Tether (USDT), la criptovaluta che controlla i Bitcoin

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Andiamo a scoprire i segreti di quella che oggi è la 9° criptovaluta per capitalizzazione di mercato: Tether (USDT).

Alla data di stesura dell’articolo (12 agosto 2018 n.d.r.) Tether (USDT) vale 0,99943 dollari per un capitalizzazione complessiva di 2,42 miliardi di dollari. La caratteristica principale di questa criptovaluta sta nella differenza tra il valore di mercato di questa criptovaluta e quello del dollaro americano che da sempre oscilla in un intorno molto piccolo per un importo che raramente ha raggiunto la seconda cifra decimale dopo la virgola come mostrato nel grafico successivo.

valore tether
“Andamento di Tether (USDT) dalla nascita ad oggi”

Benvenuti nel mondo di Tether (USDT), la moneta digitale che si aggancia al valore di quelle classiche (le cosiddette fiat) e che ha tra i suoi leader un italiano noto nel mondo della blockchain: Giancarlo Devasini, noto alle cronache per essere finito nei Panama Papers e che in passato fu protagonista di una battaglia legale con Microsoft. Una criptovaluta che per la sua natura particolare rischia di far crollare il Bitcoin (BTC) e tutte le altre criptovalute.

Tether (USDT) contro la volatilità delle criptovalute

Tether (USDT) è un token supportato da effettive valute tradizionali e nella sua versione più utilizzata è agganciata al dollaro americano (ma esistono versioni di Tether anche per Euro e, presto, per Yen giapponese). Un Tether (USDT) equivale a un’unità sottostante della valuta che lo supporta, ad esempio il dollaro USA,  ed il 100% di queste monete virtuali in circolazione è garantito da asset presenti nelle riserve della società Tether stessa. Ovvero, come accade per le divise classiche, per ogni Tether (USDT) in circolazione ci sono beni equivalenti in possesso della società che ne garantiscono il valore finale.

tether

Essendo ancorato o “legato” (= Tether in inglese) alla valuta del mondo reale questa particolare criptovaluta fornisce protezione dalla volatilità delle criptovalute. Tether (USDT) permette alle aziende che lavorano in ambito finanziario (tra cui exchanges, wallets, payment processors, società di servizi finanziari e bancomat/ATMs) di sfruttare la tecnologia blockchain per archiviare, inviare e ricevere token digitali da persona a persona, a livello globale, istantaneamente e in completa sicurezza spendendo una frazione del costo delle alternative di mercato.

Ma per quale motivo dovrebbe esistere Tether (USDT)? In un mercato così volatile, dove il valore di tutte le criptovalute sale e scende di continuo come in un percorso interminabile sulle montagne russe, qual’è il senso di avere una gemella che resta saldamente ancorata al valore delle monete del mondo reale?

Le ragioni sono intuibili per un investitore navigato di criptovalute: grazie a Tether (USDT) è possibile scambiare in qualunque momento i propri Bitcoin (BTC) , Ethereum (ETH) con una criptovaluta che a differenza di questi è stabile, senza i considerevoli costi economici e di tempi necessari per convertirli in euro o in dollari. Tether (USDT) offre un immediato riparo quando il mercato delle criptovalute entra nella tempesta. Se tira una brutta aria gli investitori possono pensare di cambiare le loro criptovalute in Tether (USDT) (acronimo di United States Dollar Tethered, ovvero “collegato al dollaro”!) e attendere serenamente che torni il sereno e riacquistare ad un prezzo più basso.

il Tether (USDT) nato per manipolare il valore del Bitcoin (BTC)?

Fin qui tutto regolare, la stranezza però nasce da una considerazione portata alla luce da due ricercatori dell’Università del Texas che spiegano come questo “finto dollaro” potrebbero essere stato usato per gonfiare a dismisura il prezzo dei Bitcoin nel corso del 2017 e per farlo precipitare nel 2018!

