Spread Italia: vicini al collasso?

Spread Italia: vicini al collasso?

Lo spread Italia è realmente vicino al collasso? Ignazio Visco, numero uno di Bankitalia, ha affermato che l’aumento dello spread Italia porterà una maggior spesa pari a 5 miliardi di euro di interessi per il prossimo anno!

La stessa cifra è presente anche nelle tabelle inserite nella legge di bilancio in cui si mette in conto l’aumento dello spread Italia e un corrispondente aumento di 4,56 miliardi di euro degli oneri sul debito per il 2019. Gli anni successivi saranno ancora peggiori per arrivare ad una spesa per interessi pari a 12,5 miliardi di euro nel 2021. Ma tutto questo è vero se lo spread Italia non dovesse continuare a crescere ulteriormente e le previsioni non sono rosee.

Lo spread Italia, un masso che blocca la crescita

Nel grafico a seguire si vede chiaramente come lo spread Italia abbia sempre pesato sul costo del debito e come ci sia una enorme differenza tra Italia e la media della restante area Euro. Infatti, i valori rappresentano la spesa per interessi in rapporto al Pil (Prodotto interno Lordo) secondo i dati forniti dall’Ufficio parlamentare di Bilancio (UpB).

Spread Italia: Il costo del debito
Spread Italia: Il costo del debito

L’Ufficio parlamentare di Bilancio (UpB) valuta che un aumento dello spread Italia di 100 punti possa comportare un onere di circa 11,3 miliardi di euro per lo Stato italiano solo nell’arco del biennio 2019-2020. Se poi si tiene conto che lo spread Italia è aumentato di quasi 140 punti rispetto ai valori di inizio anno ecco che il rischio che la spesa prevista per il biennio a seguire si concretizzi un anno prima!

Spread Italia
Il valore dello spread Italia da novembre 2017 a novembre 2018

Ricordiamo che con spread Italia si intende un indice utilizzato come parametro di riferimento per poter determinare la stabilità economica di un paese in correlazione con il contesto internazionale. In economia il termine “spread” indica la differenza esistente fra due valori e può assumere diversi significati in base al contesto in cui è inserito. Dal 2011 il significato dei termini spread Italia denota il differenziale esistente fra il rendimento dei titoli di stato decennali italiani, i BTP, e quelli tedeschi, detti Bund.

Lo spread Italia salvato nel 2012 da Mario Draghi

Questa situazione così critica per lo spread Italia rischia di rendere vani tutti gli effetti positivi avuti sul debito pubblico grazie alla cura della Banca Centrale Europea (BCE). In primis, la diminuzione sugli “oneri del debito” di circa 17 miliardi ottenuta con la cura del 2012 di Draghi potrebbero mettere a rischio il processo di stabilizzazione.

Nelle accese discussioni politiche italiane spesso le diverse fazioni si accusano l’una con l’altra di aver contribuito in modo drammatico alla crescita del debito pubblico. Un aumento legato in parte alla politica di bilancio e all’andamento del Pil italiani ma, soprattutto, legato a doppio nodo alla crescita dello spread Italia , ovvero, della spesa per gli interessi.

Dal 2010 al 2017 il rapporto debito/Pil dell’Italia è aumentato di 19 punti percentuali passando dal 112% al 131%. Se non ci fosse stata una modesta crescita del Pil e se il Tesoro non avesse mantenuto un avanzo primario in questi anni l’aumento sarebbe dovuto essere di 41 punti percentuali! In parole semplici in questi anni il debito è salito per colpa dell’incremento dello spread Italia.

Spread Italia

La crisi del 2011-2012 ha portato il Tesoro ad indebitarsi a tassi molto elevati per via della speculazione finanziaria sull’Euro portando un aumento dello stock di debito. Solo l’intervento di Mario Draghi che nell’estate del 2012 promise di «fare tutto il necessario per salvare l’euro» ha innescato un netto calo degli spread salvando, di fatto, l’Eurozona dal collasso. Se nel 2012 l’Italia destinava il 5,2% del Pil agli oneri sul debito, col passare degli anni si è scesi intorno al 4 per cento.

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La legge di bilancio 2018 e lo spread Italia

Ora la situazione sta precipitando perché i due leader politici al Governo, Salvini e Di Maio, per accontentare i loro elettori hanno sfidato apertamente le leggi economiche spingendo un riluttante ministro dell’Economia Giovanni Tria a presentare una legge di bilancio con un deficit di 23 miliardi di euro che porta una crescita del debito dello 0,8% invece che scendere dello 0,1%. Questo disavanzo è quello necessario a recuperare le risorse per il reddito di cittadinanza, per fare andare le persone in pensione prima e per estendere la flat tax a commercianti, professionisti e piccoli imprenditori sperando poi che tutto questo crei in breve tempo un volano per la crescita dell’economia capace di riequilibrare tutto.

Ma tutto questo invece di creare un clima di fiducia ha di fatto spaventato gli investitori internazionali. Il mercato ha percepito la fragilità dei conti dell’Italia ed ha reagito vendendo titoli di Stato o, semplicemente, non comprandoli più. Così facendo lo spread Italia, cioé il differenziale di tasso di interesse tra titoli di Stato italiani e tedeschi, si sta spingendo sempre più in alto creando una spirale negativa che ormai si sta auto alimentando.

spread Italia

Martedì 20 novembre lo spread Italia ha superato quota 330 punti e non succedeva dal 2013. Se il valore si mantenesse su questi livelli la situazione italiana diventerebbe ben presto esplosiva. Lo spread Italia troppo alto impatta su due voci del sistema bancario: la raccolta di liquidità sul mercato, che diventa più cara, e il fronte patrimoniale, in quanto la perdita di valore dei titoli di Stato crea buchi di bilancio per gli istituti di credito. La reazione ovvia delle banche sarebbe quella di aumentare i tassi sui mutui, i crediti al consumo e i prestiti alle imprese rallentando di fatto l’economia portandola da una area di crescita minima verso quella di recessione.

In poche parole i nostri governanti hanno sbagliato i conti e a pagare il conto saranno tutti gli italiani fin da subito e senza che nessuno abbia mai ancora beneficiato delle “promesse elettorali” che ad oggi sono ancora solo sulla carta!

E tutto questo sta pesando anche sugli indici che rappresentano l’Italia come il FTSE MIB (Financial Times Stock Exchange Milano Indice di Borsa) che rappresenta il più significativo indice azionario della Borsa italiana. È il paniere che racchiude di norma, tranne eccezioni, le azioni delle 40 società italiane, anche se hanno la sede legale all’estero, quotate sull’MTA (Mercato Telematico Azionario) con maggiore capitalizzazione, flottante e liquidità.

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Questo periodo cosi drammatico di attacco al sistema economico italiano potrebbe rivelarsi un ottimo investimento. Infatti si potrebbe ragionare su azioni di vendita dell’indice “Italy 40” che su Libertex, una delle piattaforme di trading online consigliate da MrBanca, rappresenta proprio il FTSE MIB.

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