Tassi indietro tutta? Ecco le mosse delle banche centrali

Nei periodi più duri della crisi l’immissione di denaro liquido tramite la riduzione dei tassi di interesse da parte delle banche centrali mondiali è stata una delle “politiche economiche” più richieste da parte di governi e investitori per provare a ridare energie ad un’economia globale in “fase” terminale, soprattutto dopo il crollo negli Stati Uniti di molte agenzie di investimento ritenute sicure dalla maggior parte degli investitori globali.

Siamo di fronte ad una inversione di tendenza?

Dopo un decennio la situazione sta lentamente cambiando, andando ad incidere su quelle che possono essere anche le nostre strategie di investimento. Ridurre il movimento monetario e riportare “in cassa” parte dell’enorme volume di denaro iniettato nel mercato globale, sembrano queste le parole d’ordine delle banche centrali del pianeta per questo 2018 , naturalmente attraverso il controllo più bilanciato dei tassi d’interesse, per ridurre il surriscaldamento del mercato globale monetario scaturito dopo l’immissione di ingenti somme di denaro a seguito del collasso finanziario seguito al fallimento della Lehman Brothers.

Le tensioni e i sentori di queste settimane derivano anche dai rumors che giungono dalla Federal Reserve che potrebbe attuare mosse più restrittive rispetto a quelle che prevedevano gli addetti ai lavori.

Le mosse delle banche centrali nel mondo

Naturalmente non tutte le banche centrali adottano le stesse misure per il controllo dei tassi; gli istituti di credito centrali in base alla propria condizione economica, al proprio tasso di inflazione, alla propria congiuntura economica e politica vanno a modificare i tassi di interesse al rialzo, al ribasso oppure tenendo stabili quelli attualmente applicati. Di certo anche chi comanda questi istituti di credito va ad influenzare la politica sui tassi in base alla propria cultura economico-storica e in base alle regole e allo stile che contraddistingue ogni banca centrale.

E siccome in economia contano i numeri, andiamo ad analizzare quelle che sono state nei fatti le politiche economiche delle banche centrali mondiali: nel 2016 ci sono stati 87 tagli dei tassi di interesse a fronte di 38 rialzi, nel 2017 i tagli ai tassi di interesse sono stati 82 a fronte dei 34 rialzi e si prevede che a causa di queste “politiche di rientro” che le banche adotteranno, si andrà nel 2018 ad una sorta di “50-50” che dovrebbe avvalorare la tesi di questa inversione di tendenza. Bisogna considerare naturalmente anche il peso specifico delle banche centrali in ottica mondiale: è naturale che la Federal Reserve statunitense abbia più influenza sul mercato globale rispetto a quella che potrebbe avere la banca centrale brasiliana o sudafricana, nonostante la prepotente crescita finanziaria dei paesi in via di sviluppo.

Valutare le tendenze sui tassi d’interesse per ottimizzare i propri investimenti

Questa panoramica sulla situazione dei tassi di interesse a livello globale e delle strategie che gli esperti prevedono per la politica da adottare per il 2018 serve naturalmente a poterci orientare nel miglior modo possibile per monetizzare meglio i nostri investimenti e provare a ridurre al minimo il margine di errore.

Per quanto riguarda i paesi industrializzati si può notare come la maggior parte di essi siano in una fase di stallo dei tassi di interesse mentre alcune realtà come Canada e Stati Uniti stiano iniziando ad adottare delle politiche di leggero rialzo dei tassi.

Nei paesi in via di sviluppo gli investimenti possono risultare più o meno remunerativi visto che i tassi di interesse che si applicano in questi Stati variano in base alla situazione economica e politica attualmente in atto; basti vedere come le banche centrali di paesi come Russia, Sud Africa, Brasile  e Indonesia stiano continuando a tagliare il costo del denaro per favorire gli investimenti da parte delle banche mentre in paesi come Argentina e Messico si stiano alzando i tassi di interesse per rientrare delle ingenti somme di denaro iniettate nel mercato.

Tutto questo è da tener presente per direzionare nel migliore dei modi i nostri investimenti, provando a superare questo periodo molto turbolento.

L’atteggiamento prudente delle banche centrali

Infine ci sembra opportuno evidenziare un aspetto importante: 20.000 Miliardi di dollari è la somma che risulta dalla somma dei bilanci delle banche centrali mondiali, l’equivalente del 40% del Pil Globale. Un dato impressionante, destinato a salire nel 2018, anche se a ritmo rallentato rispetto agli ultimi anni. Questa ingente somma di denaro è destinata a rimanere tale, secondo le previsioni, almeno per i prossimi 4-6 anni. Nonostante quindi la riduzione dello stimolo monetario sia il tema principale di queste settimane, le banche continuano ad attuare politiche sui tassi di interesse, e più in generale su tutte le proprie operazioni economiche, improntate sulla prudenza; un atteggiamento valutato positivamente anche dagli investitori e dagli speculatori globali per orientare i mercati ad un atterraggio morbido e non brusco, per evitare effetti deleteri sull’intera economia globale.