Ma in che modo il Tether (USDT) dovrebbe mettere a repentaglio l’intero mercato delle criptovalute che, nonostante la crisi degli ultimi mesi, vale oggi 215 milioni di dollari?

leggi anche: Criptovalute, che botto! -30% in due settimane

La spiegazione la forniscono due ricercatori dell’Università del Texas che hanno notato come, per mesi, a ogni nuova emissione sul mercato di un certo numero di Tether (USDT) (la cui circolazione è incredibilmente aumentata dai 60 milioni del maggio 2017 ai 2,2 miliardi di febbraio 2018!) è corrisposto in passato una crescita del valore dei Bitcoin (BTC). I due ricercatori hanno approfondito come le singole emissioni di Tether (USDT) sul mercato hanno avuto luogo in meno dell’1% delle ore analizzate dai ricercatori, ma in questo lasso di tempo si è assistito al 50% della crescita del valore dei Bitcoin (BTC) degli ultimi 13 mesi. In pratica si sta dimostrando che i Tether (USDT) avrebbero giocato un ruolo decisivo nella crescita del valore dei Bitcoin (BTC) fino ad arrivare ai quasi 20.000 dollari di dicembre 2017. Un valore troppo elevato che ad inizio 2018 è scoppiato per scendere in basso fino ai circa 6.300 dollari di oggi. Ma non è tutto qui!

Durante il “gennaio nero” delle criptovalute, quando sembrava che l’intero comparto delle criptovalute fosse destinato a fare la fine della bolla economica dei tulipani olandesi del 1600, regolarmente una nuova ondata di Tether (USDT) giungeva sul mercato, bloccando l’emorragia e permettendo al prezzo dei Bitcoin (BTC) di restare per un pelo sopra la soglia psicologica dei 10 mila dollari.

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La storia si è ripetuta fino al 6 febbraio 2018 quando a causa dei troppi sospetti per cui l’immissioni di Tether (USDT) nel mercato fosse finalizzata a gonfiare il prezzo del Bitcoin (BTC) per mantenerlo sopra una certa soglia fu deciso di non immettere una nuova ondata di Tether (USDT). Questa decisione non sostenne il crollo dell’intero comparto delle criptovalute degli utlimi mesi che ha visto passare da una capitalizzazione di 600 miliardi di dollari agli attuali 215 miliardi.

Com’è possibile che i Tether (USDT) sono così strettamente legati alle sorti economiche dei Bitcoin (BTC) e, quindi, di tutto il comparto delle criptovalute? Semplice, gli stessi manager dietro a Tether (USDT) sono anche i proprietari di uno dei più grandi (nonchè dei più discussi) exchange del mondo: Bitfinex.

tether la bomba

Dicevamo all’inizio del nostro articolo che la caratteristica principale dei Tether (USDT) è quella di essere ancorata al valore del dollaro americano e questo grazie alla presenza di beni equivalenti in possesso della società Tether che ne garantiscono il valore di mercato. Non basta però scrivere su un sito un’affermazione del genere per renderla vera e sarebbe necessaria una certificazione dell’esistenza di circa 2,42 miliardi di dollari che garantiscono gli attuali Tether (USDT) in circolazione.

Da ricordare che un tentativo di certificazione fu fatto. Sul finire di gennaio 2018 i revisori contabili di Friedman LLP ebbero il compito di determinare se i Tether (USDT) fossero supportati da beni reali ma dopo solo qualche giorno di lavoro congiunto ci fu la rottura secca dei rapporti tra Friedman LPP e Tether. La notizia creò il panico in tutto il comparto delle criptovalute e si rivelò essere una delle principali cause del crollo del 6 febbraio scorso.

Su questo tema sono tanti gli annunci e le smentite. L’ultima in ordine cronologico è stata l’ennesima dichiarazione del CEO di Tether, J.L. van der Velde, il quale ha dichiarato a Bloomberg che: “Nonostante le speculazioni, abbiamo coerentemente affermato che Tether è supportata da riserve in USD pari o superiori ai tether in circolazione!”.

Certo è che visti i 2,42 miliardi di dollari in circolazione di Tether (USDT) è facile immaginare quali dimensioni potrebbe avere la cripto-apocalisse se davvero si scoprisse che tutte queste cripto monete non sono supportate da altrettanti dollari o se davvero il valore dei Bitcoin (BTC) è cresciuto soltanto perché qualcuno si è adoperato per gonfiarne il prezzo.

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