’Euribor potrebbe quindi esserci solo in via indiretta, a fronte ad esempio di future decisioni della BCE indotte da mutati scenari all’interno dell’Unione Europea, ma che al momento sarebbe abbastanza azzardato prevedere. E infatti in questi giorni, come abbiamo detto, se lo spread sembra in notevole “movimento”, non si riscontrano invece particolari turbolenze sull’andamento dell’ Euribor

Leggi anche: Le previsioni su Euribor e tassi sui mutui

I possibili impatti per i nuovi mutui

Leggermente diverso può essere invece il discorso per il mercato italiano dei mutui e per coloro che, nei prossimi mesi, si troveranno nelle necessità di doverne chiedere uno. Infatti l’aumento dello spread tra BTP e Bund tedesco potrebbe avere un impatto sulle strategie delle banche italiane.

Uno spread BTP/Bund più elevato, infatti, ha il doppio effetto di diminuzione del valore dei titoli di stato posseduti (e le banche italiane, ovviamente , sono in prima linea su questo punto) e di aumento delle cedole di quelli futuri. Le banche italiane quindi potrebbero trovare meno conveniente di adesso il reclutamento di nuovi clienti sui mutui. Questo in genere si traduce con l’aumento di un altro “spread”, quello applicato dalle banche sui mutui stessi. Ricordiamo infatti che il tasso di interesse di un mutuo a tasso variabile è dato in genere dalla somma dell’ Euribor e di uno spread definito dalla banca. Analogamente per i mutui a tasso fisso, con l’Eurirs in luogo dell’Euribor.

Lo spread applicato dalle banche ai mutui è quindi una leva molto importante per incentivare o meno l’acquisizione di nuovi clienti sul mercato dei finanziamenti, ed è quello che, almeno in teoria, potrebbe portare ad una minore convenienza per i mutui da aprire nel medio termine.

Sicuramente non è il caso di giungere a conclusioni affrettate, ma questi saranno i principali fenomeni da monitorare nelle prossime settimane.

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