Amici di Mr Banca, adesso che avete capito che cosa sono i contratti di futures, proviamo a spingerci oltre. E’ importante a questo punto comprendere come possono essere utilizzati per gli investimenti e quali sono i rischi ad essi associati.

“Non è importante che tu abbia ragione o torto, ma quanti soldi si fanno quando hai ragione e quanto si perde quando si ha torto.”

(George Soros)

Iniziamo innanzitutto col dire che il rischio associato ai derivati (quali i futures sono) sta nel fatto che è possibile vincere o perdere molto più denaro di quanto realmente è stato investito. Quello che è importante sottolineare ancora una volta è che questi strumenti devono essere trattati con “rispetto”, è necessario dargli del “LEI”, prenderci troppo confidenza può far dimenticare la rischiosità dell’operazione che stiamo effettuando.

Investire con i futures

Non vogliamo chiaramente disincentivare nessuno all’utilizzo di questi potenti strumenti finanziari ma è dovere nostro sottolineare a tutti gli amici di Mr Banca questi concetti fondamentali.

Torniamo a noi…

Tra gli strumenti derivati che offre il mercato finanziario, i futures sono quelli maggiormente utilizzati dagli amanti del trading.

Come già spiegato questo tipo di contratto è standard e negoziabile. All’interno di questo contratto si trovano due soggetti dove l’acquirente si impegna ad acquistare beni reali (tipo oro, rame, grano, caffè, petrolio, etc etc o attività finanziarie tipo valute o indici finanziarie (definite “attività sottostante” o semplicemente “il sottostante”), ad una determinata data, ad un determinato prezzo, simmetricamente il venditore si impegna a vendere ad una determinata data ad un determinato prezzo determinato dal mercato.
Da qui si evince chiaramente che il sottostante, così come accade in generale per tutti i derivati, può essere differente e in molti casi questi contratti vengono utilizzati per scopi meramente speculativi.
In questi ultimi casi l’investitore si espone in modo volontario al rischio derivante da una possibile fluttuazione di mercato. Ad esempio, si acquistano contratti di futures sulle materie prime perché ci si aspetta un rialzo del sottostante.

Il mercato dei derivati della borsa italiana è l’IDEM ed è un società del London Stock Exchange Group. La cassa di compensazione e garanzia (CCG) assume in tale contesto il ruolo di garante per il buon esito dei contratti stipulati.

Mercato IDEM

Per dare un’idea della sua grandezza, in tale mercato vengono scambiati circa 150.000 contratti al giorno per un controvalore pari a circa 5 miliardi di euro. Beh, non possiamo dire che gli investitori non siano attratti da questi strumenti, giusto?
Sul mercato IDEM sono negoziabili i seguenti contratti:

  1. Segmento IDEM Equity:
    Prodotti su indice;
    FIB, futures sull’indice FTSE MIB;
    MINIFIB, mini futures sull’indice FTSE MIB;
    Mini FTSE100, mini futures sull’indice FTSE100;
    MIBO, opzioni sull’indice FTSE MIB;
    Prodotti su dividendi;
    FDIV, futures sull’indice FTSE MIB DIVIDEND;
    SSDF, futures su dividendi azionari;
    Prodotti su azioni;
    opzioni su titoli italiani;
    futures su titoli italiani ed europei.
  2. Segmento IDEX: sono attualmente negoziati contratti futures cash settled su energia elettrica, che si distinguono sulla base del periodo di consegna (mensile, trimestrale e annuale) e del profilo (baseload e peakload).
  3. Segmento AGREX: sono attualmente negoziati contratti futures su grano duro, utilizzato principalmente per produrre pasta in Europa e couscous in Nord Africa e Medio Oriente e caratterizzato da elevata volatilità dei prezzi. I contratti negoziati sul segmento AGREX prevedono la consegna fisica in quattro mesi definiti – marzo, maggio, settembre e dicembre – con cinque scadenze negoziabili.

Come possiamo notare sono molti i prodotti afferenti al mercato IDEM. Questa grande quantità offre sicurante un grande vantaggio chiamato “DIVERSIFICAZIONE”.

