Fondi comuni di investimento

Le quote dei fondi comuni di investimento rientrano tra gli strumenti d’investimento collettivo del risparmio. In pratica alcune società con personalità giuridica, società di gestione del risparmio (SGR) e società di investimento a capitale variabile (SICAV), raccolgono il denaro presso i risparmiatori o presso gli investitori istituzionali che affidano a queste società la gestione di tali mezzi, investendo i capitali sui più disparati mercati: mobililiari, immobiliari, finanziari e monetari, diversificando l’investimento e riducendo il rischio rispetto all’investimento diretto in azioni di una singola società in un singolo settore.

Fondi comuni di investimentoI fondi comuni rappresentano una forma relativamente sicura di investimento dei propri risparmi, in quanto sostanzialmente, la gestione del capitale investito viene delegato a professionisti, sempre restando nell’ambito di investimenti adeguati al proprio profilo finanziario di rischio.

Inoltre grazie ai cosidetti piani di accumulo (PAC), ovvero l’acquisto di quote di fondi di investimento a cadenza mensile, trimestrale, semestrale o annuale, i fondi di investimento sono diventati appetibili anche alla maggioranza degli investitori che non possiedono mezzi cospicui. In base ai profili e agli obbiettivi dei vari investitori e quindi al loro profilo del rischio ed in base alle loro aspettative di rendimento, possiamo trovare fondi di investimento di diverso tipo:

Fondi azionari

Fondi obbligazionari

Fondi Bilanciati

(ovvero che investono in azioni ed in obbligazioni)

Fondi Immobiliari

(dove il capitale viene investito solo in strumenti finanziari, nei secondi in beni immobili, diritti reali immobiliari e partecipazioni in società immobiliari)

Fondi di Liquidità

(che investono in obbligazioni a breve scadenza e liquidità nelle varie valute)

Una ulteriore classificazione dei fondi di investimento è la definizione di Fondo aperto o Fondo chiuso.

Fondi chiusi

I fondi chiusi hanno un capitale fisso e deciso al momento della sua istituzione. Gli investitori sottoscrivono la propria quota di partecipazione al momento della costituzione del fondo stesso e non è possibile uscirne fino alla scadenza del fondo stesso.

Fondi aperti

I fondi aperti hanno un capitale variabile. Quindi ogni investitore, risparmiatore o investitore istituzionale può acquistare o vendere quote del fondo in ogni momento ed il valore del fondo viene calcolato giornalmente in base alla quotazione che si ha sul mercato di rifermento. A loro volta i fondi aperti si possono dividere in due sub-categorie:

  • Fondi armonizzati, ovvero quelli che rispettano le direttive della comunità europea ed applicate in italia. Questi fondi sono i fondi a cui possono avere accesso tutti i risparmiatori.
  • Fondi non armonizzati, che, non rispettando tali vincoli sono riservati ad grossi investitori, possiedono una maggiore libertà di investimento e un maggiore rischio ad essi associato. Tra questi troviamo i fondi speculativi, i fondi di fondi e soprattutto gli Hedge Funds (per esempio per investire in questi strumenti attualmente è richiesto un investimento minimo di 500mila euro).

Il benchmark

È il parametro di riferimento che permette di riconoscere il profilo di un prodotto o fondo finanziario ed, in questo caso, aiuta anche a capire l’indice di rischio di un fondo. È costituito da uno o più indici di mercato che configurano l’andamento dei mercati in cui investe il fondo. I fondi comuni di diritto italiano hanno l’obbligo di indicare il benchmark su tutta la documentazione rivolta al pubblico e di metterlo a confronto con l’andamento del fondo.

Quando si decide di investire in quote di investimento, si deve tenere conto oltre alle performances del fondo stesso, ma anche e soprattutto delle commissioni che il gestore del fondo applica agli investitori.

Le commissioni si possono principalmente riassumere cosi:

  • La commissione di sottoscrizione, che viene pagata al momento del primo versamento e di ogni versamento in genere nei casi di (PAC). Esistono anche dei fondi che non richiedono commissioni di entrata e vengono chiamati fondi no load.
  • La commissione di gestione, viene calcolata annualmente, ma viene pagata solitamente con cadenza semestrale, trimestrale o mensile.
  • La commissione di uscita viene pagata al momento del disimpegno dei capitali.
  • Commissione di performance: è una sorta di premio che i gestori del fondo si deliberano (sempre secondo lo statuto del fondo stesso) al raggiungimento di determinati obbiettivi prefissati da parametri prestabiliti.

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