Il trading on line

Chiunque di noi, pur non essendone conscio, ha affrontato temi relativi al “trading” (in italiano “negoziazione“). La maggior parte di noi effettua scambi durante la normale gestione delle attività quotidiane, pochi se ne rendono conto ma in realtà in qualche modo tutti fanno trading.

In sostanza, tutto ciò che si acquista in un negozio è scambiato. Una parte cede denaro per ottenere in cambio la merce che si desidera acquistare.

M BancaMr Banca ti insegnerà come funziona il commercio dei mercati finanziari ed in particolare cosa è il trading on-line.

Il termine “trading“, come accennato nella prefazione, significa semplicemente “scambio di un elemento per un altro“. Da qui si capisce facilmente che un qualsiasi acquisto, di qualsiasi bene, rappresenta in modo adeguato il trading.

Quando si parla di trading sui mercati finanziari, il concetto banalmente non cambia. Cambia la merce che acquistiamo, non avremo più tra le nostre mani un bene materiale ma avremo un bene immateriale.

Partiamo con un concetto base di cui molti di voi avranno sentito parlare più di una volta, “domanda e offerta”.

Quando si parla di tale concetto si fa riferimento sempre ad un mercato, definito come luogo reale o nominale in cui le forze della domanda e dell’offerta si incontrano e dove acquirenti e venditori interagiscono (direttamente o tramite intermediari) per scambiare beni, servizi, contratti, merci etc…

Il valore di un bene cambia proprio a causa della domanda e dell’offerta, più richiesta c’è per un prodotto (domanda) minore sarà la disponibilità di tale bene (offerta), più alto sarà il prezzo che gli acquirenti saranno disposti a pagare al fine di ottenere quanto desiderato.

Da qui si ricava già il primo concetto fondamentale dei mercati:

“Aumento della domanda significa un aumento di prezzo”

Facciamo un esempio semplice:

Siamo i proprietari dell’unico banco di limoni all’interno del mercato rionale. Sempre più persone iniziano ad entrare nel mercato e ci rendiamo conto che la disponibilità di limoni, estremamente richiesti, non è sufficiente a soddisfare la domanda. In modo naturale cosa farebbe ognuno di voi se fosse il proprietario del banco? ESATTO, aumenterebbe il prezzo del prodotto essendo molte le persone disposte a pagare per assicurarsi il bene.

Quindi questo è proprio quello che accade tutti i giorni anche se non ce ne rendiamo sempre conto.

Ora che abbiamo capito possiamo tentare di esprimere il concetto con termini un po’ più tecnici:

In economia il concetto di “domanda e offerta” è rappresentato da un modello matematico di determinazione del prezzo nell’ambito del sistema denominato tecnicamente mercato.

Equilibrio

Quando l’offerta e la domanda sono uguali (cioè quando la funzione di offerta e funzione di domanda si intersecano) si è raggiunto il punto di equilibrio. Ciò significa che l’assegnazione dei beni ha raggiunto in punto di massima efficacia, la quantità di merci fornita è esattamente la stessa quantità di merci richiesta. In questo modo, tutti (individui, imprese, o paesi) risultano soddisfatti dalle condizioni economiche attuali. Al prezzo determinato, i fornitori stanno vendendo tutti i beni che hanno prodotto e i consumatori riescono ad acquistare il prodotto al miglior prezzo sul mercato.

Punto di equilibrioNella figura a destra è rappresentato il punto di equilibrio.

Sull’asse delle ordinate è rappresentato il prezzo P.

Sull’asse delle ascisse è rappresentata la quantità Q.

Il prezzo P che rende massimo il ricavo è rappresentato dal punto di intersezione tra le curve di offerta S e domanda D.

Il grafico mostra in modo semplice che all’aumentare della domanda da D1 a D3 il prezzo P e la quantità totale Q aumentano ambedue.

Al contrario una diminuzione della domanda da D1 a D2 ha esattamente l’effetto opposto, il prezzo P e la quantità totale venduta diminuiscono.

Disequilibrio

Il disequilibrio si verifica ogni volta che il prezzo o la quantità non si intersecano nel punto di equilibrio tra domanda ed offerta.

Eccesso di offerta

Si verifica quando il prezzo di offerta del bene risulta essere troppo alto per il mercato di riferimento. In questo contesto i fornitori cercano di produrre più beni, che sperano di vendere per aumentare i profitti, ma i consumatori della merce troveranno il prodotto meno attraente e acquisteranno meno perché il prezzo è troppo alto.

Eccesso di domanda

Al contrario dell’eccesso di offerta, l’eccesso di domanda si verifica quando il prezzo del bene è fissato al di sotto del prezzo di equilibrio. Poiché il prezzo è così basso, sono troppi i consumatori che vogliono il bene ed i produttori non riescono a soddisfare la richiesta.

Tutto chiaro sino a questo punto? Semplice, no?

ObbligazioniBene, veniamo ora al mercato azionario. Come avrai notato si parla sempre di mercato, quindi, ancora una volta non cambia nulla.

Per quanto riguarda le azioni (in linea di principio tale discorso è applicabile a tutti gli strumenti finanziari, incluse le obbligazioni) il prezzo viene determinato attraverso un’asta che vede coinvolti i fornitori (chi è in possesso delle azioni) e i compratori (chi è disposto ad acquistare tale bene). Da cosa dipende il prezzo? Semplicemente da quanto ogni compratore è disposto a pagare per diventare possessore di quel pacchetto azionario.

Quando si scambiano azioni, infatti, quelle che semplicemente si sta facendo è l’acquisto di una piccola parte di una società quotata in borsa. Se il valore di tali azioni aumenta a causa della forte domanda, allora la vendita di tali azioni ha generato del profitto essendo il valore di scambio maggiore del valore di acquisto.

Ancora una volta ritorna in gioco il concetto fondamentale di domanda/offerta.

Ovviamente anche le azioni hanno un valore ideale (il famoso punto di equilibrio) che è dato dal valore attuale della rendita generata da tutti i futuri utili divisi tra gli azionisti (dividendi).

Questo concetto non ha di per sé una concreta utilità, difficile è stimare quale sarà il valore futuro dei dividendi. E’ importante però capire che questo principio è alla base della fluttuazione dei titoli quotati in borsa che risultano essere estremamente sensibili ai fattori più disparati (manovre politiche, costo del petrolio e dei derivati, dati occupazionali, PIL, etc…).

Banalmente quindi stiamo parlando, anche se in forme diverse, sempre e comunque di COMMERCIO. Si compra qualcosa ad un prezzo e si cerca di vendere nuovamente per un altro – si spera ad un prezzo superiore, generando revenue.

John Templeton disse: “Non seguire mai la folla. Si può ottenere un rendimento superiore solo se si investe controcorrente.”

1 commento

  1. Il trading non è commercio ma è una pratica per fare speculazione, vuol dire fare denaro con il denaro, con attaccamento all’idea del denaro in un’attività improduttiva di beni e servizi che provoca attaccamento al denaro. Per un individuo privato c’è un problema morale religioso.

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