Un Esempio su FTSE Mib Future e mini FTSE Mib Future

Come facilmente intuibile, queste categorie di contratti hanno come sottostante l’indice FTSE MIB che ormai conosciamo molto bene.
Questi due contratti differiscono esclusivamente per il loro valore. Il mini FTSE Mib Future ha, infatti, un valore pari ad un quinto di quello dell’ FTSE Mib Future.
il valore dei contratti è espresso in punti indice ed ha un controvalore pari a 1 euro per il mini FTSE e di 5 per il FTSE.
Facciamo un esempio per semplificare il tutto.
Se la quotazione dell’FTSE Mib al momento X è pari a 10.000 punti indice, il controvalore del contratto sarà pari a 50.000 Euro (10.000 x 5). Il contratto mini FTSE avrebbe invece un valore pari a 10.000 Euro (10.000 x 1).
Senza perderci troppo in dettagli tecnici, vi facciamo presente che le componenti principali di prezzo di questi contratti futures sono influenzate da:

  1. Valore del sottostante (indice FTSE Mib). Le oscillazioni di quest’ultimo influiscono sul valore del contratto.
  2. Tassi d’interessi. Al crescere dei tassi aumenta il valore del contratto.
  3. Dividendi. Al crescere dei dividendi distribuiti dalle società appartenenti all’indice minore sarà il valore del contratto.
  4. Tempo. Maggiore sarà il tempo mancante alla scadenza del contratto più alto sarà il suo valore.

Quali sono le modalità di scommessa con i Futures?

Essendo i futures dei contratti a termine è possibile è possibile acquistarli aprendo una posizione long o short. In parole semplici, se entriamo con una posizione long, stiamo scommettendo su un andamento positivo dell’indice, al contrario, se entriamo con una posizione short stiamo scommettendo su un andamento negativo dello stesso.
Alla scadenza del contratto si procederà alla liquidazione del future. La regolamentazione monetaria sarà data dalla differenza tra il valore del contratto al momento dell’acquisto e del valore al momento della vendita.
Come già anticipato, a garanzia del buon esito del contratto (ed per eliminare i rischi di insolvenza) si contrappone tra venditore e compratore la cassa di compensazione e garanzia (CCG).
Ogni qual volta viene aperta una posizione (long o short) la CCG richiede un deposito a garanzia denominato margine iniziale.
il margine iniziale è calcolato su base giornaliera e quindi, nel caso in cui la posizione rimanesse aperta overnight (cioè dopo la chiusura delle contrattazioni) la CCG provvederà a richiedere o restituire la differenza tra il margine iniziale già versato e quello nuovo.
Nel caso di margine giornaliero o variazione il discorso è leggermente diverso.
Alla fine di ogni giornata, tutte le posizione aperte overnight, la CCG provvede ad accreditare o addebitare l’importo guadagnato o perso nella seduta.

Un altro esempio…

Acquistiamo un future FTSE Mib a 10.000 punti. A fine giornata il FTSE Mib quota 11.000 punti. L’operatore si vedrebbe, in questo caso, accreditato sul proprio conto un importo pari a 5.000 euro (1.000 punti x 5 euro) per FTSE Mib Future e 1.000 euro (1.000 punti x 1 euro) per mini FTSE Mib Future.
Come tutti i derivati anche i contratti futures possono beneficiare di un non trascurabile effetto leva (in inglese leverage). Questo ci consente di poter effettuare un investimento di un elevato ammontare di risorse finanziare avendo a disposizione un capitale nettamente inferiore.
Possiamo quindi beneficiare di un rendimento potenziale maggiore rispetto a quello derivante da un investimento diretto nel sottostante.
L’effetto leva esprime il rapporto tra il valore delle posizioni aperte e il capitale investito. In virtù di tale effetto i guadagni delle operazioni vengono fortemente amplificati ma… ATTENZIONE! Così come i guadagni anche le perdite vengono amplificate.
Da questo si evince che più alto sarà l’effetto leva tanto più rischioso sarà l’investimento. Si potrebbe facilmente vedere azzerati i propri risparmi in tempi molto brevi.
Capito ora perché bisogna dare del “LEI” a questi strumenti?

“Quel che conta non è quanto sia probabile un evento, ma quanto si guadagni o si perda quando quell’evento accade.”

(Nassim Nicholas Taleb)